Da Radio Capital: Betty Senatore
ARTICOLO
Questa settimana abbiamo il piacere di avere come ospite una delle voci femminili più apprezzate di Radio Capital: Betty Senatore, che si racconta ai microfoni di VOCI.fm
Intervista realizzata da Matteo Mattiacci
Partita dalla Toscana con un bagaglio di esperienza radiofonica molto importante e dopo aver lavorato nelle emittenti più conosciute della sua regione d'origine, arriva a Roma e a Radio Capital dove ogni giorno, dalle 10.00 alle 12.00, insieme a Silvia Mobili conduce il programma Ladies&Capital.
Una voce con il sorriso che si è formata nel tempo attraverso lo studio e la ricerca del miglioramento costante accompagnato dall'esercizio e l'approfondimento di tutti gli aspetti che la compongono. Insieme ai preziosi consigli legati alla cura di questo prezioso strumento, abbiamo ripercorso le tappe più importanti della sua carriera iniziata con il teatro e che la porta presto ad un bivio: continuare il percorso di attrice o fare radio?
"L’amore per la Radio era più forte di qualsiasi cosa e così ho iniziato."
Sappiamo che sei arrivata dalla Toscana a Roma con un’ auto che aveva 110 mila km…raccontaci del viaggio che hai fatto per arrivare in radio.
E’ stato un viaggio faticoso e ormai quella macchina è stata demolita e ce n’è un’altra…però di un colore per il quale mi fermano sempre in qualsiasi posto di blocco. In realtà in radio ho iniziato nel 1994 perché io volevo fare radio. Il giorno prima del mio incontro casuale con la radio, ho sostenuto il terzo step per entrare al centro sperimentale di cinematografia. Io già seguivo una radio locale della mia città, andavo li ogni giorno da diversi mesi tutti i giorni a sentire quello che dicevano gli speaker che erano li da tanti anni. Poi mi capitò di fare una sostituzione in radio e devo dire che capii subito che del centro sperimentale non mi interessava poi tanto. La selezione non la passai, ma non fui nemmeno dispiaciuta. La vita ti mette sempre di fronte a delle “sliding doors”. Quindi iniziai a sostituire un mio collega facendo una diretta di una classifica, che è anche la cosa che consiglio per cominciare. Da quel momento non ho più smesso, perchè mi hanno fatto entrare nella rosa dei titolari e piano piano sono andata a lavorare in radio sempre più grandi: da Radio Grifo a Grosseto, Radio Siena, Radio Fieve… Io continuo a dire che le radio locali sono veramente la palestra per tutti quelli che vogliono fare i conduttori, ma non solo, perché esistono anche altre figure all’interno di una radio: il tecnico, il programmatore musicale, l’esperto di marketing ecc… A me è capitato di fare di tutto in una radio locale oltre alla diretta e questo mi ha permesso di capire meglio come funziona questo ambiente.
Qual è il punto forte di una voce femminile in radio?
Io credo debba essere accogliente, deve “bucare”. E’ molto difficile spiegarlo a parole, ci sono voci che colpiscono e altre che lo fanno meno. A volte paradossalmente in una voce ci sono delle cose che sono un po’ fastidiose che però ascolti comunque, ovviamente perché sono sostenute da contenuti di un certo livello. Quindi la voce è molto importante, ma deve esserci dietro un contenuto.
Come ti sei presa cura della tua voce per svilupparla e migliorarla nel tempo?
Si migliora continuamente e questo vale un po’ per tutti quelli che lavorano con la voce. Come gli atleti, chi fa questo mestiere deve trattare il suo strumento con rispetto. Quindi a parte non fumare, facendo degli esercizi che ti permettono di mantenere fluida la tua voce e di rilassare anche tutto il corpo. Ultimamente mi sono avvicinata ad un metodo che mi ha aiutata nella gestione di tutto quello che era lo stress e che si riflette non solo nella voce, ma anche nel corpo. A volte è anche una passione lo studio della voce ed io lo coltivo con tanti metodi. Basta abbracciarne uno e lasciarsi andare.
Si può studiare da soli?
Ovviamente ci si può approcciare al metodo con chi lo insegna e lo conosce bene e te lo può far arrivare, poi si possono fare degli esercizi da soli nella quotidianità. Anche perché è difficile fare degli esercizi corretti leggendo un libro, occorre in primis sentire il modo in cui devono essere svolti.
Il conduttore o la conduttrice da cui prendevi esempio agli esordi?
Sono cresciuta ascoltando Antonella Condorelli, che ho amato e amo tantissimo e poi Emanuela Doriani.
Quali consigli daresti a degli aspiranti conduttori radiofonici?
Consiglierei una cosa che ho letto questa mattina e che diceva la pallavolista Piccinini: “Umiltà”. Ascoltare i consigli di chi è più grande di te per esperienza ed età, perché noto che le nuove generazioni tendono a essere un po’ troppo frettolosi. Occorre comprendere che tutto necessita il suo tempo, dedizione, che ci sono situazioni diverse e quindi a queste bisogna approcciarsi nel modo giusto. E comunque rimane un mestiere meraviglioso e di questo chi ama la radio deve rendersi conto e come tale rispettarlo.
Cosa vorresti dire a Silvia Mobili?
L’invito che le faccio è di prendersi più tempo per se stessa perché è quello che invidia di me... dunque le auguro questo!
Guarda anche...
