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Intervista a Giacomo Ferrara testimonial di Castello Errante

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Per molti è Spadino di Suburra, ruolo che gli ha dato la grande popolarità, ma Giacomo Ferrara è un attore a tutto tondo e nel suo passato annovera anche esperienze di doppiaggio come in “American Dad” e “Show Dogs”. Per tutto luglio è anche il testimonial della terza edizione di Castello Errante - la prima Residenza Internazionale del Cinema, progetto ideato da Adele Dell’Erario e sostenuto da Mibac e Regione Lazio che mette al lavoro nel borgo medievale di Torri in Sabina, nel reatino, una troupe internazionale di studenti di cinema provenienti da Argentina, Cile, Costa Rica, Cuba, Guatemala, Messico, Nicaragua, Perù, Repubblica Domenicana, Uruguay e Italia. Patrizia Simonetti lo ha videointervistato per VOCI.fm

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Giacomo Ferrara per VOCI.fm! Che cos'è “Castello errante”?
È un progetto molto interessante, che va a superare i confini nazionali perché dà la possibilità a diversi studenti del cinema dell'America Latina di venire qui in Italia – ci sono studenti di Cile, Argentina, Messico, Cuba – per “influenzarsi”, visto che ognuno porta la propria cultura e la propria idea creativa, propria delle sue origini e della sua nazione, per poi creare un progetto comune e arrivare a comporre un corto e un documentario che saranno realizzati al termine del progetto.

Giovane artista ma già affermato! La cosa che ti ha portato maggiore popolarità è Suburra, tra poco con la terza stagione. Che cosa ti ha dato?
Sicuramente la possibilità di arrivare in 190 paesi, la possibilità di essere nel mondo portando qualcosa di estremamente italiano, e poi farlo conoscere in tutto il mondo e vedere che viene apprezzato anche dalle altre culture, motivo per un artista di grande orgoglio. Mi ha dato la popolarità che attualmente ho, ma soprattutto mi ha regalato un percorso con le persone che tutti i giorni sono sul set; si è creata una grande famiglia e quella è la cosa che porto davvero nel cuore.

Tu ti sei cimentato anche nel doppiaggio, nell'animazione, con American Dad e Show Dogs. Che esperienza è stata, pensi di ripeterla?
Magari, perché doppiare i cartoni è divertentissimo. I miei primi contributi sono arrivati proprio col doppiaggio, ero appena uscito dall'accademia “Corrado Pani” qui a Roma, e Francesca Draghetti mi ha dato la possibilità di fare questi turni di doppiaggi in cui mi sono molto divertito. Assolutamente, mi piacerebbe molto.

Che cosa ti piace del prestare la voce, escludendo il resto della tua fisicità?
Senza dubbio la velocità, il dinamismo del poter cambiare il personaggio – un momento più cupo, quello dopo più divertente – senza dover entrare troppo in una psicologia o comunque lavorare troppo sul personaggio (cosa che amo del mio lavoro, ad ogni modo). Il divertimento è la cosa principale.

La tua voce è importantissima per il tuo lavoro a teatro, al cinema, e in televisione, ma anche per queste esperienze di doppiaggio. Quanto conta la tua voce nel tuo lavoro d'artista, e se la curi quanto la curi?
Assolutamente, perché è una delle cose che penso rendano uniche le persone, qualcosa che solo una persona ti sa dare. Puoi lavorarci, puoi andare a sfumarla in determinate emozioni, puoi camuffarla per diventare un personaggio completamente al di fuori di te, ti dà la possibilità di caratterizzarti molto.

Sappiamo che l'hai curata nella dizione perché hai fatto dei corsi, ma per prevenire mal di gola, raucedine?
Beh, per quello si deve stare attenti, e adesso l'aria condizionata non aiuta. Poi al minimo alito di vento io prendo il raffreddore, però sì, sto attento. Un grande saluto a VOCI.fm, ciao!



GIACOMO FERRARA: CENNI BIOGRAFICI

Giacomo Ferrara, nato a Chieti nel 1990, è un attore italiano. Cresce sul massiccio della Majella, dove i suoi genitori gestiscono un hotel, e frequenta il liceo della comunicazione a Chieti; in seguito si trasferisce a Roma, dove frequenta l'accademia "Corrado Pani", incominciando a recitare in teatro. Nel 2015 prende parte al film Suburra in un ruolo comprimario, mentre nel 2017 è uno dei quattro protagonisti del film “Il permesso - 48 ore fuori”. Nel 2017 entra a far parte del cast di Suburra - La serie, basato sull'omonimo film e prodotta da Netflix in cui ricopre il ruolo di Spadino, uno dei protagonisti.

