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Claudio Astorri su VOCI.fm: i volumi RADIO TER 2020

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Quando c'è da parlare di Radio immancabile sul #sitodellevoci il Radio Specialist Claudio Astorri. Tema dell'intervista video realizzata da Marco Picchio ancora le indagini di ascolto RADIO TER 2020, nello specifico l'analisi dei volumi del secondo semestre 2020 e delle preziose informazioni che ci forniscono. Buona visione.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm, bentornati da Marco Picchio, come promesso, torniamo a parlare di “indagini di ascolto” e lo facciamo sfogliando esattamente il volume di Radio Ter relativo al secondo semestre 2020, con l'analista e radio-specialist Claudio Astorri, che saluto.
Grazie per il benvenuto, un saluto a tutti quelli che ci seguono.

Parliamo di questi volumi che sono stati pubblicati recentemente; prima le indagini hanno svelato i dati di ascolto del giorno medio, dei sette giorni ecc., poi è arrivato questo tanto atteso riepilogo, che contiene informazioni importantissime a cui forse non tutti danno la giusta importanza, vero?
Il volume ha come primo obiettivo quello di profilare gli ascoltatori delle stazioni e, di seguito, fornire informazioni sui device utilizzati, sulle modalità più particolareggiate nelle singole province e tanto altro. E' un percorso, un'esplorazione, che può essere molto utile ed approfondita. Anche e soprattutto per capire le migrazioni, se un gruppo di ascoltatori è passato da radio X a radio Y. E' soprattutto chi investe su un'emittente che ha interessa a capire a quanti ascoltatori netti o lordi andrà a rivolgersi e a studiare nel dettaglio il target. Tutto si analizza attraverso dei software, molte delle analisi che pubblico su www.astorri.it nascono proprio dall'uso di questi sistemi.

Che cosa ci puoi dire dei volumi di quest'anno?
Ci eravamo lasciati con alcuni indicatori, abbiamo visto come c'è stata una perdita generale del mercato e abbiamo studiato i volumi per valutare quali sono le emittenti che hanno perso... dove hanno perso... come hanno perso. Ad esempio, la perdita più forte tra le prime emittenti è quella del mattino di RDS ed anche RTL 102.5 al mattino non ha avuto prestazioni molto forti.

Nel 2020 la fascia mattutina può aver risentito dell'effetto “lockdown” dovuto alla pandemia?
C'è stata sicuramente una forte crescita ad esempio di RAI Radio 1, io credo abbastanza comprensibile, poiché sotto pandemia persone anche di target non proprio vicinissimo a quello tipico di Radio 1, hanno voluto saperne di più, hanno cercato un mezzo credibile di informazione e quindi noi abbiamo una Radio 1 che è tornata ad essere nella fascia 6.00 - 9.00, la seconda emittente italiana con il 7.92% di share. Tendenza al rialzo anche per il mattino di Radio 105, con “Tutto Esaurito” del capitano Marco Galli.

E per il resto della giornata, cosa possiamo vedere?
Diciamo una forte conferma di programmi “storici”, come, ad esempio “Deekay chiama Italia” di Linus e Nicola Savino su Radio Deejay, molto forte nel quarto d'ora medio tra le 10.00 e le 12.00. La cosa che voglio sottolineare in un parametro socio-demografico che di solito è un pò trascurato è quello dei “responsabili acquisti”; chi sono i “responsabili acquisti”? Sono quelli che “fanno la spesa”! Io ho pubblicato anche sul mio sito un parallelismo molto interessante, che evidenzia come, tra il 2001 e il 2020, i responsabili acquisto siano molto cambiati, prima erano quasi solo donne, mentre adesso per effetto dei numerosi nuclei di single, sono cresciuti anche a livello maschile. I responsabili acquisti del 2020 sembrano avere una preferenza per le radio pubbliche, poiché le quattro radio RAI hanno una quota superiore a quella dei privati e queste sono buone notizie per “RAI Pubblicità” sicuramente, ma è curioso come questa nuova categoria di “responsabili acquisti”, più “maschile” del passato, sembri premiare questa classe di emittenti.

