Claudio Astorri: l'analisi dei dati di ascolto RADIO TER
ARTICOLO
Claudio Astorri torna a parlare su VOCI.fm e lo fa in questa intervista video realizzata da Marco Picchio. Tema dell'incontro: le indagini di ascolto "RADIO TER" e nello specifico i dati relativi al primo semestre 2021 da poco rilasciati. Buona visione.
Intervista realizzata da Marco Picchio
L'analisi di Claudio Astorri, ai microfoni di VOCI.fm, riguarda i dati del 1° semestre 2021 di TER, in seguito all'indagine ufficiale degli ascolti radiofonici. Si tratta, ovviamente, di una prima chiacchierata con Marco Picchio, in attesa di poter scendere nel dettaglio quando, a Settembre, verranno rilasciati i volumi ufficiali. Il confronto è con il 1° semestre del 2018 e lo stesso del 2019, poiché a causa dell’emergenza Covid-19, i dati del 1° semestre 2020 non sono stati pubblicati. Partiamo dall’ascolto nei 7 giorni. La perdita sullo stesso semestre del 2018, che annulla il trend positivo conseguito nel 2019, è di 614.340 ascoltatori. E’ il numero di individui che non si sono più sintonizzati sul mezzo radio almeno una volta in una settimana. Si tratta del -1,40% in termini assoluti. Dall’82,92% della popolazione servita si scende all’81,72%. Il giorno medio arretra di 1.318.530 ascoltatori rispetto al 1° semestre del 2018 vanificando il trend positivo. E’ una frenata significativa del -3,82%, dunque molto più profonda di quella dell’ascolto settimanale.
E’ quindi chiaro che il prezzo più alto la radio nella pandemia lo paga non tanto alla copertura di ascoltatori ma alla frequenza del loro ritorno su base giornaliera. Certamente è un risultato che non è positivo e deve indurre nell’industria a riflessioni che non siano di semplice attesa che la pandemia finisca con i suoi effetti nefasti. In sintesi, la radio, nel 1° semestre del 2021, è stata ascoltata dal 62,67% della popolazione. La caduta nel quarto d’ora è di quasi 400.000 ascolti medi rispetto allo stesso semestre del 2018. Per la precisione il mezzo perde 395.830 individui mediamente sintonizzati tra le 06.00 e le 24.00. In termini percentuali è il -6,23%. E’ il parametro sul quale la radio perde di più. RAI RADIO 2 è l’unica radio nazionale tra le 17 in competizione che riesce a conseguire una crescita, peraltro significativa, in tutti i parametri.
Frutto di un grosso lavoro editoriale, che va avanti da qualche anno. E in un contesto complessivo come quello specificato, tra il negativo e il molto negativo, si tratta di un dato ancor più apprezzabile perché conseguito nel momento di massima difficoltà. Tra le perdite gravi nel, settimanale, occorre annoverare RAI ISORADIO con un -18,48% e poi RADIO CAPITAL e m2O. Altre 12 Radio nazionali perdono con un dato a una cifra superiore alla decrescita generale. Sul fronte delle radio locali, la sorpresa arriva da RADIO PITERPAN, del gruppo KLASSE UNO di Roberto Zanella, che cresce fino a guadagnare il titolo di miglior radio dance nel rapporto ascolto - popolazione servita. Uno scatto fortissimo, da 26.270 a 43.000 ascolti AQH.
E’ un segnale interessante per molte ragioni. Innanzitutto è un'emittente giovanissima che cresce, giusto per smentire che la radio debba o possa essere solo adulta. Poi è una crescita raccolta in un periodo sostanzialmente privato degli eventi, a dimostrazione che anche le radio di formato dance possono crescere in assenza degli stessi. E infine è un formato che si afferma dal basso, a testimonianza che la radio locale è oggi il miglior laboratorio di novità vincenti e di nuove esperienze per tutto il settore. Cosa consigliare in virtù di questa analisi? Di certo, la targetizzazione massima del proprio pubblico, cercare di colpire al meglio un gruppo di ascoltatori ben definito. Con una radio “mirata”... si cresce di più!
