Renato Zero presenta "Zerosettanta"
ARTICOLO
Renato Zero presenta “Zerosettanta – Volume Uno” e nel corso della conferenza stampa racconta a Patrizia Simonetti della sua arte a 360° e del suo doppiaggio in “Nighmare Before Christmas”
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Renato Zero è tornato con “Zerosettanta – Volume Uno” a chiudere il cerchio disegnato dalla trilogia a ritroso iniziata il 30 settembre scorso per celebrare il suo settantesimo compleanno, un viaggio lungo tre mesi e 40 canzoni inedite con l'intenzione di non battere sentieri già percorsi. E lo ha presentato in una conferenza stampa virtuale durante la quale sono riuscita a rivolgergli alcune domande che potete sentire nel podcast audio, domande inerenti la sua arte, una canzone del disco in particolare che mi ha incuriosito dal punto di vista vocale, e la sua esperienza di doppiaggio. Nel 1993 Renato Zero ha infatti prestato la sua voce a Jack Skeletron, protagonista di “Nightmare Before Christmas”, magico film d'animazione in stop motion ideato e prodotto da Tim Burton e diretto da Henry Selick, e lo ha fatto sia nel parlato che nel cantato, mentre nella versione originale a farlo parlare era Chris Sarandon e a farlo cantare era Danny Elfman. Sua anche la colonna sonora italiana del film. “Zerosettanta – Volume Uno” (Tattica) si apre con Amara Melodia, una richiesta di scuse proprio alle Signora Melodia che, agonizzante, tenta di sopravvivere nell’era in cui karaoke e plug-in sembrano aver preso il sopravvento, un'esaltazione del lavoro manuale, vera forza motrice in grado di mettere a tacere gli artifici adottati oggi nella musica italiana, tutte quelle “voci lontane dal sentimento”. Ecco anche perché la mia domanda sulla sua vocalità ne “L'ultimo Gigolò”. Il disco prosegue con Io non mi stancherò mai di te, una ballad romantica e potente, un appello rivolto alla persona amata con la preghiera di un ultimo incontro.

In Orfani di Cielo, Zero volge gli occhi al tetto blu del mondo: un mondo in cui soprusi, incertezze, violenze e ingiustizie regnano sovrane, il brano vuole essere una preghiera rivolta proprio al cielo, perché continui ad avvolgere poeti e ladri, e a regalarci le mille meraviglie del creato. Nel finale del brano, un ultimo, significativo pensiero rivolto ai lavoratori del mondo dello spettacolo, “gente che comunica felicità, attiva, positiva, generosa e che sorride sempre”.Nel quarto brano del disco, Zero manda una missiva ad una vecchia conoscenza, quel Nemico Caro che, offuscato dalla vanità, troppe volte gli ha teso trappole, ma che non riesce mai completamente ad allontanare dalla mente e dalla vita. Il disco prosegue con Io e Te, una delicata cartolina d'amore d’altri tempi. Una prorompente marcetta bandistica condita d’ironia, poi la voce megafonata di Zero, quella di cui gli ho chiesto conto, annuncia l’entrata in scena de L'Ultimo Gigolò: nel tran tran odierno di appuntamenti frenetici, accade che un gigolò possa ripensare con nostalgia agli occhi sognanti e alla timidezza dei primi incontri. Ti ricorderai di me è una ballad riflessiva e profonda, dedicata alla vita e al saliscendi di emozioni contrastanti che regala. Ecco poi Finalmente te ne vai, brano dalle atmosfere pop, scanzonate e vivaci che dipinge con sarcastica ironia la chiusura di un rapporto di coppia. Gli Anni Della Trasparenza è uno scorcio genuino della giovinezza più autentica, di quando ci si sente invisibili ai propri stessi occhi e a quelli di chi ci circonda, e si deve lottare strenuamente per poter affermare la propria identità. “C’è”, primo singolo estratto dal disco e uscito il 20 novembre 2020, passa in rassegna le varie declinazioni dell’amore. “L’Italia si desta?” dipinge una nazione disillusa e ferita, che ha smesso di credere in quegli stessi valori che hanno contribuito a farla conoscere al mondo come “Il bel Paese”. Il disco prosegue con Il tuo eterno respiro, dove Zero sembra accarezzare la nostra cara Madre Terra. Infine “Zerosettanta – Volume Uno” trova il suo approdo sicuro in Un Mondo Perfetto, che con romantiche melodie, dipinge un mondo idilliaco fatto di tolleranza, equilibrio, innocenza e rispetto.
Guarda anche...
