Marco Biondi: intervista al neo direttore di Radio Vigevano
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Torna alla radio dopo tanto tempo il Top Speaker Marco Biondi. Ci torna come direttore e voce di Radio Vigevano. In questa videointervista ha raccontato a Marco Picchio della sua nuova avventura professionale, punto di partenza di un progetto di grossa portata.
Intervista realizzata da Marco Picchio
Amici di VOCI.fm, buon pomeriggio da Marco Picchio. Con noi oggi un altro grande ospite, che oramai conosciamo dal pizzetto colorato, che oggi è blu!
Un azzurrino, un pò sbiadito. Un cielo azzurro! :-)
Marco Biondi è con noi, qui sul #sitodellevoci! Ci siamo sempre sentiti al telefono e finalmente abbiamo modo di vederci. Non ci dilungheremo su quello che è il tuo percorso professionale che già conosciamo molto bene. Invece, siamo qui per parlare di te davanti ad un microfono. Sappiamo che tu attendevi “la radio giusta”... quindi l’hai trovata! Che cosa ha Radio Vigevano, una web-radio, di cui tu sarai anche direttore artistico che le altre non hanno?
Ha un progetto. Radio Vigevano è il primo passo che abbiamo svelato verso un progetto che sarà molto più grande. Avrò un mio programma di un’ora settimanale, che partirà speriamo presto, entro due/tre settimane, poi vi saprò dire la data. Però, Radio Vigevano, come dicevo, è l’inizio di un progetto molto più ampio.
Ecco, diciamo che non ti puoi sbilanciare tanto. Ma neanche qualche piccola anticipazione, niente? Siamo curiosi, dai, ti prego!
Va bene, allora, diciamo che il progetto riguarderà ben più di una radio. Ah, ecco già questo è importante! Ci dà l’idea, insomma, della grandezza e dell’importanza.
Veniamo invece a parlare della trasmissione. Tu nella tua prima radio, che era RCL 26, dico bene? Di Soresina.
Si, si esatto!
Parliamo di parecchi anni fa, ma conducevi una trasmissione che si chiamava “Matchbox”, che significa “scatola di fiammiferi”. Riproporrai a Radio Vigevano questa trasmissione. Quindi, perché lo farai? C’è un motivo?
Ce n’è più di uno! Io pensavo di avere chiuso con la radio, come conduttore. In realtà è nato il programma della direzione artistica. Come è nato il rapporto con Radio Vigevano? Io ho un mio corso di formazione speaker radiofonici, che si chiama “Do You RADio”. Radio Vigevano mi chiamò un anno fa, perché era interessata a fare il corso per i suoi speaker. Il corso è stato fatto. Ci siamo incontrati a gennaio di quest’anno. Nel bel mezzo del corso è scoppiata la pandemia, quindi abbiamo dovuto lasciare le cose a metà.
Purtroppo!
Abbiamo però potuto conoscerci e ho capito che questi ragazzi avevano un bel gruppo, questa radio aveva un bel gruppo di persone, un bel gruppo di ragazzi e soprattutto la proprietaria aveva un bel progetto. Quindi, da lì è nato un po’ tutto. Prima di offrirmi la direzione artistica, la proprietaria una sera a cena mi dice: “Dai, però potresti fare un programma su Radio Vigevano, cosa ne dici?” e dico: “Lascia stare, io con il programma non ho più voglia”. Però, sai quando uno arriva lì e ti punzecchia, no? E ti fa scattare qualcosa. Ho detto: “Va bene, perché no? Magari un’ora a settimana”. E quindi, dall’ora a settimana, direzione artistica e tutto quanto, alla fine dovendo dare un nome ho detto: questa per me è una nuova partenza, perchè non ripartire proprio da “Matchbox”? Perchè non omaggiare una radio, a cui io sono particolarmente affezionato, RCL 26, dove entrai che avevo 15 anni? Pensandoci mi sono anche detto: ma “Matchbox” è veramente una scatola di fiammiferi e la scatola è un contenitore che racchiude questi piccoli oggetti, che possono farti male o possono farti bene, in realtà, no? Un po’ come una canzone, fondamentalmente. Una canzone ti crea calore, ti crea uno stato d’animo positivo, ma una canzone può anche farti del male. È come un fiammifero se ti brucia, fondamentalmente. Perché, magari, ti ricorda una relazione finita, un periodo brutto della tua vita. Quindi, comunque dà un’emozione. E in quel programma a me piacerebbe dare emozioni.