lI 2020 ha forse cambiato il modo di fruire la radio, con un ascolto spostato anche su altri device oltre all'autoradio o la tv: smart-speaker e APP in primis. I volumi cosa rilevano in merito?
Io credo che ci sia un pò di eccessiva fantasia sul cambio dei device, nel senso che la radio è già molto resiliente, se noi pensiamo che abbiamo ben oltre 4 milioni e mezzo di persone che ogni giorno fruiscono della “visual-radio”, già questo la dice lunga. Confermiamo l'ascolto da tv come terzo modo di seguire la radio, dopo l'autoradio ed il sintonizzatore su apparecchio fisso. E' vero che quest'anno gli smart-speaker sono stati rilevati, però tutti quelli che ipotizzavano che sarebbe stato un'utenza grandiosa, un boom, devono considerare che su circa 34 milioni di ascoltatori, sono 500.000 quelli che usano anche lo smart-speaker per fruire della radio, quindi siamo ancora all'inizio. L'ascolto da smartphone è cresciuto (ma non in modo esplosivo), mentre pc e tablet non sembrano essere tra gli strumenti preferiti . Va comunque detto che la radio è uno strumento unico anche in questo, con una quantità di tipologie di ricevitori che nessun altro mezzo di comunicazione può vantare; quindi, non dobbiamo tifare perché uno vinca sull'altro, l'importante è che si arrivi agli ascoltatori, servendoli bene.

Claudio ti ringrazio di tutte queste informazioni, le trovate chiaramente anche su www.astorri.it e ci sentiamo presto con altri argomenti interessanti sul mondo della radio e della comunicazione.
Grazie, un caro saluto e radiosa giornata a tutti i tuoi radioascoltatori di VOCI.fm


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Claudio Astorri su VOCI.fm: i volumi RADIO TER 2020

Quando c'è da parlare di Radio immancabile sul #sitodellevoci il Radio Specialist Claudio Astorri. Tema dell'intervista video realizzata da Marco Picchio ancora le indagini di ascolto RADIO TER 2020, nello specifico l'analisi dei volumi del secondo semestre 2020 e delle preziose informazioni che ci forniscono. Buona visione.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm, bentornati da Marco Picchio, come promesso, torniamo a parlare di “indagini di ascolto” e lo facciamo sfogliando esattamente il volume di Radio Ter relativo al secondo semestre 2020, con l'analista e radio-specialist Claudio Astorri, che saluto.
Grazie per il benvenuto, un saluto a tutti quelli che ci seguono.

Parliamo di questi volumi che sono stati pubblicati recentemente; prima le indagini hanno svelato i dati di ascolto del giorno medio, dei sette giorni ecc., poi è arrivato questo tanto atteso riepilogo, che contiene informazioni importantissime a cui forse non tutti danno la giusta importanza, vero?
Il volume ha come primo obiettivo quello di profilare gli ascoltatori delle stazioni e, di seguito, fornire informazioni sui device utilizzati, sulle modalità più particolareggiate nelle singole province e tanto altro. E' un percorso, un'esplorazione, che può essere molto utile ed approfondita. Anche e soprattutto per capire le migrazioni, se un gruppo di ascoltatori è passato da radio X a radio Y. E' soprattutto chi investe su un'emittente che ha interessa a capire a quanti ascoltatori netti o lordi andrà a rivolgersi e a studiare nel dettaglio il target. Tutto si analizza attraverso dei software, molte delle analisi che pubblico su www.astorri.it nascono proprio dall'uso di questi sistemi.

