VOCI.fm Intervista Francesco Venditti
ARTICOLO
Dal 6 giugno è al cinema a fianco di Claudia Gerini in “A mano disarmata” di Claudio Bonivento, storia vera della giornalista Federica Angeli che da anni lotta contro la mafia di Ostia, sul litorale romano, dove vive. Ma Francesco Venditti, figlio d’arte, oltre ad attore affermato è anche quotatissimo doppiatore e direttore di doppiaggio: da Dan Stevens a Michael Pitt fino a Diego Luna in “Star Wars”, cominciando dal gattino Oliver della Disney. Patrizia Simonetti lo ha videointervistato per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Francesco Venditti, benvenuto sul #sitodellevoci. Cominciamo da “A mano disarmata”, tu interpreti il marito di Federica Angeli, un marito che, insomma, “va e viene” però alla fine è sempre presente.
C’è perchè ci deve essere! Io non so se fossi stato suo marito veramente, se avessi fatto fare delle scelte a mia moglie, perché sai magari poi ogni coppia si muove in maniera diversa. Però, io penso che il Massimo vero, se non avesse dato questa forza, questa energia, questo porto sicuro a Federica, forse lei non sarebbe andata così in fondo alle cose. Certo, poi questo andare in fondo li ha portati a vivere con la scorta, in una situazione particolare, da questo punto di vista. Però, credo che poi dopo la fine, la battaglia si vince insieme.
Francesco Venditti è anche un grande doppiatore e noi di VOCI.fm siamo molto interessati a questa tua attività. Hai iniziato praticamente da bambino, se non sbaglio con un gattino?
Io ricordo le prime cose fatte a 5/6 anni su film di mio nonno, che era Renato Izzo. E poi a 9 anni vinsi il mio primo provino, che era per la “Oliver & Company” di Walt Disney, poi da lì ho continuato il doppiaggio. Ho provato ad andare nella televisione, nel teatro e nel cinema e poi mi sono reso conto che avevo un mestiere in mano e una famiglia di doppiatori; quindi credo che continuerò a fare questo mestiere fino a quando ce lo faranno fare, perché poi chissà, magari fra un po' scomparirà, ma non credo, insomma, siamo sempre un bel servizio da dare al pubblico italiano.
Tu, per altro, sei anche direttore di doppiaggio, qual è la differenza?
Ma guarda, quando fai il direttore è una figata pazzesca, perché, è vero le differenze sono soprattutto le responsabilità, i rapporti che puoi avere con il cliente. In realtà quando fai il direttore sei, non dico un regista perché sennò sarebbe troppo, però riesci a rubare dagli altri attori, dagli altri doppiatori e quindi quando hai Francesco Prando al leggio, tu dici: “adesso questo me lo studio bene, tanto so già che verrà un bel lavoro”, perché poi la cosa bella del doppiaggio, come anche nel cinema o nella televisione è che c’è un grado di bravura molto alto e quindi è solo un rubare. Rubare come si fanno le cose, rubare come quel doppiatore approccia su un determinato attore ecc.
La tua voce, ovviamente, è importantissima sia per il tuo ruolo di attore che di doppiatore, che poi spesso molti dicono sia la stessa cosa, lo stesso mestiere e la stessa professione; ma tu curi la tua voce? Hai qualche consiglio che ti arriva magari da papà Antonello oppure fai da te?
Solamente fumare. Fumare fa male! Io vado molto sulla respirazione. Poi, io trovo una differenza totale tra il doppiaggio e fare l’attore. Io era tanto che non facevo un film, anche per scelta, perché ormai la mia strada credo che sia quella e poi sai, quando hai una società di famiglia, lasciarla anche per poche settimane è stato devastante per me, perché poi comunque continuavo a doppiare, giravo e doppiavo, doppiavo e giravo... Io penso che ci sia una differenza abissale tra fare l’attore e fare il doppiatore, perché sono due codici diversi, è come fare la televisione o fare la radio. E in questo, forse, piano piano, inizio a capire che, però, attraverso la voce, attraverso le emozioni della voce, anche perché fare il doppiatore è cercare di ricreare quello che già un altro attore ha fatto e quando ti ci avvicini, proprio vicino vicino, ti danno grande soddisfazione. In questo, quando poi lavori con gli americani o con i francesi, il piacere di ricevere un “bravi”, un “good job”, un applauso, è molto forte. Di rimbalzo, qui in Italia molto spesso i doppiatori non sono amati. Un saluto a VOCI.fm da Francesco Venditti. Ciao!
CENNI BIOGRAFICI
Francesco Saverio Venditti (Roma, 27 agosto 1976) è attore e doppiatore. Figlio di Antonello Venditti e Simona Izzo, intraprende fin da giovane la strada della recitazione e del doppiaggio. Nel 1996 partecipa come attore al film “Vite strozzate”. La sua prima apparizione in televisione avviene in “Compagni di branco”, diretto da Paolo Poeti. Ha recitato in numerose fiction televisive come: “Caro maestro”, “Una donna per amico”, “Lo zio d’America”. Nel 2011 vince il “Leggio d’oro” come voce maschile dell’anno. Tra gli attori che ha doppiato durante la sua carriera troviamo: Ryan Reynolds, Elijah Wood, Hayden Christensen, Adrian Grenier, Dan Stevens, Peter Facinelli, Aaron Paul, mentre per quanto riguarda il doppiaggio dei film di animazione, dà la sua voce a: Oliver in “Oliver&Company”, Linus in “Pride, il giovane leone”, Frankie in “I Robinson - una famiglia spaziale”, il padre di Jack in “Il paradiso può attendere”, Tito in “Turbo”, Marmy in “Nut Job” e “Nut Job 2”.
