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6 errori fatali per uno speaker: Claudio Astorri su VOCI.fm

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ARTICOLO

Torna il radio specialist Claudio Astorri sul #sitodellevoci. Nell'intervista video realizzata da Marco Picchio Claudio ci parla dei sei errori, da lui definiti fatali, che spesso si commettono quando ci si presenta allo station manager di una nuova Radio.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm, sono Marco Picchio, ho il piacere ancora una volta di ospitare il radio-specialist Claudio Astorri, bentornato!
Grazie, è sempre un piacere essere ospiti di VOCI.fm

"La carriera del conduttore a una svolta: gli errori da evitare", questo è il titolo di un recente articolo sul tuo blog, nel quale elenchi le 6 cose “fatali” per uno speaker che approccia un nuovo incontro con uno station-manager.
Quello che constato, caro Marco, è che i curriculum e le demo normalmente non lasciano molto spazio alla critica; quello che invece a volte viene meno, è il tipo di rapporto che si crea tra il candidato e lo station-manager, un rapporto poco bilanciato tra “personality” e “stationality”. Mi spiego, se tu station-manager sei il gestore di una stazione radio, devi avere comunque a che fare con personalità che in qualche modo la sposino e, a tua volta, devi sposare la personalità del conduttore, comprendere che possa stare all'interno di una specificità ampia. Sembra un discorso complicato in realtà credo sia molto semplice, è una questione di equilibri, di rapporti reciproci.

Primo punto: "ma scusa non mi hai sentito prima"?
Il candidato che vuole entrare in radio, ha inviato la sua bella demo, ha un buon curriculum e comincia a dire: "ma scusa non mi hai mai sentito prima?" Beh, è come se in qualche modo volesse il tappeto rosso, i cavalli al seguito ed entrare trionfalmente... amico mio non è così, bisogna bussare educatamente e in qualche modo fare anche un pò di anticamera. Mi è capitato più volte e, 
paradossalmente, con molti delle radio web che, con tutto il rispetto, sono laboratori interessantissimi ma, ce ne sono migliaia, pretendere che uno Station Manager abbia cognizione di tutte queste specificità, sinceramente è credere che sia Superman.

Claudio ha avuto anche questo tipo di esperienza nella sua vita, di Station Manager importante.
Tra l'altro non solo ricevevo tutte queste lettere, curriculum, demo quando ero station-manager, ma anche adesso come consulente, non sai quante comunicazioni ricevo... e anche a me arrivano ancora oggi questi atteggiamenti.

Un altro caso è l'approccio di chi "mi spiace, ma non vengo in radio per una prova in studio"...
Allora se tu pensi amico mio, che con una demo devi essere comprato (o non comprato), ricordati una pubblicità molto antica, "a scatola chiusa compro solo Arrigoni" :-) Sta di fatto che se vi chiedono una demo in studio, non dovete sentirvi imbarazzati, piuttosto cercate di stare al gioco, cercate di chiarire in che cosa consiste la demo, prendetevi magari del tempo di preparazione che nessuno vi negherà, ma non rifiutatevi, perché il rifiuto può far trasparire timore o addirittura superiorità.

Mentre la cosa che dico adesso può far trasparire invece insicurezza: "mi fai avere comunque un tuo giudizio"?
Ecco, questo è lo sport preferito da quelli che scrivono a claudioastorri.it  Amici miei, per avere un parere prima di tutto io ho bisogno di sapere a quale radio o a quale formato siete propensi, perché non posso valutare un conduttore che si sente adatto ad una “Personality Radio” come uno che invece vuole andare su una radio di flusso o altro, quindi dovreste chiarire moltissime cose sui vostri reali obiettivi.

"Ma io ho fatto il corso per speaker!", che ne pensi Claudio di questi corsi?
Per carità, sono secondo me utili per chi vuole crescere e fare esperienza, lungi da me criticare ma se voi raccontate a uno station-manager che avete fatto quel corso lì vi omologate, cioè vi mettete un timbro che non è quello della vostra personalità, ma è quello di una casa di formazione o produzione. La radio cerca voi, non dovete farvi forti di una “patente” , andate tranquilli, fate parlare i fatti.

Adesso un approccio terribile secondo me: "per la tua radio farei qualsiasi cosa"
Secondo me questo è l'effetto “zerbino”, brutto brutto brutto! Perché, a questo punto, la fascia notturna tra le 3.00 e le 4.00 vi è assicurata e vi starebbe anche bene... quindi cercate di valorizzarvi al meglio, dichiarare semplicemente una fedeltà assoluta non è un bel modo di presentarsi.

