Enrico Brignano, l'intervista di VOCI.fm
ARTICOLO
Enrico Brignano torna al cinema protagonista del film “Tutta un’altra vita” di Alessandro Pondi con Ilaria Spada e Paola Minaccioni, in sala dal 12 settembre 2019. Ma in un tempo non troppo lontano lo ritroveremo anche in "Frozen" perché è sua la voce del pupazzo di neve Olaf e gli piace molto parlarne. Patrizia Simonetti lo ha videointervistato per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Su VOCI.fm Enrico Brignano, protagonista di “Tutta un’altra vita”. Sei un uomo che aspetta, si dice, ma poi alla fine, passa con il rosso.
Nel film, si, si dice nel film. Sono uno che stenta anche ad aspettare, cioè aspetta il numero giusto, perchè gioca non solo la schedina, gioca d’azzardo con sé stesso, con la sua vita e alla fine pensa di aver vinto un’altra vita più agiata. Una vita piena di sogni e poi dopo però fa i conti con la realtà e la realtà, purtroppo, arriva come le maree... ci porta la sua plastica. E quindi le vicissitudini di questo Gianni, tassista con la Multipla, che non riesce nemmeno a fare il cambio gomme. Poi guiderà la Lamborghini e avrà donne bellissime, andrà alle feste con il red carpet. Insomma, tutto quello che tendenzialmente nell’immaginario collettivo vorremmo fare e avere tutti.
Sei attore, ma anche doppiatore. Ci interessa molto la tua voce! Sei anche la voce di Olaf, in Frozen. Quindi, volevo sapere queste esperienze nel doppiaggio, come sono andate?
Io sono ritornato ai cartoni animati, perché feci, quando ero giovane, “Asterix, Obelix e la pozione magica”. Ero un antico romano. E poi con Walt Disney, ho dato la voce a questo pupazzo di neve che, durante il doppiaggio, nemmeno vedevo bene, perché per tutela gli americani avevano tolto completamente il colore, avevano abbassato la qualità, l’avevano reso tutto frammentario. Quindi, io quando doppiavo, non avevo neanche capito cosa stessi facendo.
Poteva essere anche un pollo, insomma :-)
Poteva essere qualsiasi cosa. Invece, poi il fascino di vedere questo film da me doppiato e la mia voce resa quasi irriconoscibile, è stato tanto. Ma non sapevo che di lì a poco avrei messo al mondo una bambina e sarebbe rimasta affascinata e che oggi a due anni e mezzo di vita, confonde il papà con Olaf. Credo che sia la cosa più bella di questi ultimi miei 60 anni di vita.
Come esperienza ti piace il doppiaggio? Soprattutto usare solo la voce senza il tuo corpo.
Insomma, stare al buio non è bellissimo, però io mediamente sto sempre nel buio mistico dello spettacolo, e nel buio siamo tutti più creativi. Anche quelli che fanno sesso sono più creativi al buio. Però l’effetto finale che ha avuto su di me, ma soprattutto sui bambini, la canzone, le cose, insomma è stato veramente un’esperienza grandiosa; fra un po' la rifarò, perché partirà Frozen 2 e quindi, siamo pronti per doppiare un’altra volta le avventure di questo piccolo pupazzo di neve.
Per chiudere, però, la domanda nasce spontanea, tu usi tantissimo la tua voce, tu fai anche le vocine, no? Quanto ti ci applichi a fare queste vocine, perché spesso ti vediamo, ti sentiamo fare l’uomo e la donna, no? Sul palcoscenico fai voci da bambino, quindi come hai imparato e come curi la tua voce, che è importantissima per il tuo lavoro.
Non fumo, non bevo e quindi questo è già una buona cura per la voce. Sicuramente, con l’età la voce è diventata forse un po’ più calda. La capacità di fare le vocine c’è sempre stata, anche quando ero giovine e facevo le scuole elementari e già facevo le piccole imitazioni dei professori. Per cui, niente, ho solo coltivato, migliorato, poi sai, a forza di stare sul palcoscenico, io ho 34 anni di carriera, non so dire quante ore sono stato sul palcoscenico, una media di 150 spettacoli l’anno, 3 ore a spettacolo! I calcoli fateli voi, insomma. Una mentina ogni tanto te la devi mangiare :-) Allora, un saluto a VOCI.fm da Enrico Brignano, ciao!
