Da Radio Deejay: Roberto Ferrari
ARTICOLO
E’ uno dei pilastri di Radio Deejay, lo ascoltiamo tutti i giorni dalle 13 alle 14 nel programma “Ciao Belli” insieme al suo compagno di viaggio Dj Angelo: Roberto Ferrari è qui con noi su Voci.fm! Era il 1988 quando per la prima volta varcava la porta di Radio Deejay, non sapeva per quanto tempo sarebbe durata quella splendida avventura e invece ancora oggi abbiamo il piacere di ascoltarlo e divertirci insieme a lui. Raccontaci la tua storia...
Intervista realizzata a Gennaio 2016 da Matteo Mattiacci
Ho iniziato nell’epoca in cui non c’era internet e l’unico modo per farsi sentire era l’Fm, la Radio. Mi sono costruito il mio trasmettitore fm piccolino perché facevo il perito elettronico e trasmettevo da casa mia ad altre due o tre persone dalla mia cameretta. E’ stata la mia palestra, perché in quei casi li non ti vede nessuno, non ti sente nessuno e tu parli liberamente sciogliendo un po’ il ghiaccio. Poi da quella situazione un po’ “primitiva” sono passato nel 1985 alla mia prima radio vera. E’ stato un passaggio molto veloce perché insieme a degli amici e con i soldi del papà di uno di loro, abbiamo acquistato una radio che si chiamava “Radio City Milano”. Ho trascorso li 1987 e parte del 1988 fino ad arrivare nello stesso anno a Radio Deejay. In 8 anni dunque, dai 15 ai 23 anni, ho esordito in maniera rapida e veloce.
Cosa ricordi del periodo della direzione di Cecchetto?
Ho dei bei ricordi anche se ero appena arrivato, quindi come tutti quelli che sono nuovi e arrivano freschi freschi in una radio nuova praticamente avevo come il terrore di dire “ok sono qua”, nel senso che la vivevo giorno per giorno pensando di fare qualche mese. Invece poi da qualche mese siamo arrivati ad essere qua da 28 anni.
Come vivi la tua voce davanti al microfono quando ti riascolti?
Solo ultimamente mi riascolto e non mi dispiace, però ci sono voluti tanti anni perché non mi piacevo e quindi non osavo andare a risentirmi. Mi dava quasi fastidio.
Radio Deejay è una Radio dove prevale la personalità dello speaker…
Si esatto, non siamo solo delle voci, ma ognuno di noi è un personaggio a se e quindi io mi sono concentrato sull’essere me stesso e basta. Io sono uno di quelli che preferisce un dj con personalità più che un dj che rimane solo una voce e poi non trasmette niente.
Cosa consiglieresti ad un giovane che oggi vuole fare radio?
Tra i giovani, secondo me, e fortunatamente per noi, non c’è più la voglia di fare il dj da radio. Adesso c’è il computer e quindi molti ragazzi vedendo ad esempio un David Guetta che fa i soldi cosi, si buttano di più sul fare i producer. Oppure si buttano sulla tv subito o puntano al web perché è un metodo facile ed economico per farsi vedere. La radio rimane una scuola a se, la “scuola” radio è una cosa antica e non ha i tempi veloci del web. Sul web non si riesce a fare contenuti di un’ora, devi colpire in breve tempo con poca roba. Invece la radio è una cosa più lunga e tranquilla.
Lo scherzo telefonico che ti è rimasto più impresso?
Ce ne sono tanti. Io devo stimolare la gente a tirare fuori il peggio di se. Ci sono le situazioni in cui mi confondono per altri e che mi fanno molto ridere.
Successivamente svelate alle persone coinvolte che si è trattato di uno scherzo?
No non diciamo nulla…
Sappiamo che hai una passione per lo spazio, se tu potessi realizzare una trasmissione da li, quale sarebbe il brano che annunceresti?
Potrei ipotizzare tantissimi brani, ma l’unico modo per saperlo è essere li. Quando sei li quello che trasmetti è quello che vedi e provi in quel momento. Certamente non potrebbe essere una trasmissione comica mentre di musica me ne porterei su tantissima e poi sceglierei.
