La Fra ci parla del suo libro "Ho sposato una rockstar"
ARTICOLO
Ospite del #sitodellevoci La Fra (Francesaca Cavalli) conduttrice di Radio Freccia e ora anche scrittrice. E' da poco uscito il suo libro "Ho sposato una rockstar" di cui ci parla in questa videointervista di Marco Picchio.
Intervista realizzata da Marco Picchio
Un saluto agli amici di VOCI.fm da Marco Picchio. Un altro ospite, in questo caso è un’amica, una donna, una bravissima speaker che chiamerò semplicemente “La Fra”, perché proprio questo è il suo nome. Francesca benvenuta, ovviamente se “La Fra” di Radio Freccia!
Ciao Marco! Ciao a VOCI.fm!
Ci troviamo io a casa mia e tu a casa tua, giustamente come deve essere in questo periodo, perché tutto quanti si lavora un pò più da casa. La Fra è in onda, lo ricordiamo, su Radio Freccia di buon ora, la mattina, tra le 06.00 e le 10.00.
Beh, in questa situazione di emergenza, sono in onda non dal lunedì al giovedì, ma dal martedì al giovedì, perché alla conduzione del microfono milanese siamo in due e quindi, per evitare la distanza ravvicinata che è inferiore ad un metro, io e il mio collega Eddi Berni stiamo facendo a turno. E poi da Roma c’è il Doctor Mann, Stefano Mannucci, che è solo nello studio, quindi sempre presente.
Riavvolgiamo un pò il nastro e torniamo al passato. Tu sei laziale?
Sono nata in provincia di Roma, a Nettuno, al mare. Ho iniziato a fare radio nel 1996, quando avevo 17 anni.
La mia prima radio era una piccola emittente della città, Radio Nettuno Anzio; poi, dal 1998 (il giorno dopo la maturità), sono approdata in quella che è stata la mia casa per 14 anni: Radio Enea, che copriva tutto il versante tirrenico della provincia di Roma e di Latina e che non c’è più da qualche anno. E' stata la mia casa fino al 2012. Poi mi sono trasferita a Milano e da qui, dalla mia abitazione che è anche e soprattutto il mio home-studio, ho continuato a gestire un’attività che avevo aperto nel 2007: uno studio di produzione che si chiamava “Happy Audio”. L’ho tenuto attivo fino al 2015. Poi, stanca di avere tante responsabilità dal punto di vista imprenditoriale, mi sono riappropriata del mio tempo, scegliendo la libera professione. Con la libera professione, è arrivata anche l’opportunità di tornare a dedicarsi alla radio.
A livelli importanti, insomma, perchè “Radio Freccia” è una radio prima di tutti innovativa: 100% rock. Il più grande competitor è Virgin Radio, ma sono due realtà completamente diverse. Tu sei entrata a Radio freccia, perché hai un animo rock, vero?
Io sono rock da sempre! Ma si vede…
Dal colore! Il nero: il colore rock, dai!
Da come vesto. Il rock è sempre la musica che ho ascoltato fin da piccola. Poi, chiaramente, avendo lavorato 20 anni nelle hit-radio, ho avuto la possibilità di conoscere la musica a 360°, ma nel cuore è sempre rimasto il rock e finalmente con Radio Freccia ho la possibilità di mandare in onda la mia musica preferita; e non è poco.
È importante, perché quando uno fa radio, deve trovarsi nella radio giusta. Con tutto il rispetto, non ti ci vedo proprio in una radio che fa solo musica italiana.
No! Avrei lavorato lo stesso, nel senso che mi è capitato anni fa, però onestamente, adesso, dopo 24 anni di radio e 41 anni di età, posso dire: “Ho una radio che mi rappresenta”.
Poi, ad un certo punto, nasce l'esperienza di un libro tutto tuo: “Ho sposato una rockstar”!
Tu, da donna, ti sei calata nella parte delle mogli di 10 rockstar, dico bene?
Si, io avevo voglia di scrivere di donne, che, però, avessero un carattere e una storia da raccontare. Volevo rimanere nell’ambito del rock e allora invece di parlare di rockstar femminili, ho preferito parlare di donne che, comunque, hanno vissuto il rock sulla propria pelle in maniera indiretta, perché, insomma, i loro mariti sono rockstar. C’è un filo che lega queste 10 mogli: nessuna di loro fa la cantante.
Sono delle donne che hanno scelto questa vita un pò dura, perché essere la moglie di una rockstar non è una cosa semplice. La rockstar ha una vita sopra le righe, no? Dacci un’idea.
