Francesco Vercillo di Radio 2: l'intervista di VOCI.fm
ARTICOLO
La rubrica sulla storia delle radio libere, si arricchisce di un nuovo e importante tassello grazie al contributo di Francesco Maria Vercillo, storica voce Rai e protagonista assieme a Marco Marzocca, tutte le sere dalle 22.30, del programma “Soggetti Smarriti”. Ecco l'intervista di Enzo Mauri per VOCI.fm.
Intervista realizzata da Enzo Mauri
https://soundcloud.com/voci-fm/vercillo-francesco-speaker-radio-rai
Francesco cosa ricordi del periodo in cui hai cominciato a fare radio?
La prima volta che mi trovai davanti al microfono era in Calabria a “Radio Studio 81”, avevo 17 anni, mi diedero da leggere un oroscopo, commisi una gaffe terribile, da lì compresi che c’era qualcosa che non andava, ma non avrei mai più potuto fare a meno della radio e ho continuato imperterrito a farla. Mi sono trasferito a Roma ufficialmente per studiare all’Università, ma in realtà perché interessato alla variegata offerta radiofonica. Entrai alla storica “Radio Roma”, poi “Radio Emme 100 Stereo”, “Radio Immagine” di Latina, in seguito nella romana “l’Aradio Città Uno” (scritto proprio così ndr).
Hai trasmesso anche a “Radio Tele Magia” di Frosinone?
Si, praticamente facevo la spola tra Roma e Frosinone. La mattina trasmettevo a “Radio Città Uno”, poi in treno andavo a Frosinone, trasmettevo a “Radio Tele Magia” nel pomeriggio, passavo la notte in albergo a Frosinone, tornavo a trasmettere a “Tele Magia” poi prendevo di nuovo il treno per Roma per andare in onda su “Città Uno” di pomeriggio. All’epoca avevamo la forza e l’età per fare queste simpatiche cose! Adesso fortunatamente la tecnologia aiuta, anche in un periodo drammatico come questo, con un minimo di apparecchiatura tecnica si può trasmettere da casa.
Francesco, tu sei nato come me con la radio analogica, quella dove chi stava in onda faceva praticamente tutto, cosa manca secondo te alla radio di adesso rispetto a quel periodo e viceversa?
Della radio di allora ho nostalgia della tendenza ad improvvisare, che continuo ad avere per fortuna anche adesso perché a “Radio 2” non ci sono vincoli di sorta. Da quando lavoro in Rai non ho mai avuto nessun tipo di limitazione, posso dire d’essere un conduttore felice!
Hai vissuto molti anni a Buenos Aires, che differenza c’è tra le emittenti italiane e argentine?
Li c’è un gran fiorire di musica rock definita “rock nacional”, che è un pò l’espressione del disagio argentino dopo la dittatura, dal mio punto di vista è una roba orribile! Ciò non toglie che sia molto affezionato al tango, compreso quello elettronico tipo “Gotan Project” che comunque sono francesi con l’ausilio di musicisti argentini. Le radio argentine hanno le stesse caratteristiche di quelle italiane, però usano per le pubblicità voci molto più impostate rispetto alle nostre secondo il modello americano, un pò antico se vuoi. Per quanto mi riguarda, apprezzo “Radio Swiss Jazz” che è completamente fuori dai canoni argentini ma anche italiani.
Francesco, hai iniziato a Radio Rai nel 1995, dopo tanti anni ora sei in onda la sera con “Soggetti Smarriti” assieme a Marco Marzocca, raccontami questa esperienza.
Questo programma era la cosa di cui avevo davvero bisogno. Pensa che nel 2008 decisi di lasciare la radio e partii per l’Argentina, nel 2015 mi chiamò Marco, per partecipare al programma “Italiani in Continenti” su “Radio 2”. Io accettai pensando che non se ne sarebbe fatto niente, considera che Marco era in Florida, io in Argentina per una trasmissione in diretta da Roma. Il progetto fu invece accettato, quindi ricominciai a fare radio sia pur periodicamente, in base alle esigenze del palinsesto radiofonico Rai. Poi una volta a Roma io e Marco abbiamo deciso di cambiare il titolo della trasmissione. Fu un momento molto divertente perché non riuscivamo a trovare un titolo che piacesse a noi e alla rete. Originariamente la trasmissione avrebbe dovuto chiamarsi “Un Post al Sole”, ma fortunatamente alla fine fu approvato “Soggetti Smarriti”.
Trasmissione che dopo l’estate è stata confermata anche per la stagione invernale.
Ti dirò, quest’anno eravamo davvero sicuri che terminata l’estate avremmo smesso, invece ci hanno riconfermato alla sera dalle 22.30. Ho dovuto quindi ritrasferirmi a Roma perché abitualmente vivo in Calabria. Nel programma si ride dall’inizio alla fine grazie all’inesauribile vena comica di Marco, mi sono ritrovato a fare cose impensabili anche quando avevo vent’anni. Abbiamo inoltre uno zoccolo duro di ascoltatori che ci segue sulla pagina facebook, mentre il gruppo ufficiale, sempre su facebook, conta ormai quasi 17000 persone. Io mi diverto come un matto e gli ascoltatori si divertono con noi. In questo periodo poi la gente ha bisogno di ridere e credo che “Soggetti Smarriti” sia la trasmissione perfetta. Con l’avvio della visual-radio su “Raiplay” ora gli ascoltatori possono seguirci anche in televisione e il gradimento continua a crescere.

