Skip to main content

Lo speaker ALESSANDRO PARODO su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

VOCI.fm ADV

ARTICOLO

Ecco a voi l'intervista, realizzata da Marco Picchio, allo speaker e voice-over Alessandro Parodo. Vive in Sardegna, lavora nel mondo della radio da molti anni e oggi si racconta alla grande community del #sitodellevoci

Intervista realizzata da Marco Picchio


Un grande saluto a tutta la community di VOCI.fm da Marco Picchio. Siamo il #sitodellevoci e quindi, siamo felicissimi quando abbiamo l’occasione di presentare a tutti i nostri migliori elementi. Dalla splendida Sardegna, esattamente dalla provincia di Cagliari, oggi ho in linea Alessandro Parodo.
Salve a tutti! Un saluto a te e a tutti gli amici di VOCI.fm

Ho in mano il tuo curriculum. Dando un’occhiata veloce, mi rendo conto che nella tua vita professionale c’è veramente un mare di radio!
Tutto è iniziato nel 1985, avevo 13 anni, facevo parte di una radio comunitaria religiosa. Appena ricevuto il sacramento della Cresima, frequentavo la parrocchia e quindi c’era questo strumento, che mi ha incuriosito da subito, cioè il mobiletto con un trasmettitore, il mixer e poco altro. Ho cominciato a chiedere come funzionava ad un carissimo amico che voglio salutare, Roberto Comparetti, che è stato un pò il mio maestro, colui che mi ha spalancato questa strada meravigliosa che sto continuando a percorrere. Poi diciamo che, anche se giovanissimo, avevo già questa sorta di “voce da grande” e quindi, mi divertivo a fare gli speakeraggi. Successivamente sono passato alla radio commerciale e poi ad emittenti molto importanti a livello regionale, come ad esempio “Radiolina”.

Chi fa questo lavoro, chi lavora con la voce, deve avere sempre stimoli nuovi, no? Così si cresce, si fanno cose nuove e belle.
Parto sempre dal presupposto che non si finisce mai di imparare, cioè ogni puntata di programma che fai non è mai uguale all’altra, è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da imparare, magari anche da modificare. La puntata la riascolti, noti certe cose, che puoi migliorare in quella successiva. Ecco, diciamo che la passione ti porta poi anche a questo, no? Ovviamente con la giusta dose di autocritica, senza esagerare e cadere nel “maniacale”, ci mancherebbe. 

Hai citato “Radiolina”, che è una grande realtà in Sardegna. Che trasmissione hai condotto?
A Radiolina ho condotto, per due stagioni estive (2009 e 2012), un programma intitolato “360° - La musica prima di tutto”, proprio perché trattavo tutti i generi musicali. Era un programma serale, andava in onda alle 21.00 con un sound adeguato all’orario: Pink Floyd, anni '80, musica internazionale e nazionale, molto tranquilla, serena e rilassante.

Adesso una domanda a bruciapelo: il tuo modello di radio, dovendo scegliere tra le nazionali italiane?
Io sono molto affascinato dal genere tipo “Radio Capital”, anche se apprezzo molto “RTL”, “RDS Radio Dimensione Suono”. Però lo ammetto: “Radio Capital” mi rappresenta un pò di più. Come genere musicale io tratto praticamente tutto. Prima di preparare un programma, ovviamente, mi documento su quello che deve essere lo stile. Se devo fare un programma di musica rock, vado prima a documentarmi su quel determinato genere, su quel determinato gruppo e poi, magari, faccio un discorso a parole mie su quella canzone, sulla storia della band, senza leggere. Ecco insomma, faccio una sorta di riassunto mentale, poi metto dentro del mio. Quando fai radio, devi pensare che stai parlando con il tuo vicino di casa, con il tuo amico, con cui stai condividendo un caffè al bar. Non esiste, secondo me, una diversità tra chi fa radio e chi ascolta, siamo tutti sullo stesso livello. Altrimenti ci sarebbe la voce impostata per sentirti superiore, queste cose che, purtroppo, ho riscontrato in tante realtà radiofoniche, sia locali che nazionali. Secondo me, la radio è la spontaneità assoluta. Nell’ultimo programma che ho condotto per un'emittente di Quartu Sant’Elena, "Radio Sant'Elena", mi è capitato di realizzare delle interviste telefoniche con grossi personaggi del mondo dello spettacolo. La mia idea di amicizia mi porta a considerare l'intervista telefonica come  una chiacchierata. Ecco quello è l’idea che ho io di radio: chiacchierare con chi ti sta ascoltando, stai parlando con un amico, poi che sia un ascoltatore, che siano 5 milioni, 10 milioni per me non fa differenza. L’importante è comunicare con la persona che ti ascolta ed interagire. La magia, secondo me, è tutta lì.

Alessandro Parodo dispone di Home-Studio, quindi è disponibile a realizzare programmi radiofonici, spot ecc.
Assolutamente si! Ho uno studio di registrazione con strumentazione professionale di alta qualità e quindi registro anche seduta stante. Posso realizzare spot nel giro di 5/10 minuti, sono “pronto al microfono” :-)

Se volete saperne di più, date un'occhiata al profilo di Alessandro Parodo su VOCI.fm. Ale, io ti ringrazio di essere stato con noi e ti auguro buon lavoro!
Grazie Marco! Buona giornata a tutti.