Beh, parliamo di eccessi, di dipendenze, di violenza, anche di fatti di cronaca nera e di suicidi. Però, queste donne hanno affrontato questi ostacoli pazzeschi cadendo, ma rialzandosi più forti di prima. Questo è un messaggio che io voglio dare a tutte le donne, che magari si trovano a vivere situazioni simili nelle province italiane. Ogni donna può trovarsi un marito con delle dipendenze o che deve fronteggiare la depressione e avere l’esempio di donne che comunque, nonostante la sofferenza, ce l’hanno fatta. E questo è il messaggio che io ho voluto dare e ho preteso che uscisse l’8 marzo, proprio perché volevo fosse un omaggio per tutte le donne.
Quindi, in definitiva, tu vuoi comunicare che non bisogna essere la moglie di Ozzy Osbourne o di Bono Vox per avere una vita difficile; abbiamo trovato il filo conduttore tra la vita di tutti i giorni e le rockstar, tanto per capirci.
Si! È esattamente questo!
E poi alla fine c’è l’amore, che fa superare tutto.
C’è l’amore, ma c’è soprattutto la loro grande forza. Un paio di queste donne, a distanza di due mesi l’una dall’altra, si sono trovate a dover spiegare ai propri figli il perché il padre abbia deciso di togliersi la vita.
Francesca Cavalli, “La Fra”, è in libreria con “Ho sposato una rockstar”, edito da Mursia e parte di una collana di RTL.
E lo trovate anche in Ebook, perché è uscito!11,90 euro sui principali siti in versione cartacea, ancora meno in formato digitale. Considerando che, a causa del Coronavirus, le librerie hanno chiuso, bisogna continuare a sostenerlo attraverso l’acquisto on-line.
Allora, tu hai pronunciato la triste parola Coronavirus, chiudo dicendo questo. Noi di VOCI.fm abbiamo lanciato un hashtag, che è #vociinforma. Un consiglio da parte tua a chi fa questo lavoro e magari, non so, lo fa anche andando in radio?
Io sono ben attrezzata in casa, ho una cabina di registrazione professionale che uso per incidere pubblicità, voice-over e quant’altro. Però l’azienda RTL 102.5, che comprende Radio Freccia, Radio Zeta e tante altre emittenti, ci consente di lavorare in massima sicurezza, con cuffie e spugna del microfono personali, ambienti costantemente sanificati e studi da 50 metri quadri. Laddove altre radio non possano permettersi di tenere gli speaker in onda, osservando queste regole, è giusto che si lavori da casa. Ma la radio non si deve fermare!
Mai! Francesca, grazie per la tua intervista, buon lavoro su Radio Freccia e in bocca al lupo per il libro!
Grazie a VOCI.fm! W il lupo!
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La Fra ci parla del suo libro "Ho sposato una rockstar"
Ospite del #sitodellevoci La Fra (Francesaca Cavalli) conduttrice di Radio Freccia e ora anche scrittrice. E' da poco uscito il suo libro "Ho sposato una rockstar" di cui ci parla in questa videointervista di Marco Picchio.
Intervista realizzata da Marco Picchio
Un saluto agli amici di VOCI.fm da Marco Picchio. Un altro ospite, in questo caso è un’amica, una donna, una bravissima speaker che chiamerò semplicemente “La Fra”, perché proprio questo è il suo nome. Francesca benvenuta, ovviamente se “La Fra” di Radio Freccia!
Ciao Marco! Ciao a VOCI.fm!
Ci troviamo io a casa mia e tu a casa tua, giustamente come deve essere in questo periodo, perché tutto quanti si lavora un pò più da casa. La Fra è in onda, lo ricordiamo, su Radio Freccia di buon ora, la mattina, tra le 06.00 e le 10.00.
Beh, in questa situazione di emergenza, sono in onda non dal lunedì al giovedì, ma dal martedì al giovedì, perché alla conduzione del microfono milanese siamo in due e quindi, per evitare la distanza ravvicinata che è inferiore ad un metro, io e il mio collega Eddi Berni stiamo facendo a turno. E poi da Roma c’è il Doctor Mann, Stefano Mannucci, che è solo nello studio, quindi sempre presente.
Riavvolgiamo un pò il nastro e torniamo al passato. Tu sei laziale?
Sono nata in provincia di Roma, a Nettuno, al mare. Ho iniziato a fare radio nel 1996, quando avevo 17 anni.
La mia prima radio era una piccola emittente della città, Radio Nettuno Anzio; poi, dal 1998 (il giorno dopo la maturità), sono approdata in quella che è stata la mia casa per 14 anni: Radio Enea, che copriva tutto il versante tirrenico della provincia di Roma e di Latina e che non c’è più da qualche anno. E' stata la mia casa fino al 2012. Poi mi sono trasferita a Milano e da qui, dalla mia abitazione che è anche e soprattutto il mio home-studio, ho continuato a gestire un’attività che avevo aperto nel 2007: uno studio di produzione che si chiamava “Happy Audio”. L’ho tenuto attivo fino al 2015. Poi, stanca di avere tante responsabilità dal punto di vista imprenditoriale, mi sono riappropriata del mio tempo, scegliendo la libera professione. Con la libera professione, è arrivata anche l’opportunità di tornare a dedicarsi alla radio.
