Guido Rutta, l'intervista di VOCI.fm
ARTICOLO
Su VOCI.fm Stefania Dallio ha intervistato l'attore e doppiatore Guido Rutta, molto noto nel magico mondo dei cartoni animati. Buon ascolto.
Intervista realizzata da Stefania Dallio
Lui è Ricky in “Evelyn e la magia di un sogno d'amore”, Timothy in “Pollyanna”, Peter in “Lovely Sara”, Alfred in “Batman” e Bason in “Shaman King”: a “Battiti Animati”, Guido Rutta! Ciao Guido e benvenuto!
Ciao a tutti!
Tu sei un'eccellenza nel campo delle serie animate e il tuo curriculum dà conferma di quanto tu abbia dedicato all'animazione e di quanto essa sia diventata rilevante nel tuo lunghissimo percorso professionale, durante cui sei stato anche voce di importanti brand, regista teatrale, e anche attore televisivo. Per quanto riguarda il doppiaggio, come ti sei avvicinato a questo ruolo?
Al termine dell'Accademia di Arte Drammatica, dopo un inizio un pò difficile (anche allora non era facile iniziare nel mondo dello spettacolo) ho avuto però la fortuna dopo una serie di audizioni di iniziare con compagnie importanti, sia con ruoli piccoli che con ruoli più grandi; ho inoltre fatto tanta radio e televisione. Per la cronaca, ho un sito dove potete vedere ciò che ho fatto: www.guidorutta.it Arriviamo però al doppiaggio che è il motivo di quest'intervista: sono rientrato a Milano nel 1981, stava nascendo il mondo significativo del doppiaggio e c'erano poche case ma c'era molto lavoro: telenovelas, film e tanti cartoni animati, grazie ad una neonata Mediaset. L'inserimento fu abbastanza facile, prima come doppiatore e poi presto come direttore di doppiaggio, attività che svolgo tuttora anche se in modo non continuativo. Arriviamo al primo incarico che mi è stato affidato dal direttore artistico della società “Merak Barcellini”, a cui sarò sempre grato per avermi dato fiducia: i “Superamici”, una serie americana d'animazione dove doppiavo il personaggio Robin. Poi ho fatto una soap-opera, “The doctors”, dove oltre a dirigere doppiavo uno dei personaggi principali interpretato da Alec Baldwin, allora giovane e non ancora famoso. Ecco, se ho un rimpianto è che mi sarebbe piaciuto continuare a doppiarlo ma purtroppo non è andata così.
Guido, la lista dei lavori che hai diretto è veramente lunghissima; ce n'è qualcuno che ricordi più di altri?
Ne ho diretti più di un centinaio nel corso degli anni, citarli tutti è impossibile ma ne ricordo alcuni ai quali sono più legato, o alcuni che sono durati particolarmente a lungo, come “Hamtaro”, “Keroro”, “Sonic”, “I gemelli del destino”, poi tutta la serie di Batman dove doppiavo “Alfred il maggiordomo”, “Gli orsetti del cuore”, e “Ranger Rob” che sto facendo anche attualmente.
Riguardo le direzioni che hai tenuto, hai qualche aneddoto da raccontarci?
Vorrei ricordare che nei cartoni animati mi occupavo spesso dei dialoghi e tuttora me ne occupo. Allora era necessario modificare, per ragioni di censura, lo svolgimento delle storie che per il pubblico a cui erano destinate erano considerate non idonee, come per esempio “Rossana”, che raccontava storie familiari non proprio tradizionali, e anche storie di adolescenti alle prese con i primi turbamenti, baci, ammiccamenti, che risultavano un po' eccessivi; quindi ho dovuto fare cambiamenti e anche tagli video per edulcorare la storia. Tutto questo ha suscitato le ire dei fan degli anime, che si aspettavano tutt'altra cosa. Arrivarono insulti alla società per la quale lavoravo, a me personalmente, e anche a Mediaset stessa.
Guido, ci sono esigenze particolari in termini di adattamento relativi alle serie animate provenienti dal Giappone?
In Giappone hanno diverse tipologie di cartoni animati che vanno in fasce orarie diverse; ogni fascia oraria ha un tipo di pubblico specifico, come in prima serata e tarda serata i cartoni adulti e storie più spinte. Ci sono poi al pomeriggio i cartoni per adolescenti e la mattina quelli per i bambini. Da questo si capisce la necessità di adattare un prodotto magari serale a un pubblico di bambini, anche perché l'acquisto di questi prodotti era ai tempi un acquisto a scatola chiusa, pacchi di serie varie che dovevano essere doppiate per bambini e adolescenti.