Da Radio Capital: Betty Senatore
Questa settimana abbiamo il piacere di avere come ospite una delle voci femminili più apprezzate di Radio Capital: Betty Senatore, che si racconta ai microfoni di VOCI.fm
Intervista realizzata da Matteo Mattiacci
Partita dalla Toscana con un bagaglio di esperienza radiofonica molto importante e dopo aver lavorato nelle emittenti più conosciute della sua regione d'origine, arriva a Roma e a Radio Capital dove ogni giorno, dalle 10.00 alle 12.00, insieme a Silvia Mobili conduce il programma Ladies&Capital.
Una voce con il sorriso che si è formata nel tempo attraverso lo studio e la ricerca del miglioramento costante accompagnato dall'esercizio e l'approfondimento di tutti gli aspetti che la compongono. Insieme ai preziosi consigli legati alla cura di questo prezioso strumento, abbiamo ripercorso le tappe più importanti della sua carriera iniziata con il teatro e che la porta presto ad un bivio: continuare il percorso di attrice o fare radio?
"L’amore per la Radio era più forte di qualsiasi cosa e così ho iniziato."
Sappiamo che sei arrivata dalla Toscana a Roma con un’ auto che aveva 110 mila km…raccontaci del viaggio che hai fatto per arrivare in radio.
E’ stato un viaggio faticoso e ormai quella macchina è stata demolita e ce n’è un’altra…però di un colore per il quale mi fermano sempre in qualsiasi posto di blocco. In realtà in radio ho iniziato nel 1994 perché io volevo fare radio. Il giorno prima del mio incontro casuale con la radio, ho sostenuto il terzo step per entrare al centro sperimentale di cinematografia. Io già seguivo una radio locale della mia città, andavo li ogni giorno da diversi mesi tutti i giorni a sentire quello che dicevano gli speaker che erano li da tanti anni. Poi mi capitò di fare una sostituzione in radio e devo dire che capii subito che del centro sperimentale non mi interessava poi tanto. La selezione non la passai, ma non fui nemmeno dispiaciuta. La vita ti mette sempre di fronte a delle “sliding doors”. Quindi iniziai a sostituire un mio collega facendo una diretta di una classifica, che è anche la cosa che consiglio per cominciare. Da quel momento non ho più smesso, perchè mi hanno fatto entrare nella rosa dei titolari e piano piano sono andata a lavorare in radio sempre più grandi: da Radio Grifo a Grosseto, Radio Siena, Radio Fieve… Io continuo a dire che le radio locali sono veramente la palestra per tutti quelli che vogliono fare i conduttori, ma non solo, perché esistono anche altre figure all’interno di una radio: il tecnico, il programmatore musicale, l’esperto di marketing ecc… A me è capitato di fare di tutto in una radio locale oltre alla diretta e questo mi ha permesso di capire meglio come funziona questo ambiente.
Qual è il punto forte di una voce femminile in radio?
Io credo debba essere accogliente, deve “bucare”. E’ molto difficile spiegarlo a parole, ci sono voci che colpiscono e altre che lo fanno meno. A volte paradossalmente in una voce ci sono delle cose che sono un po’ fastidiose che però ascolti comunque, ovviamente perché sono sostenute da contenuti di un certo livello. Quindi la voce è molto importante, ma deve esserci dietro un contenuto.
Come ti sei presa cura della tua voce per svilupparla e migliorarla nel tempo?
Si migliora continuamente e questo vale un po’ per tutti quelli che lavorano con la voce. Come gli atleti, chi fa questo mestiere deve trattare il suo strumento con rispetto. Quindi a parte non fumare, facendo degli esercizi che ti permettono di mantenere fluida la tua voce e di rilassare anche tutto il corpo. Ultimamente mi sono avvicinata ad un metodo che mi ha aiutata nella gestione di tutto quello che era lo stress e che si riflette non solo nella voce, ma anche nel corpo. A volte è anche una passione lo studio della voce ed io lo coltivo con tanti metodi. Basta abbracciarne uno e lasciarsi andare.
Si può studiare da soli?
Ovviamente ci si può approcciare al metodo con chi lo insegna e lo conosce bene e te lo può far arrivare, poi si possono fare degli esercizi da soli nella quotidianità. Anche perché è difficile fare degli esercizi corretti leggendo un libro, occorre in primis sentire il modo in cui devono essere svolti.
Il conduttore o la conduttrice da cui prendevi esempio agli esordi?
Sono cresciuta ascoltando Antonella Condorelli, che ho amato e amo tantissimo e poi Emanuela Doriani.
Quali consigli daresti a degli aspiranti conduttori radiofonici?
Consiglierei una cosa che ho letto questa mattina e che diceva la pallavolista Piccinini: “Umiltà”. Ascoltare i consigli di chi è più grande di te per esperienza ed età, perché noto che le nuove generazioni tendono a essere un po’ troppo frettolosi. Occorre comprendere che tutto necessita il suo tempo, dedizione, che ci sono situazioni diverse e quindi a queste bisogna approcciarsi nel modo giusto. E comunque rimane un mestiere meraviglioso e di questo chi ama la radio deve rendersi conto e come tale rispettarlo.
Cosa vorresti dire a Silvia Mobili?
L’invito che le faccio è di prendersi più tempo per se stessa perché è quello che invidia di me... dunque le auguro questo!