L'ultimo errore fatale denota anche una non conoscenza della radio a cui ti proponi: "non sapevo che nella tua radio..."
Questa è gravissima, questo è l'errore fatale, se fai questo lo station-manager ha tutto il diritto di stringerti educatamente la mano e accompagnarti fuori dalla porta, perché se tu ti vuoi rivolgere con passione e con professionalità ad un'emittente (e vuoi entrare in questa emittente), devi già conoscerla nel profondo, devi capirne il tessuto ascoltandola. In caso contrario, puoi passare per superficiale e poi, come se non bastasse, lo station-manager finisce col considerare che deve fare su di te un percorso di formazione infinito, ti deve trasformare prima di tutto in un ascoltatore dell'emittente e poi in un buon conduttore e, con tutto il rispetto, lo station-manager cerca candidati che da questo punto di vista gli diano anche qualcosa che non richiedano tutta questa attenzione, che siano già pronti.

Il tuo articolo si chiude con due parole: autenticità e semplicità, mente e cuore; sono queste le cose sotto osservazione fondamentalmente no?
Assolutamente... perché la demo sai, può essere fatta in studio, con un bravo tecnico audio che ti ha aiutato a mettere bene i livelli, a sistemare la voce... poi ad un certo punto c'è l'incontro, quello con lo station-manager che dà lo spessore della persona, la sensazione di che cosa questa possa combinare per gli ascoltatori, al microfono e dentro la squadra. Più si è autentici meglio è!

Tutto interessante, spero che questi consigli siano arrivati a chi poi dovrà farne buon uso, noi di VOCI.fm abbiamo tantissimi iscritti che fanno radio a tutti i livelli, magari si propongono spesso a nuove realtà... chiudo dicendo come ci si pone quando si apre un articolo così; io ho detto: "ora vediamo quanti ne ho fatti"...
Spero che venga colto anche con un pò di ironia, ho voluto comunicare questi errori non per criticare qualcuno, ma a fin di bene e alla fine credo di essermi svelato: autenticità e semplicità sono i valori in cui credo e mi sembra possano essere una buona guida anche per quelli che vogliono relazionarsi con degli Station Manager.

Claudio Astorri, è stato come sempre un piacere parlare con te, io invito tutti i seguire Claudio su www.astorri.it e ci risentiremo presto!
Grazie a VOCI.fm, grazie a Marco Picchio e a tutti gli utenti. Ciao


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6 errori fatali per uno speaker: Claudio Astorri su VOCI.fm

Torna il radio specialist Claudio Astorri sul #sitodellevoci. Nell'intervista video realizzata da Marco Picchio Claudio ci parla dei sei errori, da lui definiti fatali, che spesso si commettono quando ci si presenta allo station manager di una nuova Radio.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm, sono Marco Picchio, ho il piacere ancora una volta di ospitare il radio-specialist Claudio Astorri, bentornato!
Grazie, è sempre un piacere essere ospiti di VOCI.fm

"La carriera del conduttore a una svolta: gli errori da evitare", questo è il titolo di un recente articolo sul tuo blog, nel quale elenchi le 6 cose “fatali” per uno speaker che approccia un nuovo incontro con uno station-manager.
Quello che constato, caro Marco, è che i curriculum e le demo normalmente non lasciano molto spazio alla critica; quello che invece a volte viene meno, è il tipo di rapporto che si crea tra il candidato e lo station-manager, un rapporto poco bilanciato tra “personality” e “stationality”. Mi spiego, se tu station-manager sei il gestore di una stazione radio, devi avere comunque a che fare con personalità che in qualche modo la sposino e, a tua volta, devi sposare la personalità del conduttore, comprendere che possa stare all'interno di una specificità ampia. Sembra un discorso complicato in realtà credo sia molto semplice, è una questione di equilibri, di rapporti reciproci.

Primo punto: "ma scusa non mi hai sentito prima"?
Il candidato che vuole entrare in radio, ha inviato la sua bella demo, ha un buon curriculum e comincia a dire: "ma scusa non mi hai mai sentito prima?" Beh, è come se in qualche modo volesse il tappeto rosso, i cavalli al seguito ed entrare trionfalmente... amico mio non è così, bisogna bussare educatamente e in qualche modo fare anche un pò di anticamera. Mi è capitato più volte e, 
paradossalmente, con molti delle radio web che, con tutto il rispetto, sono laboratori interessantissimi ma, ce ne sono migliaia, pretendere che uno Station Manager abbia cognizione di tutte queste specificità, sinceramente è credere che sia Superman.

Claudio ha avuto anche questo tipo di esperienza nella sua vita, di Station Manager importante.
Tra l'altro non solo ricevevo tutte queste lettere, curriculum, demo quando ero station-manager, ma anche adesso come consulente, non sai quante comunicazioni ricevo... e anche a me arrivano ancora oggi questi atteggiamenti.

