Lorenzo Richelmy: l'intervista video di VOCI.fm
ARTICOLO
Un film tutto girato negli studi di Radio 105: è on-demand “Il Talento del Calabrone” con un sorprendente Lorenzo Richelmy che si trasforma in DJ, Patrizia Simonetti lo ha videointervistato.
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
"Il Talento del Calabrone” di Giacomo Cimini è un thriller psicologico che vede protagonisti Sergio Castellitto e Lorenzo Richelmy, bravissimo come sempre il primo, abilissimo Lorenzo a calarsi nel ruolo di un famoso e ammirato DJ e conduttore radiofonico di nome Stefano, in arte Steph; terza protagonista è Radio 105, i cui studi fanno da teatro della vicenda per la maggior parte del tempo. Attore giovane ma già affermato, per immedesimarsi ed essere credibile, Lorenzo Richelmy ha fatto ciò che realmente fanno coloro che sognano di lavorare in radio mettendo su un programma tutto loro da inviare come demo alle loro emittenti preferite. Per Lorenzo ovviamente lo scopo non era quello, anche se gli abbiamo consigliato di provarci perché quando vedrete il film vi accorgerete che la stoffa del DJ c’è tutta. Inoltre, Steph non è un DJ qualunque: ammiratissimo, seguitissimo e popolare sia dagli ascoltatori che dai suoi follower sui social, è decisamente altezzoso e pure un po’ arrogante.

Steph conduce un programma serale intitolato Beat Time dove dialoga con i suoi fan che invita a indovinare il posto della sua prima vacanza da solo promettendo al vincitore due biglietti per il concerto di apertura della Milano Fashion Week dove ovviamente terrà un DJ set. Ma l’ultima telefonata del suo show sconvolgerà la sua serata e anche la su vita: si tratta infatti di Carlo (Sergio Castellitto), che appena entrato nella sua auto ha acceso la radio sulle frequenze già memorizzate di Radio 105 ed ecco che attacca “Crazy” dei Gnarls Barkley con la voce di Cee Lo Green che canta “ricordo quando ho perso la testa, ma era qualcosa di piacevole, ero fuori dal mondo, questo mi rende pazzo?” Così Carlo inizia a parlare con Steph e di lì a breve “sto per suicidarmi – rivela in diretta – e ho una bomba in macchina”. Capite che da quel momento sulle spalle di Steph arriva un carico di ansia e responsabilità sotto il quale molti conduttori sarebbero crollati?

Ma attenzione, perché nel film non tutto è come sembra e nulla è lasciato al caso per cui, occhio ai dettagli. E anche la scelta di far svolgere la vicenda in una radio è stata presa a caso e ha il suo significato. “Il Talento del Calabrone è una storia introspettiva ma allo stesso tempo epica che affronta il tema della percezione della realtà̀̀ - racconta il regista Giacomo Cimini - un western minimalista e urbano con un’anima, capace di far scaturire domande come: chi siamo, cosa è il male, cos’è il bene. Una storia contenuta, anche fisicamente negli spazi di una radio, ma capace, grazie alla sua profondità̀̀, di travalicare i limiti della trama e diventare un’opera universale. I nostri eroi, DJ Steph e Carlo, non sono quello che sembrano. Le loro personalità̀, il loro agire è duplice e nasconde un’altra realtà̀: un segreto, marchiato dalla violenza che ha segnato il percorso di queste due persone. Questa duplicità̀ esistenziale si riflette anche nelle due location principali: la radio e la macchina di Carlo. La prima come luogo per eccellenza dell’artificio comunicativo originario, caratterizzato dai riflessi di due finestre di vetro, una che si affaccia sullo studio stesso e l’altra sulla città. Radio che è, ancora, luogo da cui fuoriescono voci che non hanno un corpo e che, come fantasmi, attraversano la città riempiendo le vite delle persone. La seconda location, la macchina, è un vero e proprio proscenio, un teatro di finzione, in cui appare una città in movimento”.
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Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
"Il Talento del Calabrone” di Giacomo Cimini è un thriller psicologico che vede protagonisti Sergio Castellitto e Lorenzo Richelmy, bravissimo come sempre il primo, abilissimo Lorenzo a calarsi nel ruolo di un famoso e ammirato DJ e conduttore radiofonico di nome Stefano, in arte Steph; terza protagonista è Radio 105, i cui studi fanno da teatro della vicenda per la maggior parte del tempo. Attore giovane ma già affermato, per immedesimarsi ed essere credibile, Lorenzo Richelmy ha fatto ciò che realmente fanno coloro che sognano di lavorare in radio mettendo su un programma tutto loro da inviare come demo alle loro emittenti preferite. Per Lorenzo ovviamente lo scopo non era quello, anche se gli abbiamo consigliato di provarci perché quando vedrete il film vi accorgerete che la stoffa del DJ c’è tutta. Inoltre, Steph non è un DJ qualunque: ammiratissimo, seguitissimo e popolare sia dagli ascoltatori che dai suoi follower sui social, è decisamente altezzoso e pure un po’ arrogante.

Steph conduce un programma serale intitolato Beat Time dove dialoga con i suoi fan che invita a indovinare il posto della sua prima vacanza da solo promettendo al vincitore due biglietti per il concerto di apertura della Milano Fashion Week dove ovviamente terrà un DJ set. Ma l’ultima telefonata del suo show sconvolgerà la sua serata e anche la su vita: si tratta infatti di Carlo (Sergio Castellitto), che appena entrato nella sua auto ha acceso la radio sulle frequenze già memorizzate di Radio 105 ed ecco che attacca “Crazy” dei Gnarls Barkley con la voce di Cee Lo Green che canta “ricordo quando ho perso la testa, ma era qualcosa di piacevole, ero fuori dal mondo, questo mi rende pazzo?” Così Carlo inizia a parlare con Steph e di lì a breve “sto per suicidarmi – rivela in diretta – e ho una bomba in macchina”. Capite che da quel momento sulle spalle di Steph arriva un carico di ansia e responsabilità sotto il quale molti conduttori sarebbero crollati?

Ma attenzione, perché nel film non tutto è come sembra e nulla è lasciato al caso per cui, occhio ai dettagli. E anche la scelta di far svolgere la vicenda in una radio è stata presa a caso e ha il suo significato. “Il Talento del Calabrone è una storia introspettiva ma allo stesso tempo epica che affronta il tema della percezione della realtà̀̀ - racconta il regista Giacomo Cimini - un western minimalista e urbano con un’anima, capace di far scaturire domande come: chi siamo, cosa è il male, cos’è il bene. Una storia contenuta, anche fisicamente negli spazi di una radio, ma capace, grazie alla sua profondità̀̀, di travalicare i limiti della trama e diventare un’opera universale. I nostri eroi, DJ Steph e Carlo, non sono quello che sembrano. Le loro personalità̀, il loro agire è duplice e nasconde un’altra realtà̀: un segreto, marchiato dalla violenza che ha segnato il percorso di queste due persone. Questa duplicità̀ esistenziale si riflette anche nelle due location principali: la radio e la macchina di Carlo. La prima come luogo per eccellenza dell’artificio comunicativo originario, caratterizzato dai riflessi di due finestre di vetro, una che si affaccia sullo studio stesso e l’altra sulla città. Radio che è, ancora, luogo da cui fuoriescono voci che non hanno un corpo e che, come fantasmi, attraversano la città riempiendo le vite delle persone. La seconda location, la macchina, è un vero e proprio proscenio, un teatro di finzione, in cui appare una città in movimento”.