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Intervista a Giacomo Ferrara testimonial di Castello Errante

Per molti è Spadino di Suburra, ruolo che gli ha dato la grande popolarità, ma Giacomo Ferrara è un attore a tutto tondo e nel suo passato annovera anche esperienze di doppiaggio come in “American Dad” e “Show Dogs”. Per tutto luglio è anche il testimonial della terza edizione di Castello Errante - la prima Residenza Internazionale del Cinema, progetto ideato da Adele Dell’Erario e sostenuto da Mibac e Regione Lazio che mette al lavoro nel borgo medievale di Torri in Sabina, nel reatino, una troupe internazionale di studenti di cinema provenienti da Argentina, Cile, Costa Rica, Cuba, Guatemala, Messico, Nicaragua, Perù, Repubblica Domenicana, Uruguay e Italia. Patrizia Simonetti lo ha videointervistato per VOCI.fm

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Giacomo Ferrara per VOCI.fm! Che cos'è “Castello errante”?
È un progetto molto interessante, che va a superare i confini nazionali perché dà la possibilità a diversi studenti del cinema dell'America Latina di venire qui in Italia – ci sono studenti di Cile, Argentina, Messico, Cuba – per “influenzarsi”, visto che ognuno porta la propria cultura e la propria idea creativa, propria delle sue origini e della sua nazione, per poi creare un progetto comune e arrivare a comporre un corto e un documentario che saranno realizzati al termine del progetto.

Giovane artista ma già affermato! La cosa che ti ha portato maggiore popolarità è Suburra, tra poco con la terza stagione. Che cosa ti ha dato?
Sicuramente la possibilità di arrivare in 190 paesi, la possibilità di essere nel mondo portando qualcosa di estremamente italiano, e poi farlo conoscere in tutto il mondo e vedere che viene apprezzato anche dalle altre culture, motivo per un artista di grande orgoglio. Mi ha dato la popolarità che attualmente ho, ma soprattutto mi ha regalato un percorso con le persone che tutti i giorni sono sul set; si è creata una grande famiglia e quella è la cosa che porto davvero nel cuore.

Tu ti sei cimentato anche nel doppiaggio, nell'animazione, con American Dad e Show Dogs. Che esperienza è stata, pensi di ripeterla?
Magari, perché doppiare i cartoni è divertentissimo. I miei primi contributi sono arrivati proprio col doppiaggio, ero appena uscito dall'accademia “Corrado Pani” qui a Roma, e Francesca Draghetti mi ha dato la possibilità di fare questi turni di doppiaggi in cui mi sono molto divertito. Assolutamente, mi piacerebbe molto.

Che cosa ti piace del prestare la voce, escludendo il resto della tua fisicità?
Senza dubbio la velocità, il dinamismo del poter cambiare il personaggio – un momento più cupo, quello dopo più divertente – senza dover entrare troppo in una psicologia o comunque lavorare troppo sul personaggio (cosa che amo del mio lavoro, ad ogni modo). Il divertimento è la cosa principale.

La tua voce è importantissima per il tuo lavoro a teatro, al cinema, e in televisione, ma anche per queste esperienze di doppiaggio. Quanto conta la tua voce nel tuo lavoro d'artista, e se la curi quanto la curi?
Assolutamente, perché è una delle cose che penso rendano uniche le persone, qualcosa che solo una persona ti sa dare. Puoi lavorarci, puoi andare a sfumarla in determinate emozioni, puoi camuffarla per diventare un personaggio completamente al di fuori di te, ti dà la possibilità di caratterizzarti molto.

Sappiamo che l'hai curata nella dizione perché hai fatto dei corsi, ma per prevenire mal di gola, raucedine?
Beh, per quello si deve stare attenti, e adesso l'aria condizionata non aiuta. Poi al minimo alito di vento io prendo il raffreddore, però sì, sto attento. Un grande saluto a VOCI.fm, ciao!



GIACOMO FERRARA: CENNI BIOGRAFICI

Giacomo Ferrara, nato a Chieti nel 1990, è un attore italiano. Cresce sul massiccio della Majella, dove i suoi genitori gestiscono un hotel, e frequenta il liceo della comunicazione a Chieti; in seguito si trasferisce a Roma, dove frequenta l'accademia "Corrado Pani", incominciando a recitare in teatro. Nel 2015 prende parte al film Suburra in un ruolo comprimario, mentre nel 2017 è uno dei quattro protagonisti del film “Il permesso - 48 ore fuori”. Nel 2017 entra a far parte del cast di Suburra - La serie, basato sull'omonimo film e prodotta da Netflix in cui ricopre il ruolo di Spadino, uno dei protagonisti.

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