Come ben sappiamo, la maggior parte degli anime è tratta dai Manga e a questo proposito mi chiedevo: c'è qualche Manga che ti è piaciuto o che ti ha particolarmente colpito?
Ricordo ancora “Berserk”, molto bello e che mi ha dato grandi soddisfazioni come direttore. Raccontava di un guerriero maledetto di nome Gatsu, costretto a vagare senza sosta per sopravvivere e trovare vendetta. Una storia horror fantasy, con tanti personaggi interessanti. Ovviamente non ho cambiato nulla, non era possibile, e la serie è quindi andata in onda alle 23.30 per gli appassionati che leggevano il Manga.
C'è qualche consiglio che desideri dare a chi vuole avvicinarsi al doppiaggio?
Ce n'è uno che vorrei dare e che dò spesso ai ragazzi a cui insegno: se non si è preparati, è meglio fare prima un corso di teatro perché aiuta a conoscere l'uso della voce, la tecnica della recitazione, la respirazione; cose che una volta apprese poi facilitano l'apprendimento della tecnica del sync quando ci si approccia al doppiaggio. Per carità, a volte succede il contrario: ho visto giovani che erano portati per natura e che in breve tempo (anche senza aver fatto una scuola) sono diventati doppiatori per predisposizione. Quindi se c'è la passione è meglio coltivarla, gli inizi potranno essere difficili, specialmente ora che per ragioni sanitarie non è possibile assistere ai turni di doppiaggio, che sono molto utili per imparare e per capire come si svolge il lavoro in sala, i tempi, i ritmi, il funzionamento, cosa significa incidere, cosa significa dirigere. Cose importanti che ora purtroppo non si possono fare, quindi l'unica alternativa sono le scuole valide con buoni insegnanti di lunga esperienza.
Prima di lasciarti andare, volevo chiederti: se potessi tornare indietro rifaresti questo lavoro e tutto quello che hai fatto?
Da piccolo ho sempre sognato di recitare, soprattutto su un palcoscenico, ma anche davanti a una telecamera e dietro un microfono. Ho fatto un po' di tutto fortunatamente: prima il teatro, poi la televisione, e negli ultimi anni col doppiaggio. Se tornassi indietro rifarei tutto da capo, con giusto qualche piccola modifica. Quindi mi raccomando, se potete fate quello che vi sentite di fare, così da non avere rimpianti. Non dovete mai rinunciare ai vostri sogni perché poi potreste pentirvene. Io vi saluto e vi ringrazio per avermi ascoltato, in bocca al lupo!
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Lui è Ricky in “Evelyn e la magia di un sogno d'amore”, Timothy in “Pollyanna”, Peter in “Lovely Sara”, Alfred in “Batman” e Bason in “Shaman King”: a “Battiti Animati”, Guido Rutta! Ciao Guido e benvenuto!
Ciao a tutti!
Tu sei un'eccellenza nel campo delle serie animate e il tuo curriculum dà conferma di quanto tu abbia dedicato all'animazione e di quanto essa sia diventata rilevante nel tuo lunghissimo percorso professionale, durante cui sei stato anche voce di importanti brand, regista teatrale, e anche attore televisivo. Per quanto riguarda il doppiaggio, come ti sei avvicinato a questo ruolo?
Al termine dell'Accademia di Arte Drammatica, dopo un inizio un pò difficile (anche allora non era facile iniziare nel mondo dello spettacolo) ho avuto però la fortuna dopo una serie di audizioni di iniziare con compagnie importanti, sia con ruoli piccoli che con ruoli più grandi; ho inoltre fatto tanta radio e televisione. Per la cronaca, ho un sito dove potete vedere ciò che ho fatto: www.guidorutta.it Arriviamo però al doppiaggio che è il motivo di quest'intervista: sono rientrato a Milano nel 1981, stava nascendo il mondo significativo del doppiaggio e c'erano poche case ma c'era molto lavoro: telenovelas, film e tanti cartoni animati, grazie ad una neonata Mediaset. L'inserimento fu abbastanza facile, prima come doppiatore e poi presto come direttore di doppiaggio, attività che svolgo tuttora anche se in modo non continuativo. Arriviamo al primo incarico che mi è stato affidato dal direttore artistico della società “Merak Barcellini”, a cui sarò sempre grato per avermi dato fiducia: i “Superamici”, una serie americana d'animazione dove doppiavo il personaggio Robin. Poi ho fatto una soap-opera, “The doctors”, dove oltre a dirigere doppiavo uno dei personaggi principali interpretato da Alec Baldwin, allora giovane e non ancora famoso. Ecco, se ho un rimpianto è che mi sarebbe piaciuto continuare a doppiarlo ma purtroppo non è andata così.