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Claudio Astorri: l'analisi dei dati di ascolto RADIO TER
Claudio Astorri torna a parlare su VOCI.fm e lo fa in questa intervista video realizzata da Marco Picchio. Tema dell'incontro: le indagini di ascolto "RADIO TER" e nello specifico i dati relativi al primo semestre 2021 da poco rilasciati. Buona visione.
Intervista realizzata da Marco Picchio
L'analisi di Claudio Astorri, ai microfoni di VOCI.fm, riguarda i dati del 1° semestre 2021 di TER, in seguito all'indagine ufficiale degli ascolti radiofonici. Si tratta, ovviamente, di una prima chiacchierata con Marco Picchio, in attesa di poter scendere nel dettaglio quando, a Settembre, verranno rilasciati i volumi ufficiali. Il confronto è con il 1° semestre del 2018 e lo stesso del 2019, poiché a causa dell’emergenza Covid-19, i dati del 1° semestre 2020 non sono stati pubblicati. Partiamo dall’ascolto nei 7 giorni. La perdita sullo stesso semestre del 2018, che annulla il trend positivo conseguito nel 2019, è di 614.340 ascoltatori. E’ il numero di individui che non si sono più sintonizzati sul mezzo radio almeno una volta in una settimana. Si tratta del -1,40% in termini assoluti. Dall’82,92% della popolazione servita si scende all’81,72%. Il giorno medio arretra di 1.318.530 ascoltatori rispetto al 1° semestre del 2018 vanificando il trend positivo. E’ una frenata significativa del -3,82%, dunque molto più profonda di quella dell’ascolto settimanale.
E’ quindi chiaro che il prezzo più alto la radio nella pandemia lo paga non tanto alla copertura di ascoltatori ma alla frequenza del loro ritorno su base giornaliera. Certamente è un risultato che non è positivo e deve indurre nell’industria a riflessioni che non siano di semplice attesa che la pandemia finisca con i suoi effetti nefasti. In sintesi, la radio, nel 1° semestre del 2021, è stata ascoltata dal 62,67% della popolazione. La caduta nel quarto d’ora è di quasi 400.000 ascolti medi rispetto allo stesso semestre del 2018. Per la precisione il mezzo perde 395.830 individui mediamente sintonizzati tra le 06.00 e le 24.00. In termini percentuali è il -6,23%. E’ il parametro sul quale la radio perde di più. RAI RADIO 2 è l’unica radio nazionale tra le 17 in competizione che riesce a conseguire una crescita, peraltro significativa, in tutti i parametri.
Frutto di un grosso lavoro editoriale, che va avanti da qualche anno. E in un contesto complessivo come quello specificato, tra il negativo e il molto negativo, si tratta di un dato ancor più apprezzabile perché conseguito nel momento di massima difficoltà. Tra le perdite gravi nel, settimanale, occorre annoverare RAI ISORADIO con un -18,48% e poi RADIO CAPITAL e m2O. Altre 12 Radio nazionali perdono con un dato a una cifra superiore alla decrescita generale. Sul fronte delle radio locali, la sorpresa arriva da RADIO PITERPAN, del gruppo KLASSE UNO di Roberto Zanella, che cresce fino a guadagnare il titolo di miglior radio dance nel rapporto ascolto - popolazione servita. Uno scatto fortissimo, da 26.270 a 43.000 ascolti AQH.
E’ un segnale interessante per molte ragioni. Innanzitutto è un'emittente giovanissima che cresce, giusto per smentire che la radio debba o possa essere solo adulta. Poi è una crescita raccolta in un periodo sostanzialmente privato degli eventi, a dimostrazione che anche le radio di formato dance possono crescere in assenza degli stessi. E infine è un formato che si afferma dal basso, a testimonianza che la radio locale è oggi il miglior laboratorio di novità vincenti e di nuove esperienze per tutto il settore. Cosa consigliare in virtù di questa analisi? Di certo, la targetizzazione massima del proprio pubblico, cercare di colpire al meglio un gruppo di ascoltatori ben definito. Con una radio “mirata”... si cresce di più!











