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Bebo Storti intervista al conte Uguccione

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Bebo Storti torna sul grande schermo in “Villetta con ospiti” di Ivano De Matteo al cinema dal 30 gennaio 2020. Patrizia Simonetti lo ha video intervistato per VOCI.fm in occasione della presentazione del film.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


L’ultimo film in cui lo abbiamo visto al cinema è stato “Il Traditore” di Marco Bellocchio nel ruolo dell’avvocato Franco Coppi, a fianco di uno straordinario Pierfrancesco Favino nelle vesti di Tommaso Buscetta. Ancora cinema impegnato e di qualità per Bebo Storti, milanese, classe 1956, che in “Villetta con ospiti” di Ivano De Matteo, con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erica Blanc, Vinicio Marchioni e Cristina Flutur, che arriva in sala giovedì 30 gennaio 2020 con “Academy Two”, interpreta un medico ortopedico non troppo onesto e neanche coraggioso che mangia cornetti alla crema uno dietro l’altro, ignora le richieste di aiuto dei suoi pazienti, spinge, esclusivamente per soldi, persone anziane ad operarsi nonostante ben consapevole che nessun intervento chirurgico potrà mai risolvere i loro problemi. “Villetta con ospiti” racconta ventiquattr’ore di una splendida famiglia borghese e una ricca cittadina del nord Italia.

Di giorno le signore e i loro mariti ostentano pubblica virtù ai tavolini dei caffè. Poi, di notte, la commedia scivola nel noir ed esplode il lato oscuro della provincia in un susseguirsi di meschinità e violenze. I sette vizi capitali incarnati dai sette protagonisti si palesano ai nostri occhi quasi con innocenza. Nessuno è accusabile di nulla anche se, tutti insieme, si macchieranno del peggiore dei peccati. Bebo Storti incarna la gola. “La difesa personale era un tema che volevo affrontare da tempo – dice Ivano De Matteo - Senza voler accusare o dare giudizi. Raccontando in modo semplice come la paura di perdere tutto ci possa far compiere atti impensabili, di cui non ci ritenevamo capaci. E disegnando personaggi controversi, difficili da catalogare. Perché sono loro quelli che, da sempre, destano in me maggiore interesse”.
Attore teatrale, cinematografico e mattatore televisivo, come non ricordare Bebo Storti in trasmissioni come “Su la testa!”, “Cielito Lindo”, “Zelig”, “Scatafascio” e “Mai dire Gol”?

E come dimenticare i personaggi divertenti e politicamente scorretti da lui stesso inventati e interpretati? Come il sarcastico e sboccato Conte Uguccione, aristocratico vestito in abiti settecenteschi, il leghista Alfio Muschio, e ancora Thomas Prostata e Adelmo Stecchetti… Anche lui come Paolo Calabresi amante del travestitismo e degli scherzi, non se n’è privato nella sua lunga carriera, modificando aspetto e voce. Nel 1996 in Sierra Nevada, in terra spagnola, si presentò per “Mai dire Goal” alla cerimonia di apertura dei Campionati mondiali di sci alpino come Alfio Muschio, ovvero allenatore dell'unico rappresentante del Senegal alla grande manifestazione sportiva stringendo persino la mano a re Juan Carlos e facendo rischiare l’incidente diplomatico tra la Spagna e l’ignaro Senegal.
Dedicatosi molto anche al teatro, fece parte dello storico gruppo Comedians di Gabriele Salvatores che lo diresse al Teatro dell'Elfo e lo lanciò al cinema con Kamikazen nel 1987 con Paolo Rossi, Gigio Alberti, Claudio Bisio, Antonio Catania, Giovanni Storti, Silvio Orlando, David Riondino e pure Mara Venier. Oggi il suo teatro preferito è quello politico e sociale, essendo anche molto attivo in politica. Ha sempre fatto commedia dell’arte sin dalla scuola del Piccolo Teatro ed è lì che ha imparato, ci racconta, a lavorare con la sua voce.