Guido, la lista dei lavori che hai diretto è veramente lunghissima; ce n'è qualcuno che ricordi più di altri?
Ne ho diretti più di un centinaio nel corso degli anni, citarli tutti è impossibile ma ne ricordo alcuni ai quali sono più legato, o alcuni che sono durati particolarmente a lungo, come “Hamtaro”, “Keroro”, “Sonic”, “I gemelli del destino”, poi tutta la serie di Batman dove doppiavo “Alfred il maggiordomo”, “Gli orsetti del cuore”, e “Ranger Rob” che sto facendo anche attualmente.
Riguardo le direzioni che hai tenuto, hai qualche aneddoto da raccontarci?
Vorrei ricordare che nei cartoni animati mi occupavo spesso dei dialoghi e tuttora me ne occupo. Allora era necessario modificare, per ragioni di censura, lo svolgimento delle storie che per il pubblico a cui erano destinate erano considerate non idonee, come per esempio “Rossana”, che raccontava storie familiari non proprio tradizionali, e anche storie di adolescenti alle prese con i primi turbamenti, baci, ammiccamenti, che risultavano un po' eccessivi; quindi ho dovuto fare cambiamenti e anche tagli video per edulcorare la storia. Tutto questo ha suscitato le ire dei fan degli anime, che si aspettavano tutt'altra cosa. Arrivarono insulti alla società per la quale lavoravo, a me personalmente, e anche a Mediaset stessa.
Guido, ci sono esigenze particolari in termini di adattamento relativi alle serie animate provenienti dal Giappone?
In Giappone hanno diverse tipologie di cartoni animati che vanno in fasce orarie diverse; ogni fascia oraria ha un tipo di pubblico specifico, come in prima serata e tarda serata i cartoni adulti e storie più spinte. Ci sono poi al pomeriggio i cartoni per adolescenti e la mattina quelli per i bambini. Da questo si capisce la necessità di adattare un prodotto magari serale a un pubblico di bambini, anche perché l'acquisto di questi prodotti era ai tempi un acquisto a scatola chiusa, pacchi di serie varie che dovevano essere doppiate per bambini e adolescenti.
Come ben sappiamo, la maggior parte degli anime è tratta dai Manga e a questo proposito mi chiedevo: c'è qualche Manga che ti è piaciuto o che ti ha particolarmente colpito?
Ricordo ancora “Berserk”, molto bello e che mi ha dato grandi soddisfazioni come direttore. Raccontava di un guerriero maledetto di nome Gatsu, costretto a vagare senza sosta per sopravvivere e trovare vendetta. Una storia horror fantasy, con tanti personaggi interessanti. Ovviamente non ho cambiato nulla, non era possibile, e la serie è quindi andata in onda alle 23.30 per gli appassionati che leggevano il Manga.
C'è qualche consiglio che desideri dare a chi vuole avvicinarsi al doppiaggio?
Ce n'è uno che vorrei dare e che dò spesso ai ragazzi a cui insegno: se non si è preparati, è meglio fare prima un corso di teatro perché aiuta a conoscere l'uso della voce, la tecnica della recitazione, la respirazione; cose che una volta apprese poi facilitano l'apprendimento della tecnica del sync quando ci si approccia al doppiaggio. Per carità, a volte succede il contrario: ho visto giovani che erano portati per natura e che in breve tempo (anche senza aver fatto una scuola) sono diventati doppiatori per predisposizione. Quindi se c'è la passione è meglio coltivarla, gli inizi potranno essere difficili, specialmente ora che per ragioni sanitarie non è possibile assistere ai turni di doppiaggio, che sono molto utili per imparare e per capire come si svolge il lavoro in sala, i tempi, i ritmi, il funzionamento, cosa significa incidere, cosa significa dirigere. Cose importanti che ora purtroppo non si possono fare, quindi l'unica alternativa sono le scuole valide con buoni insegnanti di lunga esperienza.
Prima di lasciarti andare, volevo chiederti: se potessi tornare indietro rifaresti questo lavoro e tutto quello che hai fatto?
Da piccolo ho sempre sognato di recitare, soprattutto su un palcoscenico, ma anche davanti a una telecamera e dietro un microfono. Ho fatto un po' di tutto fortunatamente: prima il teatro, poi la televisione, e negli ultimi anni col doppiaggio. Se tornassi indietro rifarei tutto da capo, con giusto qualche piccola modifica. Quindi mi raccomando, se potete fate quello che vi sentite di fare, così da non avere rimpianti. Non dovete mai rinunciare ai vostri sogni perché poi potreste pentirvene. Io vi saluto e vi ringrazio per avermi ascoltato, in bocca al lupo!