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VOCI.fm Intervista Francesco Venditti
Dal 6 giugno è al cinema a fianco di Claudia Gerini in “A mano disarmata” di Claudio Bonivento, storia vera della giornalista Federica Angeli che da anni lotta contro la mafia di Ostia, sul litorale romano, dove vive. Ma Francesco Venditti, figlio d’arte, oltre ad attore affermato è anche quotatissimo doppiatore e direttore di doppiaggio: da Dan Stevens a Michael Pitt fino a Diego Luna in “Star Wars”, cominciando dal gattino Oliver della Disney. Patrizia Simonetti lo ha videointervistato per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Francesco Venditti, benvenuto sul #sitodellevoci. Cominciamo da “A mano disarmata”, tu interpreti il marito di Federica Angeli, un marito che, insomma, “va e viene” però alla fine è sempre presente.
C’è perchè ci deve essere! Io non so se fossi stato suo marito veramente, se avessi fatto fare delle scelte a mia moglie, perché sai magari poi ogni coppia si muove in maniera diversa. Però, io penso che il Massimo vero, se non avesse dato questa forza, questa energia, questo porto sicuro a Federica, forse lei non sarebbe andata così in fondo alle cose. Certo, poi questo andare in fondo li ha portati a vivere con la scorta, in una situazione particolare, da questo punto di vista. Però, credo che poi dopo la fine, la battaglia si vince insieme.
Francesco Venditti è anche un grande doppiatore e noi di VOCI.fm siamo molto interessati a questa tua attività. Hai iniziato praticamente da bambino, se non sbaglio con un gattino?
Io ricordo le prime cose fatte a 5/6 anni su film di mio nonno, che era Renato Izzo. E poi a 9 anni vinsi il mio primo provino, che era per la “Oliver & Company” di Walt Disney, poi da lì ho continuato il doppiaggio. Ho provato ad andare nella televisione, nel teatro e nel cinema e poi mi sono reso conto che avevo un mestiere in mano e una famiglia di doppiatori; quindi credo che continuerò a fare questo mestiere fino a quando ce lo faranno fare, perché poi chissà, magari fra un po' scomparirà, ma non credo, insomma, siamo sempre un bel servizio da dare al pubblico italiano.
Tu, per altro, sei anche direttore di doppiaggio, qual è la differenza?
Ma guarda, quando fai il direttore è una figata pazzesca, perché, è vero le differenze sono soprattutto le responsabilità, i rapporti che puoi avere con il cliente. In realtà quando fai il direttore sei, non dico un regista perché sennò sarebbe troppo, però riesci a rubare dagli altri attori, dagli altri doppiatori e quindi quando hai Francesco Prando al leggio, tu dici: “adesso questo me lo studio bene, tanto so già che verrà un bel lavoro”, perché poi la cosa bella del doppiaggio, come anche nel cinema o nella televisione è che c’è un grado di bravura molto alto e quindi è solo un rubare. Rubare come si fanno le cose, rubare come quel doppiatore approccia su un determinato attore ecc.
La tua voce, ovviamente, è importantissima sia per il tuo ruolo di attore che di doppiatore, che poi spesso molti dicono sia la stessa cosa, lo stesso mestiere e la stessa professione; ma tu curi la tua voce? Hai qualche consiglio che ti arriva magari da papà Antonello oppure fai da te?
Solamente fumare. Fumare fa male! Io vado molto sulla respirazione. Poi, io trovo una differenza totale tra il doppiaggio e fare l’attore. Io era tanto che non facevo un film, anche per scelta, perché ormai la mia strada credo che sia quella e poi sai, quando hai una società di famiglia, lasciarla anche per poche settimane è stato devastante per me, perché poi comunque continuavo a doppiare, giravo e doppiavo, doppiavo e giravo... Io penso che ci sia una differenza abissale tra fare l’attore e fare il doppiatore, perché sono due codici diversi, è come fare la televisione o fare la radio. E in questo, forse, piano piano, inizio a capire che, però, attraverso la voce, attraverso le emozioni della voce, anche perché fare il doppiatore è cercare di ricreare quello che già un altro attore ha fatto e quando ti ci avvicini, proprio vicino vicino, ti danno grande soddisfazione. In questo, quando poi lavori con gli americani o con i francesi, il piacere di ricevere un “bravi”, un “good job”, un applauso, è molto forte. Di rimbalzo, qui in Italia molto spesso i doppiatori non sono amati. Un saluto a VOCI.fm da Francesco Venditti. Ciao!
CENNI BIOGRAFICI
Francesco Saverio Venditti (Roma, 27 agosto 1976) è attore e doppiatore. Figlio di Antonello Venditti e Simona Izzo, intraprende fin da giovane la strada della recitazione e del doppiaggio. Nel 1996 partecipa come attore al film “Vite strozzate”. La sua prima apparizione in televisione avviene in “Compagni di branco”, diretto da Paolo Poeti. Ha recitato in numerose fiction televisive come: “Caro maestro”, “Una donna per amico”, “Lo zio d’America”. Nel 2011 vince il “Leggio d’oro” come voce maschile dell’anno. Tra gli attori che ha doppiato durante la sua carriera troviamo: Ryan Reynolds, Elijah Wood, Hayden Christensen, Adrian Grenier, Dan Stevens, Peter Facinelli, Aaron Paul, mentre per quanto riguarda il doppiaggio dei film di animazione, dà la sua voce a: Oliver in “Oliver&Company”, Linus in “Pride, il giovane leone”, Frankie in “I Robinson - una famiglia spaziale”, il padre di Jack in “Il paradiso può attendere”, Tito in “Turbo”, Marmy in “Nut Job” e “Nut Job 2”.