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Da Radio Deejay: Roberto Ferrari
E’ uno dei pilastri di Radio Deejay, lo ascoltiamo tutti i giorni dalle 13 alle 14 nel programma “Ciao Belli” insieme al suo compagno di viaggio Dj Angelo: Roberto Ferrari è qui con noi su Voci.fm! Era il 1988 quando per la prima volta varcava la porta di Radio Deejay, non sapeva per quanto tempo sarebbe durata quella splendida avventura e invece ancora oggi abbiamo il piacere di ascoltarlo e divertirci insieme a lui. Raccontaci la tua storia...
Intervista realizzata a Gennaio 2016 da Matteo Mattiacci
Ho iniziato nell’epoca in cui non c’era internet e l’unico modo per farsi sentire era l’Fm, la Radio. Mi sono costruito il mio trasmettitore fm piccolino perché facevo il perito elettronico e trasmettevo da casa mia ad altre due o tre persone dalla mia cameretta. E’ stata la mia palestra, perché in quei casi li non ti vede nessuno, non ti sente nessuno e tu parli liberamente sciogliendo un po’ il ghiaccio. Poi da quella situazione un po’ “primitiva” sono passato nel 1985 alla mia prima radio vera. E’ stato un passaggio molto veloce perché insieme a degli amici e con i soldi del papà di uno di loro, abbiamo acquistato una radio che si chiamava “Radio City Milano”. Ho trascorso li 1987 e parte del 1988 fino ad arrivare nello stesso anno a Radio Deejay. In 8 anni dunque, dai 15 ai 23 anni, ho esordito in maniera rapida e veloce.
Cosa ricordi del periodo della direzione di Cecchetto?
Ho dei bei ricordi anche se ero appena arrivato, quindi come tutti quelli che sono nuovi e arrivano freschi freschi in una radio nuova praticamente avevo come il terrore di dire “ok sono qua”, nel senso che la vivevo giorno per giorno pensando di fare qualche mese. Invece poi da qualche mese siamo arrivati ad essere qua da 28 anni.
Come vivi la tua voce davanti al microfono quando ti riascolti?
Solo ultimamente mi riascolto e non mi dispiace, però ci sono voluti tanti anni perché non mi piacevo e quindi non osavo andare a risentirmi. Mi dava quasi fastidio.
Radio Deejay è una Radio dove prevale la personalità dello speaker…
Si esatto, non siamo solo delle voci, ma ognuno di noi è un personaggio a se e quindi io mi sono concentrato sull’essere me stesso e basta. Io sono uno di quelli che preferisce un dj con personalità più che un dj che rimane solo una voce e poi non trasmette niente.
Cosa consiglieresti ad un giovane che oggi vuole fare radio?
Tra i giovani, secondo me, e fortunatamente per noi, non c’è più la voglia di fare il dj da radio. Adesso c’è il computer e quindi molti ragazzi vedendo ad esempio un David Guetta che fa i soldi cosi, si buttano di più sul fare i producer. Oppure si buttano sulla tv subito o puntano al web perché è un metodo facile ed economico per farsi vedere. La radio rimane una scuola a se, la “scuola” radio è una cosa antica e non ha i tempi veloci del web. Sul web non si riesce a fare contenuti di un’ora, devi colpire in breve tempo con poca roba. Invece la radio è una cosa più lunga e tranquilla.
Lo scherzo telefonico che ti è rimasto più impresso?
Ce ne sono tanti. Io devo stimolare la gente a tirare fuori il peggio di se. Ci sono le situazioni in cui mi confondono per altri e che mi fanno molto ridere.
Successivamente svelate alle persone coinvolte che si è trattato di uno scherzo?
No non diciamo nulla…
Sappiamo che hai una passione per lo spazio, se tu potessi realizzare una trasmissione da li, quale sarebbe il brano che annunceresti?
Potrei ipotizzare tantissimi brani, ma l’unico modo per saperlo è essere li. Quando sei li quello che trasmetti è quello che vedi e provi in quel momento. Certamente non potrebbe essere una trasmissione comica mentre di musica me ne porterei su tantissima e poi sceglierei.











