Da Radio Deejay: Rudy Zerbi
ARTICOLO
Continua il nostro viaggio alla scoperta di tutti i consigli più utili provenienti da tutti quei professionisti che hanno fatto della propria voce il proprio mestiere ed abbiamo avuto il piacere di intervistare Rudy Zerbi di Radio Deejay.
Intervista realizzata a Settembre 2015 da Matteo Mattiacci
Un artista che nel corso della sua carriera ha avuto la possibilità di osservare il mondo della musica da diverse prospettive. Inizia giovanissimo diventando un disc jockey. Finite le scuole superiori, si avvicina alla radio e dopo alcune esperienze in quel settore intraprende l’attività di produttore discografico e talent scout per la Sony Music che lascerà dopo 16 anni per aprirsi al mondo della tv partecipando a diversi programmi quali Amici di Maria De Filippi, Italia's Got Talent e The Winner Is.
Il 2010 segna il suo arrivo a Radio Deejay, dove conduce insieme a Laura Antonini dapprima “Rudy Sunday”, successivamente “Rossi di Sera”, fino ad arrivare a quest’ultima stagione in cui lo vediamo impegnato da solista in un nuovo programma,“Zerbinator", in onda ogni weekend dalle 7.00 alle 10.00.
Nella nostra chiacchierata abbiamo approfondito con lui diversi argomenti spaziando dal canto al mondo dello speakeraggio senza tralasciare questioni legate al ruolo delle case discografiche.
Quali sono le caratteristiche a livello vocale che deve possedere un cantante e quali uno speaker?
C’è un punto in comune che tu voglia fare il cantante, che tu voglia fare lo speaker , l’attore o che tu sia alla fine un talento che voglia esprimersi nell’arte: essere unici. Essere impostati, avere una tecnica e studiare credo che sia sicuramente importante all’inizio, ma poi occorre elaborare uno stile personale. Questo perché ci sono tante fotocopie in giro sia nel canto, che nella radio e secondo me, quello che fa la differenza oggi è essere un pò diversi da tutti gli altri. Per cui fare in modo di non provare ad ascoltare gli altri e diventare come loro, ma esprimerti e sviluppare quella tua parte un po’ unica che è la tua e che gli altri non hanno.
Che rapporto c’è oggi tra le radio e le case discografiche?
Io non lo so perché non lavoro in una casa discografica ormai da tanti anni, ma credo che le queste abbiano già compreso da molto tempo quanto sia importante la radio per lo sviluppo dei talenti che cercano di lanciare. Quindi credo che una casa discografica senza l’apporto delle radio, non potrebbe riuscire a sviluppare quelli che sono i talenti e i progetti che ha . Anche il web oggi è fondamentale, ci sono tanti altri modi per lanciare un’artista, ma la radio credo che rimanga in assoluto il mezzo principale di diffusione della musica.
Ci sono anche cantanti che riempiono gli stadi, ma non hanno un passaggio in radio….
Beh, chi non può godere del passaggio radiofonico perché non fa un genere di musica radiofonico, ha la fortuna oggi di poter contare su un media in più che è il web e direi che è fondamentale. Quindi chi non ha l’appoggio delle radio può contare sulla stampa, sul live, sul web che oggi ha davvero un’importanza enorme, lo confermano anche i numeri. Una volta il web veniva considerato come una parte aggiuntiva, oggi invece e un media principale come la radio e la televisione.
Qual è l’aspetto più importante del canto che un insegnante può trasmettere?
Premettendo che io non sono un insegnante di canto ma sono più un coach e cerco di insegnare ai ragazzi altre cose. Credo che la cosa fondamentale sia ascoltare molta musica, conoscere la storia della musica e quello che si canta e poi cercare di dare anche una propria connotazione a quello che si canta. Lon stesso testo di una canzone può essere cantato da 5 persone in modo diverso e addirittura famosi cantautori come Gino Paoli, Franco Battiato e tanti altri, mi hanno sempre raccontato che la stessa canzone cantata da loro tutte le sere è un po’ influenzata dallo stato d’animo dell’artista in quel momento. Dunque ricordatevi che siete voi che dovete dare il vostro significato alla canzone che state cantando.
Qual è la cattiveria più grande che hai dovuto dire ad un cantante a fin di bene?
Diciamo che le mie critiche cercano poi alla fine di essere uno stimolo a chi critico per migliorare. Io sono uno che se non critica, o vuol dire che mi piace molto ma lo dico o altrimenti non sono nemmeno interessato a criticare uno se “non ha speranze” di miglioramento. Di artisti che fanno la differenza ce ne sono veramente pochi e sono questi ultimi che poi fanno la storia della musica.
