Manuela Doriani presenta il libro "Confessioni di una DJ"
ARTICOLO
E' uscito lo scorso 15 aprile il nuovo libro della speaker e dj Manuela Doriani. Il titolo è già tutto un programma, "Confessioni di una dj"! Ecco l'intervista video di Marco Picchio che ha raggiunto via web Manuela nella sua casa di Milano per saperne qualcosa di più.
Intervista realizzata da Marco Picchio
Un saluto a tutti gli amici di VOCI.fm e chiaramente anche di VOCI.fm RADIO, sono Marco Picchio ed oggi ho un'ospite speciale, Manuela Doriani. Benvenuta!
Ciao a te, ciao a tutti.
In che parte del mondo ti trovi adesso e, soprattutto, come sta procedendo il tuo lavoro in radio?
Immagino tu ti riferisca al mio periodo ad Ibiza, ma no, adesso sono a casa a Milano, sto lavorando per “Radio Wow” e faccio il mio solito programma “Main Zone” che esiste da un sacco di tempo e che distribuiamo su una quindicina di radio dance sparse per il territorio. Ho deciso però che a Giugno finisce, è un format “storico”, nato a M2O, e mi sono sempre ripromessa che quando avrei iniziato a fare questa cosa senza voglia, l'avrei interrotta.
Ti sei stancata...
Poi, una cosa molto importante, sto realizzando un podcast con Francesca Vecchioni insieme alle ragazze di “Diversity Lab” e quindi parliamo di inclusione, di diritti e di cose un pò più serie rispetto al solito.
“Basta Mostri” è stato il tuo primo libro, dico bene? Adesso ne è uscito un altro e si chiama "Confessioni di una dj". Come è nata l'idea di questo libro?
In realtà me lo hanno chiesto loro, perché fa parte di una collana dove ci sono tutti libri scritti da donne, per cui ci sono storie di donne, uno ha come protagonista una postina, in un altro ci sono le mogli di ufficiali dell'esercito, nell'altro ci sono due ragazze di 25 anni. Tutti romanzi inventati, mentre il mio libro parla della mia vita, i club, la radio, per cercare di sfatare questo mito della vita “bellissima” di un disc-jockey, che in realtà vive situazioni anche dure e paradossali, che fanno ridere, ma anche tristezza.
Però sei una che vive molto di notte e alla fine è una bella vita!
Ma certo, però quando tu finisci la domenica alle 6 del mattino, ti fai l'ultimo chupito di Vodka dopodiché prendi la “Business Class” di Italo e ti ritrovi che puzzi come un caprone ed hai seduti al tuo fianco dei manager freschi di doccia, che ti guardano come se fossi un rifiuto della società e pensano "appena arriva il train manager la tirano giù perché sicuramente è un barbone”... :-)
La prefazione del libro è stata scritta da Paola Iezzi (Paola di “Paola e Chiara”), voi siete molto amiche?
Noi siamo amiche dai tempi degli 883, ci conoscevamo perché io lavoravo con Claudio Cecchetto, Max Pezzali era sempre lì nei corridoi di Radio Capital, poi sono arrivate loro e siamo diventate amiche; ho remixato molti pezzi di “Paola e Chiara” e quindi le chiesto di “remixare” una parte del mio libro e l'ha fatto volentieri. Sono molto fiera di questo!
La tua vita personale come procede?
Molto bene, nonostante sia uno dei periodi più terribili della storia.
Come lo stai vivendo? Per esempio, personalmente, l'anno scorso ero abbastanza tranquillo adesso sono diventato irrequieto.
Questo anche io, nel senso che mi sto rompendo le scatole. Dopo la morte dei miei genitori cerco sempre di trasformare ogni cosa in “costruttiva”, e ho fatto così anche con questa pandemia, cercando di dedicarmi ad altro, tipo il libro, il podcast, prendere strade diverse che potranno diventare anche il mio futuro. Parlavamo di club, ma io ho 53 anni e non vedo la mia vita in discoteca, anche dopo la ripartenza; qualche serata probabilmente la farò, ma sto cercando di ambire ad altro, per guardarmi dentro, per cercare di capire cosa voglio.
Diciamo che sapremo far tesoro di tutto questo e magari saremo anche persone un pò diverse.
Non mi prendere per presuntuosa, ma io sento di essere diventata una persona migliore...E poi siamo fortunati, perché noi il lavoro l'abbiamo mantenuto, a me la radio è rimasta, ci sono un sacco di persone che hanno perso veramente tutto. Io ho dovuto mettere in stand-by la scuola dove insegno, però ci sono delle persone che non hanno veramente neanche i soldi per mangiare.
Tu sei docente di tecniche radiofoniche, giusto?
Si, l'insegnamento è tra le cose che mi sono più mancate, più della consolle nei club). Mi sono mancati i ragazzi, mi preoccupa molto il fatto che siano rimasti fermi per tanto tempo e spero di riprendere quanto prima, anche perché vengono fuori delle cose straordinarie.
Per chiudere, un motivo per scegliere e leggere "Confessioni di una Dj"?
Perché fa ridere e costa poco, l'ho concepito senza pretese, scrivendolo in maniera simpatica. Spero che piaccia, sicuramente non mi sono fatta il film di diventare una scrittrice.
“Confessioni di una Dj”, 256 pagine che volano vola via veloci, lo potete acquistare anche in rete, lo trovate dappertutto. Io ringrazio Manuela Doriani e ti chiedo un consiglio finale per i nostri amici di VOCI.fm che si stanno affacciando alla professione dello speaker.
Una cosa che dico sempre ai miei allievi: “imparare le tecniche di base, poi lavorare per divertirsi e far emergere la personalità, perché è quello che rende differenti e speciali!”
Un abbraccio, grazie Manuela.