A livelli importanti, insomma, perchè “Radio Freccia” è una radio prima di tutti innovativa: 100% rock. Il più grande competitor è Virgin Radio, ma sono due realtà completamente diverse. Tu sei entrata a Radio freccia, perché hai un animo rock, vero?
Io sono rock da sempre! Ma si vede…
Dal colore! Il nero: il colore rock, dai!
Da come vesto. Il rock è sempre la musica che ho ascoltato fin da piccola. Poi, chiaramente, avendo lavorato 20 anni nelle hit-radio, ho avuto la possibilità di conoscere la musica a 360°, ma nel cuore è sempre rimasto il rock e finalmente con Radio Freccia ho la possibilità di mandare in onda la mia musica preferita; e non è poco.
È importante, perché quando uno fa radio, deve trovarsi nella radio giusta. Con tutto il rispetto, non ti ci vedo proprio in una radio che fa solo musica italiana.
No! Avrei lavorato lo stesso, nel senso che mi è capitato anni fa, però onestamente, adesso, dopo 24 anni di radio e 41 anni di età, posso dire: “Ho una radio che mi rappresenta”.
Poi, ad un certo punto, nasce l'esperienza di un libro tutto tuo: “Ho sposato una rockstar”!
Tu, da donna, ti sei calata nella parte delle mogli di 10 rockstar, dico bene?
Si, io avevo voglia di scrivere di donne, che, però, avessero un carattere e una storia da raccontare. Volevo rimanere nell’ambito del rock e allora invece di parlare di rockstar femminili, ho preferito parlare di donne che, comunque, hanno vissuto il rock sulla propria pelle in maniera indiretta, perché, insomma, i loro mariti sono rockstar. C’è un filo che lega queste 10 mogli: nessuna di loro fa la cantante.
Sono delle donne che hanno scelto questa vita un pò dura, perché essere la moglie di una rockstar non è una cosa semplice. La rockstar ha una vita sopra le righe, no? Dacci un’idea.
Beh, parliamo di eccessi, di dipendenze, di violenza, anche di fatti di cronaca nera e di suicidi. Però, queste donne hanno affrontato questi ostacoli pazzeschi cadendo, ma rialzandosi più forti di prima. Questo è un messaggio che io voglio dare a tutte le donne, che magari si trovano a vivere situazioni simili nelle province italiane. Ogni donna può trovarsi un marito con delle dipendenze o che deve fronteggiare la depressione e avere l’esempio di donne che comunque, nonostante la sofferenza, ce l’hanno fatta. E questo è il messaggio che io ho voluto dare e ho preteso che uscisse l’8 marzo, proprio perché volevo fosse un omaggio per tutte le donne.
Quindi, in definitiva, tu vuoi comunicare che non bisogna essere la moglie di Ozzy Osbourne o di Bono Vox per avere una vita difficile; abbiamo trovato il filo conduttore tra la vita di tutti i giorni e le rockstar, tanto per capirci.
Si! È esattamente questo!
E poi alla fine c’è l’amore, che fa superare tutto.
C’è l’amore, ma c’è soprattutto la loro grande forza. Un paio di queste donne, a distanza di due mesi l’una dall’altra, si sono trovate a dover spiegare ai propri figli il perché il padre abbia deciso di togliersi la vita.
Francesca Cavalli, “La Fra”, è in libreria con “Ho sposato una rockstar”, edito da Mursia e parte di una collana di RTL.
E lo trovate anche in Ebook, perché è uscito!11,90 euro sui principali siti in versione cartacea, ancora meno in formato digitale. Considerando che, a causa del Coronavirus, le librerie hanno chiuso, bisogna continuare a sostenerlo attraverso l’acquisto on-line.
Allora, tu hai pronunciato la triste parola Coronavirus, chiudo dicendo questo. Noi di VOCI.fm abbiamo lanciato un hashtag, che è #vociinforma. Un consiglio da parte tua a chi fa questo lavoro e magari, non so, lo fa anche andando in radio?
Io sono ben attrezzata in casa, ho una cabina di registrazione professionale che uso per incidere pubblicità, voice-over e quant’altro. Però l’azienda RTL 102.5, che comprende Radio Freccia, Radio Zeta e tante altre emittenti, ci consente di lavorare in massima sicurezza, con cuffie e spugna del microfono personali, ambienti costantemente sanificati e studi da 50 metri quadri. Laddove altre radio non possano permettersi di tenere gli speaker in onda, osservando queste regole, è giusto che si lavori da casa. Ma la radio non si deve fermare!
Mai! Francesca, grazie per la tua intervista, buon lavoro su Radio Freccia e in bocca al lupo per il libro!
Grazie a VOCI.fm! W il lupo!