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Bebo Storti intervista al conte Uguccione

Bebo Storti torna sul grande schermo in “Villetta con ospiti” di Ivano De Matteo al cinema dal 30 gennaio 2020. Patrizia Simonetti lo ha video intervistato per VOCI.fm in occasione della presentazione del film.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


L’ultimo film in cui lo abbiamo visto al cinema è stato “Il Traditore” di Marco Bellocchio nel ruolo dell’avvocato Franco Coppi, a fianco di uno straordinario Pierfrancesco Favino nelle vesti di Tommaso Buscetta. Ancora cinema impegnato e di qualità per Bebo Storti, milanese, classe 1956, che in “Villetta con ospiti” di Ivano De Matteo, con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erica Blanc, Vinicio Marchioni e Cristina Flutur, che arriva in sala giovedì 30 gennaio 2020 con “Academy Two”, interpreta un medico ortopedico non troppo onesto e neanche coraggioso che mangia cornetti alla crema uno dietro l’altro, ignora le richieste di aiuto dei suoi pazienti, spinge, esclusivamente per soldi, persone anziane ad operarsi nonostante ben consapevole che nessun intervento chirurgico potrà mai risolvere i loro problemi. “Villetta con ospiti” racconta ventiquattr’ore di una splendida famiglia borghese e una ricca cittadina del nord Italia.

Di giorno le signore e i loro mariti ostentano pubblica virtù ai tavolini dei caffè. Poi, di notte, la commedia scivola nel noir ed esplode il lato oscuro della provincia in un susseguirsi di meschinità e violenze. I sette vizi capitali incarnati dai sette protagonisti si palesano ai nostri occhi quasi con innocenza. Nessuno è accusabile di nulla anche se, tutti insieme, si macchieranno del peggiore dei peccati. Bebo Storti incarna la gola. “La difesa personale era un tema che volevo affrontare da tempo – dice Ivano De Matteo - Senza voler accusare o dare giudizi. Raccontando in modo semplice come la paura di perdere tutto ci possa far compiere atti impensabili, di cui non ci ritenevamo capaci. E disegnando personaggi controversi, difficili da catalogare. Perché sono loro quelli che, da sempre, destano in me maggiore interesse”.
Attore teatrale, cinematografico e mattatore televisivo, come non ricordare Bebo Storti in trasmissioni come “Su la testa!”, “Cielito Lindo”, “Zelig”, “Scatafascio” e “Mai dire Gol”?

E come dimenticare i personaggi divertenti e politicamente scorretti da lui stesso inventati e interpretati? Come il sarcastico e sboccato Conte Uguccione, aristocratico vestito in abiti settecenteschi, il leghista Alfio Muschio, e ancora Thomas Prostata e Adelmo Stecchetti… Anche lui come Paolo Calabresi amante del travestitismo e degli scherzi, non se n’è privato nella sua lunga carriera, modificando aspetto e voce. Nel 1996 in Sierra Nevada, in terra spagnola, si presentò per “Mai dire Goal” alla cerimonia di apertura dei Campionati mondiali di sci alpino come Alfio Muschio, ovvero allenatore dell'unico rappresentante del Senegal alla grande manifestazione sportiva stringendo persino la mano a re Juan Carlos e facendo rischiare l’incidente diplomatico tra la Spagna e l’ignaro Senegal.
Dedicatosi molto anche al teatro, fece parte dello storico gruppo Comedians di Gabriele Salvatores che lo diresse al Teatro dell'Elfo e lo lanciò al cinema con Kamikazen nel 1987 con Paolo Rossi, Gigio Alberti, Claudio Bisio, Antonio Catania, Giovanni Storti, Silvio Orlando, David Riondino e pure Mara Venier. Oggi il suo teatro preferito è quello politico e sociale, essendo anche molto attivo in politica. Ha sempre fatto commedia dell’arte sin dalla scuola del Piccolo Teatro ed è lì che ha imparato, ci racconta, a lavorare con la sua voce.



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