Un altro caso è l'approccio di chi "mi spiace, ma non vengo in radio per una prova in studio"...
Allora se tu pensi amico mio, che con una demo devi essere comprato (o non comprato), ricordati una pubblicità molto antica, "a scatola chiusa compro solo Arrigoni" :-) Sta di fatto che se vi chiedono una demo in studio, non dovete sentirvi imbarazzati, piuttosto cercate di stare al gioco, cercate di chiarire in che cosa consiste la demo, prendetevi magari del tempo di preparazione che nessuno vi negherà, ma non rifiutatevi, perché il rifiuto può far trasparire timore o addirittura superiorità.

Mentre la cosa che dico adesso può far trasparire invece insicurezza: "mi fai avere comunque un tuo giudizio"?
Ecco, questo è lo sport preferito da quelli che scrivono a claudioastorri.it  Amici miei, per avere un parere prima di tutto io ho bisogno di sapere a quale radio o a quale formato siete propensi, perché non posso valutare un conduttore che si sente adatto ad una “Personality Radio” come uno che invece vuole andare su una radio di flusso o altro, quindi dovreste chiarire moltissime cose sui vostri reali obiettivi.

"Ma io ho fatto il corso per speaker!", che ne pensi Claudio di questi corsi?
Per carità, sono secondo me utili per chi vuole crescere e fare esperienza, lungi da me criticare ma se voi raccontate a uno station-manager che avete fatto quel corso lì vi omologate, cioè vi mettete un timbro che non è quello della vostra personalità, ma è quello di una casa di formazione o produzione. La radio cerca voi, non dovete farvi forti di una “patente” , andate tranquilli, fate parlare i fatti.

Adesso un approccio terribile secondo me: "per la tua radio farei qualsiasi cosa"
Secondo me questo è l'effetto “zerbino”, brutto brutto brutto! Perché, a questo punto, la fascia notturna tra le 3.00 e le 4.00 vi è assicurata e vi starebbe anche bene... quindi cercate di valorizzarvi al meglio, dichiarare semplicemente una fedeltà assoluta non è un bel modo di presentarsi.

L'ultimo errore fatale denota anche una non conoscenza della radio a cui ti proponi: "non sapevo che nella tua radio..."
Questa è gravissima, questo è l'errore fatale, se fai questo lo station-manager ha tutto il diritto di stringerti educatamente la mano e accompagnarti fuori dalla porta, perché se tu ti vuoi rivolgere con passione e con professionalità ad un'emittente (e vuoi entrare in questa emittente), devi già conoscerla nel profondo, devi capirne il tessuto ascoltandola. In caso contrario, puoi passare per superficiale e poi, come se non bastasse, lo station-manager finisce col considerare che deve fare su di te un percorso di formazione infinito, ti deve trasformare prima di tutto in un ascoltatore dell'emittente e poi in un buon conduttore e, con tutto il rispetto, lo station-manager cerca candidati che da questo punto di vista gli diano anche qualcosa che non richiedano tutta questa attenzione, che siano già pronti.

Il tuo articolo si chiude con due parole: autenticità e semplicità, mente e cuore; sono queste le cose sotto osservazione fondamentalmente no?
Assolutamente... perché la demo sai, può essere fatta in studio, con un bravo tecnico audio che ti ha aiutato a mettere bene i livelli, a sistemare la voce... poi ad un certo punto c'è l'incontro, quello con lo station-manager che dà lo spessore della persona, la sensazione di che cosa questa possa combinare per gli ascoltatori, al microfono e dentro la squadra. Più si è autentici meglio è!

Tutto interessante, spero che questi consigli siano arrivati a chi poi dovrà farne buon uso, noi di VOCI.fm abbiamo tantissimi iscritti che fanno radio a tutti i livelli, magari si propongono spesso a nuove realtà... chiudo dicendo come ci si pone quando si apre un articolo così; io ho detto: "ora vediamo quanti ne ho fatti"...
Spero che venga colto anche con un pò di ironia, ho voluto comunicare questi errori non per criticare qualcuno, ma a fin di bene e alla fine credo di essermi svelato: autenticità e semplicità sono i valori in cui credo e mi sembra possano essere una buona guida anche per quelli che vogliono relazionarsi con degli Station Manager.

Claudio Astorri, è stato come sempre un piacere parlare con te, io invito tutti i seguire Claudio su www.astorri.it e ci risentiremo presto!
Grazie a VOCI.fm, grazie a Marco Picchio e a tutti gli utenti. Ciao


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