Skip to main content

Intervista alla doppiatrice Stella Gasparri

VOCI IN VETRINA

VOCI.fm ADV

ARTICOLO

Figlia d’arte, ovvero del principe dei fotoromanzi Franco Gasparri, attrice e doppiatrice, Stella Gasparri è particolarmente orgogliosa del suo ultimo doppiaggio, quello di Brienne di Tarth (Gwendoline Christie) ne “Il trono di Spade”. Lo ha raccontato a Patrizia Simonetti che l’ha videointervistata per VOCI.fm in occasione della mostra fotografica da lei stessa ideata per il ventennale della morte di suo padre e allestita fino al 3 luglio 2019 alla Casa del Cinema di Roma.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Stella Gasparri, una mostra dedicata a tuo padre, il principe dei fotoromanzi!
Si, io ho organizzato questa cosa, mi è partita dal cuore ed è stato meraviglioso potermi sentire di nuovo vicina a lui. Sono molto felice perché c’è tanta gente ed è proprio quello che speravo.

Ci racconti come è iniziato il tuo lavoro di doppiaggio? Ultimamente ti abbiamo ascoltato ne “Il Trono di Spade” (dai la voce a Bryenne), ma sei anche in Star Wars. Insomma... cose grosse!
Beh, piano piano ci stiamo attrezzando, perché questo lavoro del doppiaggio lo faccio già da 15 anni, ma nasco come attrice, perché il lavoro di mio padre, sicuramente, mi ha abbagliato, mi ha stuzzicato. È una cosa che ho sempre voluto fare, fin da piccola e ovviamente con dei risultati diversi per ora, da quelli di mio padre. Però devo dire che è una strada che continuo a perseguire. Nel doppiaggio, sto iniziando ad avere le prime soddisfazioni. Questo personaggio di Bryenne di Tarth, sicuramente una dei miei orgogli: molto forte, è piaciuto tantissimo alla gente. E poi, “Il trono di Spade” è la serie più vista nel Globo.

Poi hai doppiato la stessa attrice, appunto, in Star Wars, anche se fisicamente non hai nulla di suo: lei è alta, bionda, tu sei bruna, esile...
Sono mediterranea, lei è un’attrice britannica, alta quasi un metro e 90. Credo che nel doppiaggio abbiano avuto bisogno della mia voce per coprire quella fisicità, proprio perché ho un timbro vocale abbastanza basso e quindi funziona, dal punto di vista del doppiaggio, una voce come la mia su una donna “tanta” come Bryenne di Tarth.

Senti, poi hai doppiato anche cartoni e film di animazione!
Nel doppiaggio si fa tutto, insomma: documentari, film, cartoni animati, serie televisive. La cosa più curata è, quella a cui aspirano tutti… sono i film, perché c’è più cura, appunto, nella lavorazione.

Senti, ovviamente c’è differenza tra fare l’attrice e la doppiatrice, quando doppi non hai il corpo che ti aiuta e tutto punta sulla tua voce. Come la curi, se la curi?
Diciamo che è vero che non c’è il corpo, perché non si vede, ma il corpo ti sostiene sempre. La voce si libera grazie al corpo, che diventa fondamentale in una recitazione. Poi è anche una questione emotiva: l’emozione blocca tutto, quindi se noi vogliamo liberare, soprattutto la voce, dobbiamo fare un lavoro anche emozionale. Un saluto a VOCI.fm da Stella Gasparri! Ciao!



Condividi su:

Intervista alla doppiatrice Stella Gasparri

Figlia d’arte, ovvero del principe dei fotoromanzi Franco Gasparri, attrice e doppiatrice, Stella Gasparri è particolarmente orgogliosa del suo ultimo doppiaggio, quello di Brienne di Tarth (Gwendoline Christie) ne “Il trono di Spade”. Lo ha raccontato a Patrizia Simonetti che l’ha videointervistata per VOCI.fm in occasione della mostra fotografica da lei stessa ideata per il ventennale della morte di suo padre e allestita fino al 3 luglio 2019 alla Casa del Cinema di Roma.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Stella Gasparri, una mostra dedicata a tuo padre, il principe dei fotoromanzi!
Si, io ho organizzato questa cosa, mi è partita dal cuore ed è stato meraviglioso potermi sentire di nuovo vicina a lui. Sono molto felice perché c’è tanta gente ed è proprio quello che speravo.

Ci racconti come è iniziato il tuo lavoro di doppiaggio? Ultimamente ti abbiamo ascoltato ne “Il Trono di Spade” (dai la voce a Bryenne), ma sei anche in Star Wars. Insomma... cose grosse!
Beh, piano piano ci stiamo attrezzando, perché questo lavoro del doppiaggio lo faccio già da 15 anni, ma nasco come attrice, perché il lavoro di mio padre, sicuramente, mi ha abbagliato, mi ha stuzzicato. È una cosa che ho sempre voluto fare, fin da piccola e ovviamente con dei risultati diversi per ora, da quelli di mio padre. Però devo dire che è una strada che continuo a perseguire. Nel doppiaggio, sto iniziando ad avere le prime soddisfazioni. Questo personaggio di Bryenne di Tarth, sicuramente una dei miei orgogli: molto forte, è piaciuto tantissimo alla gente. E poi, “Il trono di Spade” è la serie più vista nel Globo.

Poi hai doppiato la stessa attrice, appunto, in Star Wars, anche se fisicamente non hai nulla di suo: lei è alta, bionda, tu sei bruna, esile...
Sono mediterranea, lei è un’attrice britannica, alta quasi un metro e 90. Credo che nel doppiaggio abbiano avuto bisogno della mia voce per coprire quella fisicità, proprio perché ho un timbro vocale abbastanza basso e quindi funziona, dal punto di vista del doppiaggio, una voce come la mia su una donna “tanta” come Bryenne di Tarth.

Senti, poi hai doppiato anche cartoni e film di animazione!
Nel doppiaggio si fa tutto, insomma: documentari, film, cartoni animati, serie televisive. La cosa più curata è, quella a cui aspirano tutti… sono i film, perché c’è più cura, appunto, nella lavorazione.

Senti, ovviamente c’è differenza tra fare l’attrice e la doppiatrice, quando doppi non hai il corpo che ti aiuta e tutto punta sulla tua voce. Come la curi, se la curi?
Diciamo che è vero che non c’è il corpo, perché non si vede, ma il corpo ti sostiene sempre. La voce si libera grazie al corpo, che diventa fondamentale in una recitazione. Poi è anche una questione emotiva: l’emozione blocca tutto, quindi se noi vogliamo liberare, soprattutto la voce, dobbiamo fare un lavoro anche emozionale. Un saluto a VOCI.fm da Stella Gasparri! Ciao!



Condividi su: