Da Radio Deejay: Diego Passoni
ARTICOLO
Donare felicità. Questa la missione che sente di voler realizzare agli inizi del suo cammino artistico che lo porterà a mettersi alla prova e sperimentarsi in diverse discipline dello spettacolo prima di arrivare a Radio Deejay: stiamo parlando di Diego Passoni.
Intervista realizzata da Matteo Mattiacci
Insieme alla Pina ogni giorno dalle 18 alle 20 conduce “Pinocchio”, storica trasmissione dove l’ascoltatore è protagonista: perché la “Radio siete voi”! Così viene accolto chiunque si sintonizzi al loro programma sempre condito di argomenti accessibili a tutti e in cui ognuno può mettere voce sentendosi a proprio agio.
Un percorso, quello di Diego, che prende inizio con la danza, per poi passare all’esperienza come Vj e che gli aprirà le porte al mondo della Radio e della tv. Ma andiamo a scoprirne qualcosa in più:
Come è iniziata la tua carriera?
Ho iniziato anni fa come ballerino e sono “morto” quasi subito. In realtà una cosa ha portato all’altra senza che io potessi immaginarlo nemmeno, per cui è stato un aprirsi di porte continuo nel tempo man mano che qualcosa si chiudeva. Come dice l’antico adagio: “ Quando si chiude una porta si apre un portone”. Ballare non mi interessava tantissimo, la cosa che mi è sempre interessata di più è la parola. Quindi quando mi sono fatto male e ho dovuto smettere con la danza, un coreografo con cui avevo lavorato cercava un ex ballerino per un canale satellitare, tra l’altro molto moderno, che si chiamava “Gay Tv”, poi li ho conosciuto la Pina.
Qual è il ricordo più bello che hai di quel passaggio?
Dal punto di vista dell’emozione nel lavorare come ballerino mi viene alla mente un’ esibizione all’Arena di Verona, era un pezzo dance che cantava Billie Moore, una Drag Queen che non c’è più e che ricordo con molto piacere. E’ stata un’ esperienza forte.
Che differenza c’è per te nel lavorare in radio e in tv dato che hai avuto la possibilità di fare entrambe le esperienze?
In radio la voce è tutto così come l’assenza di voce. Quindi una pausa fatta in radio pesa moltissimo, perché è come se saltasse la comunicazione. Se uno sta improvvisamente due secondi zitto in radio, la prima cosa che una persona che ascolta fa d’istinto, è toccare la radio per vedere se funziona. Questo perché la radio è una voce, un suono ed immaginazione per gli ascoltatori. In tv invece, la voce è un elemento, li la cosa più importante è l’impatto visivo. Se sai di essere inquadrato stando zitto stai già dicendo qualcosa, quindi la voce diventa una parte di una “cerimonia” che è molto più complessa e che a me piace moltissimo. La televisione mi da molta tranquillità, è composta da tutti i suoi piccoli riti e farla per me è una terapia meravigliosa.
Come ti immagini il conduttore radiofonico del futuro?
Mi auguro che sia un conduttore super appassionato che abbia molta voglia di esserci, ma che sia molto curioso delle persone. Per cui mi immagino una persona che, in un’ era in cui tutti hanno la possibilità di esprimersi, abbia voglia di sentire le persone e andare oltre l’opinione superficiale, al di la dell’sms o del contatto. Un conduttore che spinge chi lo ascolta a dare il meglio di se anche quando esprime una semplice opinione.
Un desiderio con la voce che ancora non hai realizzato, ma che vorresti vedere compiuto?
Nel backstage dell’Ariston, che non ho mai visto, io che sono li a concentrarmi poco prima della diretta della prima puntata. Arriva Milli Carlucci e mi dice: “ Sono agitata…andrà tutto bene? Sarà tutto a posto? Ed io le rispondo: “Ci siamo preparati, abbiamo lavorato duramente e adesso divertiamoci!”