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Intervista realizzata da Enzo Mauri
https://soundcloud.com/voci-fm/vercillo-francesco-speaker-radio-rai
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La prima volta che mi trovai davanti al microfono era in Calabria a “Radio Studio 81”, avevo 17 anni, mi diedero da leggere un oroscopo, commisi una gaffe terribile, da lì compresi che c’era qualcosa che non andava, ma non avrei mai più potuto fare a meno della radio e ho continuato imperterrito a farla. Mi sono trasferito a Roma ufficialmente per studiare all’Università, ma in realtà perché interessato alla variegata offerta radiofonica. Entrai alla storica “Radio Roma”, poi “Radio Emme 100 Stereo”, “Radio Immagine” di Latina, in seguito nella romana “l’Aradio Città Uno” (scritto proprio così ndr).
Hai trasmesso anche a “Radio Tele Magia” di Frosinone?
Si, praticamente facevo la spola tra Roma e Frosinone. La mattina trasmettevo a “Radio Città Uno”, poi in treno andavo a Frosinone, trasmettevo a “Radio Tele Magia” nel pomeriggio, passavo la notte in albergo a Frosinone, tornavo a trasmettere a “Tele Magia” poi prendevo di nuovo il treno per Roma per andare in onda su “Città Uno” di pomeriggio. All’epoca avevamo la forza e l’età per fare queste simpatiche cose! Adesso fortunatamente la tecnologia aiuta, anche in un periodo drammatico come questo, con un minimo di apparecchiatura tecnica si può trasmettere da casa.
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Della radio di allora ho nostalgia della tendenza ad improvvisare, che continuo ad avere per fortuna anche adesso perché a “Radio 2” non ci sono vincoli di sorta. Da quando lavoro in Rai non ho mai avuto nessun tipo di limitazione, posso dire d’essere un conduttore felice!
Hai vissuto molti anni a Buenos Aires, che differenza c’è tra le emittenti italiane e argentine?
Li c’è un gran fiorire di musica rock definita “rock nacional”, che è un pò l’espressione del disagio argentino dopo la dittatura, dal mio punto di vista è una roba orribile! Ciò non toglie che sia molto affezionato al tango, compreso quello elettronico tipo “Gotan Project” che comunque sono francesi con l’ausilio di musicisti argentini. Le radio argentine hanno le stesse caratteristiche di quelle italiane, però usano per le pubblicità voci molto più impostate rispetto alle nostre secondo il modello americano, un pò antico se vuoi. Per quanto mi riguarda, apprezzo “Radio Swiss Jazz” che è completamente fuori dai canoni argentini ma anche italiani.
Francesco, hai iniziato a Radio Rai nel 1995, dopo tanti anni ora sei in onda la sera con “Soggetti Smarriti” assieme a Marco Marzocca, raccontami questa esperienza.
Questo programma era la cosa di cui avevo davvero bisogno. Pensa che nel 2008 decisi di lasciare la radio e partii per l’Argentina, nel 2015 mi chiamò Marco, per partecipare al programma “Italiani in Continenti” su “Radio 2”. Io accettai pensando che non se ne sarebbe fatto niente, considera che Marco era in Florida, io in Argentina per una trasmissione in diretta da Roma. Il progetto fu invece accettato, quindi ricominciai a fare radio sia pur periodicamente, in base alle esigenze del palinsesto radiofonico Rai. Poi una volta a Roma io e Marco abbiamo deciso di cambiare il titolo della trasmissione. Fu un momento molto divertente perché non riuscivamo a trovare un titolo che piacesse a noi e alla rete. Originariamente la trasmissione avrebbe dovuto chiamarsi “Un Post al Sole”, ma fortunatamente alla fine fu approvato “Soggetti Smarriti”.
Trasmissione che dopo l’estate è stata confermata anche per la stagione invernale.
Ti dirò, quest’anno eravamo davvero sicuri che terminata l’estate avremmo smesso, invece ci hanno riconfermato alla sera dalle 22.30. Ho dovuto quindi ritrasferirmi a Roma perché abitualmente vivo in Calabria. Nel programma si ride dall’inizio alla fine grazie all’inesauribile vena comica di Marco, mi sono ritrovato a fare cose impensabili anche quando avevo vent’anni. Abbiamo inoltre uno zoccolo duro di ascoltatori che ci segue sulla pagina facebook, mentre il gruppo ufficiale, sempre su facebook, conta ormai quasi 17000 persone. Io mi diverto come un matto e gli ascoltatori si divertono con noi. In questo periodo poi la gente ha bisogno di ridere e credo che “Soggetti Smarriti” sia la trasmissione perfetta. Con l’avvio della visual-radio su “Raiplay” ora gli ascoltatori possono seguirci anche in televisione e il gradimento continua a crescere.