Renato Zero presenta "Zerosettanta"
Renato Zero presenta “Zerosettanta – Volume Uno” e nel corso della conferenza stampa racconta a Patrizia Simonetti della sua arte a 360° e del suo doppiaggio in “Nighmare Before Christmas”
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Renato Zero è tornato con “Zerosettanta – Volume Uno” a chiudere il cerchio disegnato dalla trilogia a ritroso iniziata il 30 settembre scorso per celebrare il suo settantesimo compleanno, un viaggio lungo tre mesi e 40 canzoni inedite con l'intenzione di non battere sentieri già percorsi. E lo ha presentato in una conferenza stampa virtuale durante la quale sono riuscita a rivolgergli alcune domande che potete sentire nel podcast audio, domande inerenti la sua arte, una canzone del disco in particolare che mi ha incuriosito dal punto di vista vocale, e la sua esperienza di doppiaggio. Nel 1993 Renato Zero ha infatti prestato la sua voce a Jack Skeletron, protagonista di “Nightmare Before Christmas”, magico film d'animazione in stop motion ideato e prodotto da Tim Burton e diretto da Henry Selick, e lo ha fatto sia nel parlato che nel cantato, mentre nella versione originale a farlo parlare era Chris Sarandon e a farlo cantare era Danny Elfman. Sua anche la colonna sonora italiana del film. “Zerosettanta – Volume Uno” (Tattica) si apre con Amara Melodia, una richiesta di scuse proprio alle Signora Melodia che, agonizzante, tenta di sopravvivere nell’era in cui karaoke e plug-in sembrano aver preso il sopravvento, un'esaltazione del lavoro manuale, vera forza motrice in grado di mettere a tacere gli artifici adottati oggi nella musica italiana, tutte quelle “voci lontane dal sentimento”. Ecco anche perché la mia domanda sulla sua vocalità ne “L'ultimo Gigolò”. Il disco prosegue con Io non mi stancherò mai di te, una ballad romantica e potente, un appello rivolto alla persona amata con la preghiera di un ultimo incontro.

In Orfani di Cielo, Zero volge gli occhi al tetto blu del mondo: un mondo in cui soprusi, incertezze, violenze e ingiustizie regnano sovrane, il brano vuole essere una preghiera rivolta proprio al cielo, perché continui ad avvolgere poeti e ladri, e a regalarci le mille meraviglie del creato. Nel finale del brano, un ultimo, significativo pensiero rivolto ai lavoratori del mondo dello spettacolo, “gente che comunica felicità, attiva, positiva, generosa e che sorride sempre”.Nel quarto brano del disco, Zero manda una missiva ad una vecchia conoscenza, quel Nemico Caro che, offuscato dalla vanità, troppe volte gli ha teso trappole, ma che non riesce mai completamente ad allontanare dalla mente e dalla vita. Il disco prosegue con Io e Te, una delicata cartolina d'amore d’altri tempi. Una prorompente marcetta bandistica condita d’ironia, poi la voce megafonata di Zero, quella di cui gli ho chiesto conto, annuncia l’entrata in scena de L'Ultimo Gigolò: nel tran tran odierno di appuntamenti frenetici, accade che un gigolò possa ripensare con nostalgia agli occhi sognanti e alla timidezza dei primi incontri. Ti ricorderai di me è una ballad riflessiva e profonda, dedicata alla vita e al saliscendi di emozioni contrastanti che regala. Ecco poi Finalmente te ne vai, brano dalle atmosfere pop, scanzonate e vivaci che dipinge con sarcastica ironia la chiusura di un rapporto di coppia. Gli Anni Della Trasparenza è uno scorcio genuino della giovinezza più autentica, di quando ci si sente invisibili ai propri stessi occhi e a quelli di chi ci circonda, e si deve lottare strenuamente per poter affermare la propria identità. “C’è”, primo singolo estratto dal disco e uscito il 20 novembre 2020, passa in rassegna le varie declinazioni dell’amore. “L’Italia si desta?” dipinge una nazione disillusa e ferita, che ha smesso di credere in quegli stessi valori che hanno contribuito a farla conoscere al mondo come “Il bel Paese”. Il disco prosegue con Il tuo eterno respiro, dove Zero sembra accarezzare la nostra cara Madre Terra. Infine “Zerosettanta – Volume Uno” trova il suo approdo sicuro in Un Mondo Perfetto, che con romantiche melodie, dipinge un mondo idilliaco fatto di tolleranza, equilibrio, innocenza e rispetto.