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Da Radio Deejay: Rudy Zerbi
Continua il nostro viaggio alla scoperta di tutti i consigli più utili provenienti da tutti quei professionisti che hanno fatto della propria voce il proprio mestiere ed abbiamo avuto il piacere di intervistare Rudy Zerbi di Radio Deejay.
Intervista realizzata a Settembre 2015 da Matteo Mattiacci
Un artista che nel corso della sua carriera ha avuto la possibilità di osservare il mondo della musica da diverse prospettive. Inizia giovanissimo diventando un disc jockey. Finite le scuole superiori, si avvicina alla radio e dopo alcune esperienze in quel settore intraprende l’attività di produttore discografico e talent scout per la Sony Music che lascerà dopo 16 anni per aprirsi al mondo della tv partecipando a diversi programmi quali Amici di Maria De Filippi, Italia's Got Talent e The Winner Is.
Il 2010 segna il suo arrivo a Radio Deejay, dove conduce insieme a Laura Antonini dapprima “Rudy Sunday”, successivamente “Rossi di Sera”, fino ad arrivare a quest’ultima stagione in cui lo vediamo impegnato da solista in un nuovo programma,“Zerbinator", in onda ogni weekend dalle 7.00 alle 10.00.
Nella nostra chiacchierata abbiamo approfondito con lui diversi argomenti spaziando dal canto al mondo dello speakeraggio senza tralasciare questioni legate al ruolo delle case discografiche.
Quali sono le caratteristiche a livello vocale che deve possedere un cantante e quali uno speaker?
C’è un punto in comune che tu voglia fare il cantante, che tu voglia fare lo speaker , l’attore o che tu sia alla fine un talento che voglia esprimersi nell’arte: essere unici. Essere impostati, avere una tecnica e studiare credo che sia sicuramente importante all’inizio, ma poi occorre elaborare uno stile personale. Questo perché ci sono tante fotocopie in giro sia nel canto, che nella radio e secondo me, quello che fa la differenza oggi è essere un pò diversi da tutti gli altri. Per cui fare in modo di non provare ad ascoltare gli altri e diventare come loro, ma esprimerti e sviluppare quella tua parte un po’ unica che è la tua e che gli altri non hanno.
Che rapporto c’è oggi tra le radio e le case discografiche?
Io non lo so perché non lavoro in una casa discografica ormai da tanti anni, ma credo che le queste abbiano già compreso da molto tempo quanto sia importante la radio per lo sviluppo dei talenti che cercano di lanciare. Quindi credo che una casa discografica senza l’apporto delle radio, non potrebbe riuscire a sviluppare quelli che sono i talenti e i progetti che ha . Anche il web oggi è fondamentale, ci sono tanti altri modi per lanciare un’artista, ma la radio credo che rimanga in assoluto il mezzo principale di diffusione della musica.
Ci sono anche cantanti che riempiono gli stadi, ma non hanno un passaggio in radio….
Beh, chi non può godere del passaggio radiofonico perché non fa un genere di musica radiofonico, ha la fortuna oggi di poter contare su un media in più che è il web e direi che è fondamentale. Quindi chi non ha l’appoggio delle radio può contare sulla stampa, sul live, sul web che oggi ha davvero un’importanza enorme, lo confermano anche i numeri. Una volta il web veniva considerato come una parte aggiuntiva, oggi invece e un media principale come la radio e la televisione.
Qual è l’aspetto più importante del canto che un insegnante può trasmettere?
Premettendo che io non sono un insegnante di canto ma sono più un coach e cerco di insegnare ai ragazzi altre cose. Credo che la cosa fondamentale sia ascoltare molta musica, conoscere la storia della musica e quello che si canta e poi cercare di dare anche una propria connotazione a quello che si canta. Lon stesso testo di una canzone può essere cantato da 5 persone in modo diverso e addirittura famosi cantautori come Gino Paoli, Franco Battiato e tanti altri, mi hanno sempre raccontato che la stessa canzone cantata da loro tutte le sere è un po’ influenzata dallo stato d’animo dell’artista in quel momento. Dunque ricordatevi che siete voi che dovete dare il vostro significato alla canzone che state cantando.
Qual è la cattiveria più grande che hai dovuto dire ad un cantante a fin di bene?
Diciamo che le mie critiche cercano poi alla fine di essere uno stimolo a chi critico per migliorare. Io sono uno che se non critica, o vuol dire che mi piace molto ma lo dico o altrimenti non sono nemmeno interessato a criticare uno se “non ha speranze” di miglioramento. Di artisti che fanno la differenza ce ne sono veramente pochi e sono questi ultimi che poi fanno la storia della musica.











