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Dario Cassini: intervista video

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ARTICOLO

 

Esce oggi al cinema l’attesissimo primo film di Pietro Castellitto: “I Predatori”. Nel cast un sorprendente Dario Cassini che nella videointervista di Patrizia Simonetti ci racconta anche della sua esperienza radiofonica.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Dario Cassini torna al cinema con “I Predatori”, opera prima di Pietro Castellitto presentata questa settimana ad Alice nella Città, la kermesse parallela e indipendente della Festa del Cinema di Roma 2020, e in sala dal 22 ottobre 2020, con “01 Distribuzione”. Attore e cabarettista napoletano, Dario Cassini ha debuttato sul grande schermo nel 1990 con “In nome del popolo sovrano” diretto da Luigi Magni, per continuare fino a “Poveri ma ricchissimi” di Fausto Brizzi passando per registi come Monicelli, Panariello, Massimiliano Bruno, mentre in TV ha spaziato tra “Don Matteo” e “Il Commissario Rex”, e poi “Colorado Cafè”, “Zelig”, fino a “Most Ridiculous”, oltre a tanto teatro come attore, autore e regista. Nella sua carriera ha trovato posto anche la radio, con Stalk Radio e Kiss Kiss. Ne “I Predatori” interpreta Bruno, un medico amico della famiglia borghese e intellettuale dei Pavone, contrapposta a quella proletaria e fascista dei Vismara, un personaggio con tante contraddizioni che ha rimesso in luce la sua vena drammatica, oltre che comica, tanto che lo stesso Pietro Castellitto lo ha definito un attore “dal carisma drammatico che nessuno gli aveva mai visto”. È mattina presto, il mare di Ostia è calmo. Un uomo bussa a casa di una signora: le venderà un orologio. È sempre mattina presto quando, qualche giorno dopo, un giovane assistente di filosofia verrà lasciato fuori dal gruppo scelto per la riesumazione del corpo di Nietzsche. Due torti subiti.


Due famiglie apparentemente incompatibili: i Pavone e i Vismara. Nuclei opposti che condividono la stessa giungla, Roma. Un banale incidente farà collidere quei due poli. E la follia di un ragazzo di 25 anni, interpretato dallo stesso Pietro Castellitto, scoprirà le carte per rivelare che tutti hanno un segreto e nessuno è ciò che sembra. E che siamo tutti predatori. Nel cast anche Massimo Popolizio, Giorgio Montanini, Marzia Ubaldi, Antonio Gerardi, Anita Caprioli, Vinicio Marchioni. “Questo è un film corale – spiega il neoregista - però, i personaggi che qui si accavallano e si sfiorano e a volte si conoscono, non lo sanno. Ognuno di loro è solo, perso in quel tratto di vita dove nessuno sembra capirti e dove tutto vorresti andasse dall’altra parte. Invertire il corso per vivere la propria speranza: è questa la battaglia che combattono. Quanto amore e quanta ferocia servano, lo scopriranno sulla loro pelle. D’altronde, essere felici, è un mestiere difficile. A volte, un mestiere da Predatori. Quando, ormai cinque anni fa, scrissi la prima versione de “I Predatori” partii da Federico. Lui è il personaggio più autobiografico del film e in lui ho catalizzato il sentimento che anche negli ambienti più “illuminati” ci siano quelle prerogative di alienazione e tristezza che possono portare un giovane ad armarsi. Non che io abbia mai pensato di mettere una bomba da qualche parte, mi riferisco piuttosto a quel carico di enorme frustrazione, tipicamente giovanile, che nasce dalla differenza che c’è tra quello che sei e quello che gli altri pensano tu sia. Un carico inquietante che può portare a gesti estremi. A me, fortunatamente, ha fatto scrivere un film. Questo”. In questa videointervista con Dario Cassini abbiamo parlato del film, della sua arte comica che insegna pure ad Ancona insieme ad amici illustri, e della sua esperienza radiofonica. Buona visione!