Allora, un saluto a VOCI.fm da Enrico Brignano, ciao!
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Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Su VOCI.fm Enrico Brignano, protagonista di “Tutta un’altra vita”. Sei un uomo che aspetta, si dice, ma poi alla fine, passa con il rosso.
Nel film, si, si dice nel film. Sono uno che stenta anche ad aspettare, cioè aspetta il numero giusto, perchè gioca non solo la schedina, gioca d’azzardo con sé stesso, con la sua vita e alla fine pensa di aver vinto un’altra vita più agiata. Una vita piena di sogni e poi dopo però fa i conti con la realtà e la realtà, purtroppo, arriva come le maree... ci porta la sua plastica. E quindi le vicissitudini di questo Gianni, tassista con la Multipla, che non riesce nemmeno a fare il cambio gomme. Poi guiderà la Lamborghini e avrà donne bellissime, andrà alle feste con il red carpet. Insomma, tutto quello che tendenzialmente nell’immaginario collettivo vorremmo fare e avere tutti.
Sei attore, ma anche doppiatore. Ci interessa molto la tua voce! Sei anche la voce di Olaf, in Frozen. Quindi, volevo sapere queste esperienze nel doppiaggio, come sono andate?
Io sono ritornato ai cartoni animati, perché feci, quando ero giovane, “Asterix, Obelix e la pozione magica”. Ero un antico romano. E poi con Walt Disney, ho dato la voce a questo pupazzo di neve che, durante il doppiaggio, nemmeno vedevo bene, perché per tutela gli americani avevano tolto completamente il colore, avevano abbassato la qualità, l’avevano reso tutto frammentario. Quindi, io quando doppiavo, non avevo neanche capito cosa stessi facendo.
Poteva essere anche un pollo, insomma :-)
Poteva essere qualsiasi cosa. Invece, poi il fascino di vedere questo film da me doppiato e la mia voce resa quasi irriconoscibile, è stato tanto. Ma non sapevo che di lì a poco avrei messo al mondo una bambina e sarebbe rimasta affascinata e che oggi a due anni e mezzo di vita, confonde il papà con Olaf. Credo che sia la cosa più bella di questi ultimi miei 60 anni di vita.
Come esperienza ti piace il doppiaggio? Soprattutto usare solo la voce senza il tuo corpo.
Insomma, stare al buio non è bellissimo, però io mediamente sto sempre nel buio mistico dello spettacolo, e nel buio siamo tutti più creativi. Anche quelli che fanno sesso sono più creativi al buio. Però l’effetto finale che ha avuto su di me, ma soprattutto sui bambini, la canzone, le cose, insomma è stato veramente un’esperienza grandiosa; fra un po' la rifarò, perché partirà Frozen 2 e quindi, siamo pronti per doppiare un’altra volta le avventure di questo piccolo pupazzo di neve.
Per chiudere, però, la domanda nasce spontanea, tu usi tantissimo la tua voce, tu fai anche le vocine, no? Quanto ti ci applichi a fare queste vocine, perché spesso ti vediamo, ti sentiamo fare l’uomo e la donna, no? Sul palcoscenico fai voci da bambino, quindi come hai imparato e come curi la tua voce, che è importantissima per il tuo lavoro.
Non fumo, non bevo e quindi questo è già una buona cura per la voce. Sicuramente, con l’età la voce è diventata forse un po’ più calda. La capacità di fare le vocine c’è sempre stata, anche quando ero giovine e facevo le scuole elementari e già facevo le piccole imitazioni dei professori. Per cui, niente, ho solo coltivato, migliorato, poi sai, a forza di stare sul palcoscenico, io ho 34 anni di carriera, non so dire quante ore sono stato sul palcoscenico, una media di 150 spettacoli l’anno, 3 ore a spettacolo! I calcoli fateli voi, insomma. Una mentina ogni tanto te la devi mangiare :-) Allora, un saluto a VOCI.fm da Enrico Brignano, ciao!
Allora, un saluto a VOCI.fm da Enrico Brignano, ciao!