Grazie a voi
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E' uscito lo scorso 15 aprile il nuovo libro della speaker e dj Manuela Doriani. Il titolo è già tutto un programma, "Confessioni di una dj"! Ecco l'intervista video di Marco Picchio che ha raggiunto via web Manuela nella sua casa di Milano per saperne qualcosa di più.
Intervista realizzata da Marco Picchio
Un saluto a tutti gli amici di VOCI.fm e chiaramente anche di VOCI.fm RADIO, sono Marco Picchio ed oggi ho un'ospite speciale, Manuela Doriani. Benvenuta!
Ciao a te, ciao a tutti.
In che parte del mondo ti trovi adesso e, soprattutto, come sta procedendo il tuo lavoro in radio?
Immagino tu ti riferisca al mio periodo ad Ibiza, ma no, adesso sono a casa a Milano, sto lavorando per “Radio Wow” e faccio il mio solito programma “Main Zone” che esiste da un sacco di tempo e che distribuiamo su una quindicina di radio dance sparse per il territorio. Ho deciso però che a Giugno finisce, è un format “storico”, nato a M2O, e mi sono sempre ripromessa che quando avrei iniziato a fare questa cosa senza voglia, l'avrei interrotta.
Ti sei stancata...
Poi, una cosa molto importante, sto realizzando un podcast con Francesca Vecchioni insieme alle ragazze di “Diversity Lab” e quindi parliamo di inclusione, di diritti e di cose un pò più serie rispetto al solito.
“Basta Mostri” è stato il tuo primo libro, dico bene? Adesso ne è uscito un altro e si chiama "Confessioni di una dj". Come è nata l'idea di questo libro?
In realtà me lo hanno chiesto loro, perché fa parte di una collana dove ci sono tutti libri scritti da donne, per cui ci sono storie di donne, uno ha come protagonista una postina, in un altro ci sono le mogli di ufficiali dell'esercito, nell'altro ci sono due ragazze di 25 anni. Tutti romanzi inventati, mentre il mio libro parla della mia vita, i club, la radio, per cercare di sfatare questo mito della vita “bellissima” di un disc-jockey, che in realtà vive situazioni anche dure e paradossali, che fanno ridere, ma anche tristezza.
Però sei una che vive molto di notte e alla fine è una bella vita!
Ma certo, però quando tu finisci la domenica alle 6 del mattino, ti fai l'ultimo chupito di Vodka dopodiché prendi la “Business Class” di Italo e ti ritrovi che puzzi come un caprone ed hai seduti al tuo fianco dei manager freschi di doccia, che ti guardano come se fossi un rifiuto della società e pensano "appena arriva il train manager la tirano giù perché sicuramente è un barbone”... :-)
La prefazione del libro è stata scritta da Paola Iezzi (Paola di “Paola e Chiara”), voi siete molto amiche?
Noi siamo amiche dai tempi degli 883, ci conoscevamo perché io lavoravo con Claudio Cecchetto, Max Pezzali era sempre lì nei corridoi di Radio Capital, poi sono arrivate loro e siamo diventate amiche; ho remixato molti pezzi di “Paola e Chiara” e quindi le chiesto di “remixare” una parte del mio libro e l'ha fatto volentieri. Sono molto fiera di questo!
La tua vita personale come procede?
Molto bene, nonostante sia uno dei periodi più terribili della storia.
Come lo stai vivendo? Per esempio, personalmente, l'anno scorso ero abbastanza tranquillo adesso sono diventato irrequieto.
Questo anche io, nel senso che mi sto rompendo le scatole. Dopo la morte dei miei genitori cerco sempre di trasformare ogni cosa in “costruttiva”, e ho fatto così anche con questa pandemia, cercando di dedicarmi ad altro, tipo il libro, il podcast, prendere strade diverse che potranno diventare anche il mio futuro. Parlavamo di club, ma io ho 53 anni e non vedo la mia vita in discoteca, anche dopo la ripartenza; qualche serata probabilmente la farò, ma sto cercando di ambire ad altro, per guardarmi dentro, per cercare di capire cosa voglio.
Diciamo che sapremo far tesoro di tutto questo e magari saremo anche persone un pò diverse.
Non mi prendere per presuntuosa, ma io sento di essere diventata una persona migliore...E poi siamo fortunati, perché noi il lavoro l'abbiamo mantenuto, a me la radio è rimasta, ci sono un sacco di persone che hanno perso veramente tutto. Io ho dovuto mettere in stand-by la scuola dove insegno, però ci sono delle persone che non hanno veramente neanche i soldi per mangiare.
Tu sei docente di tecniche radiofoniche, giusto?
Si, l'insegnamento è tra le cose che mi sono più mancate, più della consolle nei club). Mi sono mancati i ragazzi, mi preoccupa molto il fatto che siano rimasti fermi per tanto tempo e spero di riprendere quanto prima, anche perché vengono fuori delle cose straordinarie.
Per chiudere, un motivo per scegliere e leggere "Confessioni di una Dj"?
Perché fa ridere e costa poco, l'ho concepito senza pretese, scrivendolo in maniera simpatica. Spero che piaccia, sicuramente non mi sono fatta il film di diventare una scrittrice.
“Confessioni di una Dj”, 256 pagine che volano vola via veloci, lo potete acquistare anche in rete, lo trovate dappertutto. Io ringrazio Manuela Doriani e ti chiedo un consiglio finale per i nostri amici di VOCI.fm che si stanno affacciando alla professione dello speaker.
Una cosa che dico sempre ai miei allievi: “imparare le tecniche di base, poi lavorare per divertirsi e far emergere la personalità, perché è quello che rende differenti e speciali!”
Un abbraccio, grazie Manuela.
Grazie a voi











