La Top Speaker Ermanna Mandelli su VOCI.fm
ARTICOLO
Ancora una intervista ad una delle Big Voices iscritte al #sitodellevoci. Al microfono di Marco Picchio questa volta la speaker, attrice e presentatrice Ermanna Mandelli che tra l'altro è stata per lungo tempo una voce e un volto Rai. Buon ascolto.
Intervista realizzata da Marco Picchio
Amici di VOCI.fm benvenuti come sempre ad una delle mie interviste, oggi particolarmente importante perché parliamo con una delle nostre voci “BIG”: Ermanno Mandelli, che saluto.
Grazie mille del tuo invito. Sono onorata di questo incontro con te.
Ti avevo detto che avrei “spulciato” un pò il tuo curriculum, l'ho stampato e ne è uscito un volume. C'è veramente di tutto, radio, televisione, teatro. Raccontaci come è nata questa tua lunga carriera.
Intanto mi scuso per il mio curriculum, che è sicuramente un autogol, perché sono perfettamente consapevole che è così lungo che nessuno mai lo leggerà. Però voglio mantenerlo così e ti spiego i perché. Negli anni ottanta, quando facevamo il curriculum, 90 su 100 erano informazioni “gonfiate”: si scrivevano le collaborazioni ma senza citare nomi e cognomi, si indicavano le occupazioni ma senza specificare il dettaglio del “dove” e “come”. Quindi io lascio questo mio curriculum, non tanto perché mi possa aiutare professionalmente (cosa che assolutamente non fa), ma perché offre il riscontro di ogni cosa che io dico di aver fatto. In più, a me non piace dare giudizi di valore, quelli spettano a chi legge. Quindi nel curriculum indico con chi ho collaborato e poi saranno gli altri a definire se questi sono nomi “buoni” o “cattivi”.
Tra tutte queste cose che vedo, quale ti appassiona di più e, soprattutto, “ti appartiene”?
Io ho iniziato casualmente con l'Accademia dei filodrammatici di Milano, perché amavo la poesia e quindi sentivo che con la voce che avevo, con le influenze familiari, non riuscivo a dare lo spessore, il suono, il colore che la poesia deve avere. Vengo presa in Accademia, che all'epoca era diretta da Ernesto Calindri, che poi lasciò a Teresita Fabris. Hanno fatto un lavoro importante su di me, perché avevo una voce con delle armoniche nasali molto pronunciate, però in due anni mi sono diplomata, ho preso il Premio Accademia ed ho iniziato a lavorare al Piccolo Teatro di Milano; nel frattempo mi iscrivo alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bologna (DAMS). Un giorno lavoravo in radio in Rai, negli sceneggiati radiofonici, e penso di salire al quarto piano e di fare domanda come annunciatrice-presentatrice; faccio un concorso lunghissimo e per una serie di traversie mi prendono e mi assumono a tempo indeterminato. Potevo stare tutta la vita lì, ancora oggi, forse ho sbagliato a venire via, ma comunque ci sono restata dieci anni, in cui ho lavorato per tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive nel “Centro di Produzione Rai” di Milano. Dalla radiofonia, con vari passaggi burocratici, sono passata anche ad annunciatrice e presentatrice televisiva ed ho lavorato veramente tanto.
Parlando con te in questi pochi minuti, io ho la sensazione di una donna e di una grande professionista della voce, piena di cultura e di sapere. Tu hai anche insegnato, vero?
Si, ho insegnato all'Istituto di Formazione al Giornalismo Carlo De Martino di Milano, che era appunto la la scuola che ti permetteva di sostenere gli esami a Roma per diventare giornalista professionista evitando il praticantato e l'assunzione che quasi nessun giornale poi ti faceva.
Tutti nel proprio profilo su VOCI.net inseriscono una foto, tu invece hai messo un disegno molto bello: “Ad Ermanna la dolce”, leggo bene?
Vedi, io ho lavorato per tanto tempo con i “pupazzettari”, personaggi meravigliosi tra cui Osvaldo Cavandoli, che è appunto colui che disegnava per le pentole Lagostina e che mi ha riempito di questi disegni magnifici, con la testa nelle nuvole, con la pioggia e il sole. Questo perché conducevo le previsioni del tempo!
E tra Ermanna Mandelli e il flamenco, che legame c'è?
Io ho sempre amato la danza, è stata la mia prima passione e frustrazione, perché sono arrivata troppo tardi per la ginnastica artistica, troppo tardi per il classico ed invece... in tempo per il flamenco. Ho cominciato a studiarlo con tutti i grandi maestri. Mi sono laureata con una tesi sulle origini e la storia del flamenco con un'intervista ad Antonio Gades divenuta poi un volume che ho pubblicato e che è diventato testo d'esame alla cattedra di danza dell'Università degli Studi di Bologna. La danza è sempre stata una cosa importante per me, ormai non la pratico è molto poco insegno, però sono spesso chiamata a supporto dei grandi circuiti e di importanti compagnie di flamenco. come “Ater” . Resta il fatto che, se dovessi dire quello che so fare, credo sia lo speakeraggio.
Io ho ascoltato con attenzione le demo che hai inserito sul tuo profilo e sei molto brava, la tua voce è bellissima. Grazie ad Ermanna Mandelli, BIG VOICE su VOCI.net.
Ti ringrazio veramente, a presto.