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Da Radio Deejay: Diego Passoni
Donare felicità. Questa la missione che sente di voler realizzare agli inizi del suo cammino artistico che lo porterà a mettersi alla prova e sperimentarsi in diverse discipline dello spettacolo prima di arrivare a Radio Deejay: stiamo parlando di Diego Passoni.
Intervista realizzata da Matteo Mattiacci
Insieme alla Pina ogni giorno dalle 18 alle 20 conduce “Pinocchio”, storica trasmissione dove l’ascoltatore è protagonista: perché la “Radio siete voi”! Così viene accolto chiunque si sintonizzi al loro programma sempre condito di argomenti accessibili a tutti e in cui ognuno può mettere voce sentendosi a proprio agio.
Un percorso, quello di Diego, che prende inizio con la danza, per poi passare all’esperienza come Vj e che gli aprirà le porte al mondo della Radio e della tv. Ma andiamo a scoprirne qualcosa in più:
Come è iniziata la tua carriera?
Ho iniziato anni fa come ballerino e sono “morto” quasi subito. In realtà una cosa ha portato all’altra senza che io potessi immaginarlo nemmeno, per cui è stato un aprirsi di porte continuo nel tempo man mano che qualcosa si chiudeva. Come dice l’antico adagio: “ Quando si chiude una porta si apre un portone”. Ballare non mi interessava tantissimo, la cosa che mi è sempre interessata di più è la parola. Quindi quando mi sono fatto male e ho dovuto smettere con la danza, un coreografo con cui avevo lavorato cercava un ex ballerino per un canale satellitare, tra l’altro molto moderno, che si chiamava “Gay Tv”, poi li ho conosciuto la Pina.
Qual è il ricordo più bello che hai di quel passaggio?
Dal punto di vista dell’emozione nel lavorare come ballerino mi viene alla mente un’ esibizione all’Arena di Verona, era un pezzo dance che cantava Billie Moore, una Drag Queen che non c’è più e che ricordo con molto piacere. E’ stata un’ esperienza forte.
Che differenza c’è per te nel lavorare in radio e in tv dato che hai avuto la possibilità di fare entrambe le esperienze?
In radio la voce è tutto così come l’assenza di voce. Quindi una pausa fatta in radio pesa moltissimo, perché è come se saltasse la comunicazione. Se uno sta improvvisamente due secondi zitto in radio, la prima cosa che una persona che ascolta fa d’istinto, è toccare la radio per vedere se funziona. Questo perché la radio è una voce, un suono ed immaginazione per gli ascoltatori. In tv invece, la voce è un elemento, li la cosa più importante è l’impatto visivo. Se sai di essere inquadrato stando zitto stai già dicendo qualcosa, quindi la voce diventa una parte di una “cerimonia” che è molto più complessa e che a me piace moltissimo. La televisione mi da molta tranquillità, è composta da tutti i suoi piccoli riti e farla per me è una terapia meravigliosa.
Come ti immagini il conduttore radiofonico del futuro?
Mi auguro che sia un conduttore super appassionato che abbia molta voglia di esserci, ma che sia molto curioso delle persone. Per cui mi immagino una persona che, in un’ era in cui tutti hanno la possibilità di esprimersi, abbia voglia di sentire le persone e andare oltre l’opinione superficiale, al di la dell’sms o del contatto. Un conduttore che spinge chi lo ascolta a dare il meglio di se anche quando esprime una semplice opinione.
Un desiderio con la voce che ancora non hai realizzato, ma che vorresti vedere compiuto?
Nel backstage dell’Ariston, che non ho mai visto, io che sono li a concentrarmi poco prima della diretta della prima puntata. Arriva Milli Carlucci e mi dice: “ Sono agitata…andrà tutto bene? Sarà tutto a posto? Ed io le rispondo: “Ci siamo preparati, abbiamo lavorato duramente e adesso divertiamoci!”