Infatti leggevo che questa trasmissione, sarà un programma molto interattivo, di contatto con gli ascoltatori.
Si, mi piacerebbe che gli ascoltatori raccontassero le proprie storie con la musica. Io non mi stancherò mai di raccontare come David Bowie, conosciuto a 15 anni grazie ad un disco, mi sconvolse la vita. Non mi stancherò mai di raccontare come, sentendo i “Sex Pistols”, mi sconvolsero la vita. Ma, io, poi, non sono diventato un punk, però mi comunicarono qualcosa di veramente forte. Non mi stancherò mai di raccontare come i “Genesis” mi hanno trasformato, parlando dell'adolescenza. Io sono convinto che ognuno di noi ha dei rapporti, ha delle esperienze con delle canzoni, con degli artisti, con un album, con un concerto. Ecco, io vorrei che queste esperienze mi venissero raccontate per mail. Non mi interessano i messaggi WhatsApp, perché sono troppo corti. Mi piacerebbe per mail, così uno può anche dilungarsi e poi, le mail più belle e i racconti più belli li leggerò nel programma.
Tu sei sempre alla ricerca di talenti, tra le altre cose?
Sempre! Già con Luca Bernardoni, da un paio d’anni, sto gestendo una quindicina tra band e artisti emergenti. Adesso, da una settimana prima dell'annuncio di Radio Vigevano, sono diventato direttore artistico anche di un portale che si chiama www.showtime.it che dà molto spazio agli emergenti. Quindi, io vi invito ad iscrivervi e a compilare la vostra scheda da artista. È tutto gratuito. Se poi volete, ci sono dei servizi che noi offriamo e che vi possono aiutare a crescere come il servizio di management, oppure quello di ufficio stampa e social, oppure quello di coaching. Io credo che un artista emergente che vuole alzare il proprio livello e cercare di intraprendere una strada per fare della musica una professione, debba essere seguito comunque da chi ha sicuramente più esperienza di lui. Noi ci mettiamo a disposizione.
Rimaniamo che se hai novità noi le verremo a sentire da te.
Si, questo è un progetto “work in progress”, a me del resto le cose statiche non sono mai piaciute molto, purtroppo mi hanno fatto così. Non è colpa mia!
Neanche a noi! Grazie Marco Biondi, a presto.
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Torna alla radio dopo tanto tempo il Top Speaker Marco Biondi. Ci torna come direttore e voce di Radio Vigevano. In questa videointervista ha raccontato a Marco Picchio della sua nuova avventura professionale, punto di partenza di un progetto di grossa portata.
Intervista realizzata da Marco Picchio
Amici di VOCI.fm, buon pomeriggio da Marco Picchio. Con noi oggi un altro grande ospite, che oramai conosciamo dal pizzetto colorato, che oggi è blu!
Un azzurrino, un pò sbiadito. Un cielo azzurro! :-)
Marco Biondi è con noi, qui sul #sitodellevoci! Ci siamo sempre sentiti al telefono e finalmente abbiamo modo di vederci. Non ci dilungheremo su quello che è il tuo percorso professionale che già conosciamo molto bene. Invece, siamo qui per parlare di te davanti ad un microfono. Sappiamo che tu attendevi “la radio giusta”... quindi l’hai trovata! Che cosa ha Radio Vigevano, una web-radio, di cui tu sarai anche direttore artistico che le altre non hanno?
Ha un progetto. Radio Vigevano è il primo passo che abbiamo svelato verso un progetto che sarà molto più grande. Avrò un mio programma di un’ora settimanale, che partirà speriamo presto, entro due/tre settimane, poi vi saprò dire la data. Però, Radio Vigevano, come dicevo, è l’inizio di un progetto molto più ampio.
Ecco, diciamo che non ti puoi sbilanciare tanto. Ma neanche qualche piccola anticipazione, niente? Siamo curiosi, dai, ti prego!
Va bene, allora, diciamo che il progetto riguarderà ben più di una radio. Ah, ecco già questo è importante! Ci dà l’idea, insomma, della grandezza e dell’importanza.
Veniamo invece a parlare della trasmissione. Tu nella tua prima radio, che era RCL 26, dico bene? Di Soresina.
Si, si esatto!
Parliamo di parecchi anni fa, ma conducevi una trasmissione che si chiamava “Matchbox”, che significa “scatola di fiammiferi”. Riproporrai a Radio Vigevano questa trasmissione. Quindi, perché lo farai? C’è un motivo?