Che cosa ci puoi dire dei volumi di quest'anno?
Ci eravamo lasciati con alcuni indicatori, abbiamo visto come c'è stata una perdita generale del mercato e abbiamo studiato i volumi per valutare quali sono le emittenti che hanno perso... dove hanno perso... come hanno perso. Ad esempio, la perdita più forte tra le prime emittenti è quella del mattino di RDS ed anche RTL 102.5 al mattino non ha avuto prestazioni molto forti.

Nel 2020 la fascia mattutina può aver risentito dell'effetto “lockdown” dovuto alla pandemia?
C'è stata sicuramente una forte crescita ad esempio di RAI Radio 1, io credo abbastanza comprensibile, poiché sotto pandemia persone anche di target non proprio vicinissimo a quello tipico di Radio 1, hanno voluto saperne di più, hanno cercato un mezzo credibile di informazione e quindi noi abbiamo una Radio 1 che è tornata ad essere nella fascia 6.00 - 9.00, la seconda emittente italiana con il 7.92% di share. Tendenza al rialzo anche per il mattino di Radio 105, con “Tutto Esaurito” del capitano Marco Galli.

E per il resto della giornata, cosa possiamo vedere?
Diciamo una forte conferma di programmi “storici”, come, ad esempio “Deekay chiama Italia” di Linus e Nicola Savino su Radio Deejay, molto forte nel quarto d'ora medio tra le 10.00 e le 12.00. La cosa che voglio sottolineare in un parametro socio-demografico che di solito è un pò trascurato è quello dei “responsabili acquisti”; chi sono i “responsabili acquisti”? Sono quelli che “fanno la spesa”! Io ho pubblicato anche sul mio sito un parallelismo molto interessante, che evidenzia come, tra il 2001 e il 2020, i responsabili acquisto siano molto cambiati, prima erano quasi solo donne, mentre adesso per effetto dei numerosi nuclei di single, sono cresciuti anche a livello maschile. I responsabili acquisti del 2020 sembrano avere una preferenza per le radio pubbliche, poiché le quattro radio RAI hanno una quota superiore a quella dei privati e queste sono buone notizie per “RAI Pubblicità” sicuramente, ma è curioso come questa nuova categoria di “responsabili acquisti”, più “maschile” del passato, sembri premiare questa classe di emittenti.

lI 2020 ha forse cambiato il modo di fruire la radio, con un ascolto spostato anche su altri device oltre all'autoradio o la tv: smart-speaker e APP in primis. I volumi cosa rilevano in merito?
Io credo che ci sia un pò di eccessiva fantasia sul cambio dei device, nel senso che la radio è già molto resiliente, se noi pensiamo che abbiamo ben oltre 4 milioni e mezzo di persone che ogni giorno fruiscono della “visual-radio”, già questo la dice lunga. Confermiamo l'ascolto da tv come terzo modo di seguire la radio, dopo l'autoradio ed il sintonizzatore su apparecchio fisso. E' vero che quest'anno gli smart-speaker sono stati rilevati, però tutti quelli che ipotizzavano che sarebbe stato un'utenza grandiosa, un boom, devono considerare che su circa 34 milioni di ascoltatori, sono 500.000 quelli che usano anche lo smart-speaker per fruire della radio, quindi siamo ancora all'inizio. L'ascolto da smartphone è cresciuto (ma non in modo esplosivo), mentre pc e tablet non sembrano essere tra gli strumenti preferiti . Va comunque detto che la radio è uno strumento unico anche in questo, con una quantità di tipologie di ricevitori che nessun altro mezzo di comunicazione può vantare; quindi, non dobbiamo tifare perché uno vinca sull'altro, l'importante è che si arrivi agli ascoltatori, servendoli bene.

Claudio ti ringrazio di tutte queste informazioni, le trovate chiaramente anche su www.astorri.it e ci sentiamo presto con altri argomenti interessanti sul mondo della radio e della comunicazione.
Grazie, un caro saluto e radiosa giornata a tutti i tuoi radioascoltatori di VOCI.fm


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