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La Top Speaker Ermanna Mandelli su VOCI.fm
Ancora una intervista ad una delle Big Voices iscritte al #sitodellevoci. Al microfono di Marco Picchio questa volta la speaker, attrice e presentatrice Ermanna Mandelli che tra l'altro è stata per lungo tempo una voce e un volto Rai. Buon ascolto.
Intervista realizzata da Marco Picchio
Amici di VOCI.fm benvenuti come sempre ad una delle mie interviste, oggi particolarmente importante perché parliamo con una delle nostre voci “BIG”: Ermanno Mandelli, che saluto.
Grazie mille del tuo invito. Sono onorata di questo incontro con te.
Ti avevo detto che avrei “spulciato” un pò il tuo curriculum, l'ho stampato e ne è uscito un volume. C'è veramente di tutto, radio, televisione, teatro. Raccontaci come è nata questa tua lunga carriera.
Intanto mi scuso per il mio curriculum, che è sicuramente un autogol, perché sono perfettamente consapevole che è così lungo che nessuno mai lo leggerà. Però voglio mantenerlo così e ti spiego i perché. Negli anni ottanta, quando facevamo il curriculum, 90 su 100 erano informazioni “gonfiate”: si scrivevano le collaborazioni ma senza citare nomi e cognomi, si indicavano le occupazioni ma senza specificare il dettaglio del “dove” e “come”. Quindi io lascio questo mio curriculum, non tanto perché mi possa aiutare professionalmente (cosa che assolutamente non fa), ma perché offre il riscontro di ogni cosa che io dico di aver fatto. In più, a me non piace dare giudizi di valore, quelli spettano a chi legge. Quindi nel curriculum indico con chi ho collaborato e poi saranno gli altri a definire se questi sono nomi “buoni” o “cattivi”.
Tra tutte queste cose che vedo, quale ti appassiona di più e, soprattutto, “ti appartiene”?
Io ho iniziato casualmente con l'Accademia dei filodrammatici di Milano, perché amavo la poesia e quindi sentivo che con la voce che avevo, con le influenze familiari, non riuscivo a dare lo spessore, il suono, il colore che la poesia deve avere. Vengo presa in Accademia, che all'epoca era diretta da Ernesto Calindri, che poi lasciò a Teresita Fabris. Hanno fatto un lavoro importante su di me, perché avevo una voce con delle armoniche nasali molto pronunciate, però in due anni mi sono diplomata, ho preso il Premio Accademia ed ho iniziato a lavorare al Piccolo Teatro di Milano; nel frattempo mi iscrivo alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bologna (DAMS). Un giorno lavoravo in radio in Rai, negli sceneggiati radiofonici, e penso di salire al quarto piano e di fare domanda come annunciatrice-presentatrice; faccio un concorso lunghissimo e per una serie di traversie mi prendono e mi assumono a tempo indeterminato. Potevo stare tutta la vita lì, ancora oggi, forse ho sbagliato a venire via, ma comunque ci sono restata dieci anni, in cui ho lavorato per tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive nel “Centro di Produzione Rai” di Milano. Dalla radiofonia, con vari passaggi burocratici, sono passata anche ad annunciatrice e presentatrice televisiva ed ho lavorato veramente tanto.
Parlando con te in questi pochi minuti, io ho la sensazione di una donna e di una grande professionista della voce, piena di cultura e di sapere. Tu hai anche insegnato, vero?
Si, ho insegnato all'Istituto di Formazione al Giornalismo Carlo De Martino di Milano, che era appunto la la scuola che ti permetteva di sostenere gli esami a Roma per diventare giornalista professionista evitando il praticantato e l'assunzione che quasi nessun giornale poi ti faceva.
Tutti nel proprio profilo su VOCI.net inseriscono una foto, tu invece hai messo un disegno molto bello: “Ad Ermanna la dolce”, leggo bene?
Vedi, io ho lavorato per tanto tempo con i “pupazzettari”, personaggi meravigliosi tra cui Osvaldo Cavandoli, che è appunto colui che disegnava per le pentole Lagostina e che mi ha riempito di questi disegni magnifici, con la testa nelle nuvole, con la pioggia e il sole. Questo perché conducevo le previsioni del tempo!
E tra Ermanna Mandelli e il flamenco, che legame c'è?
Io ho sempre amato la danza, è stata la mia prima passione e frustrazione, perché sono arrivata troppo tardi per la ginnastica artistica, troppo tardi per il classico ed invece... in tempo per il flamenco. Ho cominciato a studiarlo con tutti i grandi maestri. Mi sono laureata con una tesi sulle origini e la storia del flamenco con un'intervista ad Antonio Gades divenuta poi un volume che ho pubblicato e che è diventato testo d'esame alla cattedra di danza dell'Università degli Studi di Bologna. La danza è sempre stata una cosa importante per me, ormai non la pratico è molto poco insegno, però sono spesso chiamata a supporto dei grandi circuiti e di importanti compagnie di flamenco. come “Ater” . Resta il fatto che, se dovessi dire quello che so fare, credo sia lo speakeraggio.
Io ho ascoltato con attenzione le demo che hai inserito sul tuo profilo e sei molto brava, la tua voce è bellissima. Grazie ad Ermanna Mandelli, BIG VOICE su VOCI.net.
Ti ringrazio veramente, a presto.