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Dario Cassini: intervista video

 

Esce oggi al cinema l’attesissimo primo film di Pietro Castellitto: “I Predatori”. Nel cast un sorprendente Dario Cassini che nella videointervista di Patrizia Simonetti ci racconta anche della sua esperienza radiofonica.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Dario Cassini torna al cinema con “I Predatori”, opera prima di Pietro Castellitto presentata questa settimana ad Alice nella Città, la kermesse parallela e indipendente della Festa del Cinema di Roma 2020, e in sala dal 22 ottobre 2020, con “01 Distribuzione”. Attore e cabarettista napoletano, Dario Cassini ha debuttato sul grande schermo nel 1990 con “In nome del popolo sovrano” diretto da Luigi Magni, per continuare fino a “Poveri ma ricchissimi” di Fausto Brizzi passando per registi come Monicelli, Panariello, Massimiliano Bruno, mentre in TV ha spaziato tra “Don Matteo” e “Il Commissario Rex”, e poi “Colorado Cafè”, “Zelig”, fino a “Most Ridiculous”, oltre a tanto teatro come attore, autore e regista. Nella sua carriera ha trovato posto anche la radio, con Stalk Radio e Kiss Kiss. Ne “I Predatori” interpreta Bruno, un medico amico della famiglia borghese e intellettuale dei Pavone, contrapposta a quella proletaria e fascista dei Vismara, un personaggio con tante contraddizioni che ha rimesso in luce la sua vena drammatica, oltre che comica, tanto che lo stesso Pietro Castellitto lo ha definito un attore “dal carisma drammatico che nessuno gli aveva mai visto”. È mattina presto, il mare di Ostia è calmo. Un uomo bussa a casa di una signora: le venderà un orologio. È sempre mattina presto quando, qualche giorno dopo, un giovane assistente di filosofia verrà lasciato fuori dal gruppo scelto per la riesumazione del corpo di Nietzsche. Due torti subiti.


Due famiglie apparentemente incompatibili: i Pavone e i Vismara. Nuclei opposti che condividono la stessa giungla, Roma. Un banale incidente farà collidere quei due poli. E la follia di un ragazzo di 25 anni, interpretato dallo stesso Pietro Castellitto, scoprirà le carte per rivelare che tutti hanno un segreto e nessuno è ciò che sembra. E che siamo tutti predatori. Nel cast anche Massimo Popolizio, Giorgio Montanini, Marzia Ubaldi, Antonio Gerardi, Anita Caprioli, Vinicio Marchioni. “Questo è un film corale – spiega il neoregista - però, i personaggi che qui si accavallano e si sfiorano e a volte si conoscono, non lo sanno. Ognuno di loro è solo, perso in quel tratto di vita dove nessuno sembra capirti e dove tutto vorresti andasse dall’altra parte. Invertire il corso per vivere la propria speranza: è questa la battaglia che combattono. Quanto amore e quanta ferocia servano, lo scopriranno sulla loro pelle. D’altronde, essere felici, è un mestiere difficile. A volte, un mestiere da Predatori. Quando, ormai cinque anni fa, scrissi la prima versione de “I Predatori” partii da Federico. Lui è il personaggio più autobiografico del film e in lui ho catalizzato il sentimento che anche negli ambienti più “illuminati” ci siano quelle prerogative di alienazione e tristezza che possono portare un giovane ad armarsi. Non che io abbia mai pensato di mettere una bomba da qualche parte, mi riferisco piuttosto a quel carico di enorme frustrazione, tipicamente giovanile, che nasce dalla differenza che c’è tra quello che sei e quello che gli altri pensano tu sia. Un carico inquietante che può portare a gesti estremi. A me, fortunatamente, ha fatto scrivere un film. Questo”. In questa videointervista con Dario Cassini abbiamo parlato del film, della sua arte comica che insegna pure ad Ancona insieme ad amici illustri, e della sua esperienza radiofonica. Buona visione!



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