Lo speaker ALESSANDRO PARODO su VOCI.fm

Ecco a voi l'intervista, realizzata da Marco Picchio, allo speaker e voice-over Alessandro Parodo. Vive in Sardegna, lavora nel mondo della radio da molti anni e oggi si racconta alla grande community del #sitodellevoci

Intervista realizzata da Marco Picchio


Un grande saluto a tutta la community di VOCI.fm da Marco Picchio. Siamo il #sitodellevoci e quindi, siamo felicissimi quando abbiamo l’occasione di presentare a tutti i nostri migliori elementi. Dalla splendida Sardegna, esattamente dalla provincia di Cagliari, oggi ho in linea Alessandro Parodo.
Salve a tutti! Un saluto a te e a tutti gli amici di VOCI.fm

Ho in mano il tuo curriculum. Dando un’occhiata veloce, mi rendo conto che nella tua vita professionale c’è veramente un mare di radio!
Tutto è iniziato nel 1985, avevo 13 anni, facevo parte di una radio comunitaria religiosa. Appena ricevuto il sacramento della Cresima, frequentavo la parrocchia e quindi c’era questo strumento, che mi ha incuriosito da subito, cioè il mobiletto con un trasmettitore, il mixer e poco altro. Ho cominciato a chiedere come funzionava ad un carissimo amico che voglio salutare, Roberto Comparetti, che è stato un pò il mio maestro, colui che mi ha spalancato questa strada meravigliosa che sto continuando a percorrere. Poi diciamo che, anche se giovanissimo, avevo già questa sorta di “voce da grande” e quindi, mi divertivo a fare gli speakeraggi. Successivamente sono passato alla radio commerciale e poi ad emittenti molto importanti a livello regionale, come ad esempio “Radiolina”.

Chi fa questo lavoro, chi lavora con la voce, deve avere sempre stimoli nuovi, no? Così si cresce, si fanno cose nuove e belle.
Parto sempre dal presupposto che non si finisce mai di imparare, cioè ogni puntata di programma che fai non è mai uguale all’altra, è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da imparare, magari anche da modificare. La puntata la riascolti, noti certe cose, che puoi migliorare in quella successiva. Ecco, diciamo che la passione ti porta poi anche a questo, no? Ovviamente con la giusta dose di autocritica, senza esagerare e cadere nel “maniacale”, ci mancherebbe. 

Hai citato “Radiolina”, che è una grande realtà in Sardegna. Che trasmissione hai condotto?
A Radiolina ho condotto, per due stagioni estive (2009 e 2012), un programma intitolato “360° - La musica prima di tutto”, proprio perché trattavo tutti i generi musicali. Era un programma serale, andava in onda alle 21.00 con un sound adeguato all’orario: Pink Floyd, anni '80, musica internazionale e nazionale, molto tranquilla, serena e rilassante.

Adesso una domanda a bruciapelo: il tuo modello di radio, dovendo scegliere tra le nazionali italiane?
Io sono molto affascinato dal genere tipo “Radio Capital”, anche se apprezzo molto “RTL”, “RDS Radio Dimensione Suono”. Però lo ammetto: “Radio Capital” mi rappresenta un pò di più. Come genere musicale io tratto praticamente tutto. Prima di preparare un programma, ovviamente, mi documento su quello che deve essere lo stile. Se devo fare un programma di musica rock, vado prima a documentarmi su quel determinato genere, su quel determinato gruppo e poi, magari, faccio un discorso a parole mie su quella canzone, sulla storia della band, senza leggere. Ecco insomma, faccio una sorta di riassunto mentale, poi metto dentro del mio. Quando fai radio, devi pensare che stai parlando con il tuo vicino di casa, con il tuo amico, con cui stai condividendo un caffè al bar. Non esiste, secondo me, una diversità tra chi fa radio e chi ascolta, siamo tutti sullo stesso livello. Altrimenti ci sarebbe la voce impostata per sentirti superiore, queste cose che, purtroppo, ho riscontrato in tante realtà radiofoniche, sia locali che nazionali. Secondo me, la radio è la spontaneità assoluta. Nell’ultimo programma che ho condotto per un'emittente di Quartu Sant’Elena, "Radio Sant'Elena", mi è capitato di realizzare delle interviste telefoniche con grossi personaggi del mondo dello spettacolo. La mia idea di amicizia mi porta a considerare l'intervista telefonica come  una chiacchierata. Ecco quello è l’idea che ho io di radio: chiacchierare con chi ti sta ascoltando, stai parlando con un amico, poi che sia un ascoltatore, che siano 5 milioni, 10 milioni per me non fa differenza. L’importante è comunicare con la persona che ti ascolta ed interagire. La magia, secondo me, è tutta lì.

Alessandro Parodo dispone di Home-Studio, quindi è disponibile a realizzare programmi radiofonici, spot ecc.
Assolutamente si! Ho uno studio di registrazione con strumentazione professionale di alta qualità e quindi registro anche seduta stante. Posso realizzare spot nel giro di 5/10 minuti, sono “pronto al microfono” :-)

Se volete saperne di più, date un'occhiata al profilo di Alessandro Parodo su VOCI.fm. Ale, io ti ringrazio di essere stato con noi e ti auguro buon lavoro!
Grazie Marco! Buona giornata a tutti.