Ce n’è più di uno! Io pensavo di avere chiuso con la radio, come conduttore. In realtà è nato il programma della direzione artistica. Come è nato il rapporto con Radio Vigevano? Io ho un mio corso di formazione speaker radiofonici, che si chiama “Do You RADio”. Radio Vigevano mi chiamò un anno fa, perché era interessata a fare il corso per i suoi speaker. Il corso è stato fatto. Ci siamo incontrati a gennaio di quest’anno. Nel bel mezzo del corso è scoppiata la pandemia, quindi abbiamo dovuto lasciare le cose a metà.
Purtroppo!
Abbiamo però potuto conoscerci e ho capito che questi ragazzi avevano un bel gruppo, questa radio aveva un bel gruppo di persone, un bel gruppo di ragazzi e soprattutto la proprietaria aveva un bel progetto. Quindi, da lì è nato un po’ tutto. Prima di offrirmi la direzione artistica, la proprietaria una sera a cena mi dice: “Dai, però potresti fare un programma su Radio Vigevano, cosa ne dici?” e dico: “Lascia stare, io con il programma non ho più voglia”. Però, sai quando uno arriva lì e ti punzecchia, no? E ti fa scattare qualcosa. Ho detto: “Va bene, perché no? Magari un’ora a settimana”. E quindi, dall’ora a settimana, direzione artistica e tutto quanto, alla fine dovendo dare un nome ho detto: questa per me è una nuova partenza, perchè non ripartire proprio da “Matchbox”? Perchè non omaggiare una radio, a cui io sono particolarmente affezionato, RCL 26, dove entrai che avevo 15 anni? Pensandoci mi sono anche detto: ma “Matchbox” è veramente una scatola di fiammiferi e la scatola è un contenitore che racchiude questi piccoli oggetti, che possono farti male o possono farti bene, in realtà, no? Un po’ come una canzone, fondamentalmente. Una canzone ti crea calore, ti crea uno stato d’animo positivo, ma una canzone può anche farti del male. È come un fiammifero se ti brucia, fondamentalmente. Perché, magari, ti ricorda una relazione finita, un periodo brutto della tua vita. Quindi, comunque dà un’emozione. E in quel programma a me piacerebbe dare emozioni.
Infatti leggevo che questa trasmissione, sarà un programma molto interattivo, di contatto con gli ascoltatori.
Si, mi piacerebbe che gli ascoltatori raccontassero le proprie storie con la musica. Io non mi stancherò mai di raccontare come David Bowie, conosciuto a 15 anni grazie ad un disco, mi sconvolse la vita. Non mi stancherò mai di raccontare come, sentendo i “Sex Pistols”, mi sconvolsero la vita. Ma, io, poi, non sono diventato un punk, però mi comunicarono qualcosa di veramente forte. Non mi stancherò mai di raccontare come i “Genesis” mi hanno trasformato, parlando dell'adolescenza. Io sono convinto che ognuno di noi ha dei rapporti, ha delle esperienze con delle canzoni, con degli artisti, con un album, con un concerto. Ecco, io vorrei che queste esperienze mi venissero raccontate per mail. Non mi interessano i messaggi WhatsApp, perché sono troppo corti. Mi piacerebbe per mail, così uno può anche dilungarsi e poi, le mail più belle e i racconti più belli li leggerò nel programma.
Tu sei sempre alla ricerca di talenti, tra le altre cose?
Sempre! Già con Luca Bernardoni, da un paio d’anni, sto gestendo una quindicina tra band e artisti emergenti. Adesso, da una settimana prima dell'annuncio di Radio Vigevano, sono diventato direttore artistico anche di un portale che si chiama www.showtime.it che dà molto spazio agli emergenti. Quindi, io vi invito ad iscrivervi e a compilare la vostra scheda da artista. È tutto gratuito. Se poi volete, ci sono dei servizi che noi offriamo e che vi possono aiutare a crescere come il servizio di management, oppure quello di ufficio stampa e social, oppure quello di coaching. Io credo che un artista emergente che vuole alzare il proprio livello e cercare di intraprendere una strada per fare della musica una professione, debba essere seguito comunque da chi ha sicuramente più esperienza di lui. Noi ci mettiamo a disposizione.
Rimaniamo che se hai novità noi le verremo a sentire da te.
Si, questo è un progetto “work in progress”, a me del resto le cose statiche non sono mai piaciute molto, purtroppo mi hanno fatto così. Non è colpa mia!
Neanche a noi! Grazie Marco Biondi, a presto.











