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Claudio Astorri: il "rito" dell'AIRCHECK per uno speaker

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Il radio specialist Claudio Astorri ancora ospite di VOCI.fm e VOCI.fm RADIO. Nell'intervista video realizzata da Marco Picchio, questa volta si è parlato del "rito" dell'AIRCHECK, a cui ogni speaker dovrebbe periodicamente sottoporsi.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm eccoci di nuovo insieme, a pochi giorni dal Natale, per farci gli auguri! Con noi c'è l'amico e radio-specialist Claudio Astorri. Benvenuto!
Grazie per l'invito e un saluto a tutti gli utenti di VOCI.fm.

Le nostre interviste nascono dal fatto che io ti leggo spesso, e questa cosa è perfetta anche per la nostra community perché stavo leggendo il tuo articolo riguardante l'air-check, che è una cosa molto importante. In sunto, sarebbe un confronto sincero e sereno con il direttore dell'emittente con cui si collabora, perché lì spesso nasce il problema e non tutti riescono ad accettarlo. Puoi spiegarci meglio?
In realtà l'hai descritto benissimo: un momento di confronto tra il direttore (che spesso si arrocca dietro la direzione artistica e dietro al fatto che tutto debba andare bene secondo il suo insindacabile giudizio) e il conduttore. La parola “air-check” sembra un pò dura: un controllo, l'accettazione di un giudizio. È un confronto che ha bisogno di una sua ritualità quasi liturgica, perché ci sono alcuni valori che vanno rispettati: anzitutto si deve controllare tutto quello che è andato in onda, che può essere un'occasione per il conduttore stesso di segnalare cose che a suo parere possono essere cambiate o migliorate. Si parla di confronto perché non è un giudizio dall'alto ma uno scambio da entrambe le parti. Se è vero che la radio è esattamente la somma delle persone che la compongono, l'air-check è un momento di discussione e di crescita che è fondamentale in una stazione radio. La liturgia è la seguente: il conduttore sceglie la data. Perché dovrei sceglierla io per poi farmi dire dal conduttore “ah ma quel giorno avevo il mal di pancia” oppure un'altra scusa? A conferma dello spirito di confronto, caro conduttore, scegli tu la data! In quale giorno ti sei sembrato in gamba, o il programma ti è piaciuto? E tutto questo in serenità, senza turbamenti o dietrologie. La si sceglie, la si ascolta tutta, e alla fine avviene il confronto a iniziativa non del direttore bensì del conduttore, che ha l'onere di esprimere gli elementi positivi e negativi che egli stesso ha rintracciato. Quello che il conduttore dice dopo essersi riascoltato è indice di intelligenza e sensibilità, perché i più bravi a riconoscere sia i loro punti di forza che i loro punti deboli, sono quelli che crescono e diventano qualcuno, grazie alla loro consapevolezza di come servono il pubblico. Infatti hanno bisogno di air-check regolari ma non frequenti, magari a distanza di mesi invece che di settimane. L'air-check ha di bello questo: non si conclude con un giudizio o una pagella, ma con delle motivazioni e dei propositi per l'air-check successivo. Tutto deve confluire nell'operatività, e tutto deve essere strumento di crescita. La valutazione non è l'elemento più importante, perché è variabile in base a chi appartiene: il direttore, il conduttore, gli altri partecipanti; la valutazione deve essere solo una parte di un percorso di crescita. Senza motivazioni condivise, gli equivoci rimangono e si va in quello scenario drammatico delle urla, delle telefonate schiamazzanti, e così via; il rapporto tra direttore e conduttore deve essere invece non solo civile ma anche razionale, e l'air-check non deve allontanarli ma avvicinarli.

Quindi è importante che il conduttore sia abbastanza umile da ammettere di avere qualche limite che può essere tranquillamente risolto parlandone e lavorandoci sopra.
Però è anche il direttore a doversi sentire umile: occorre che si instauri quello spirito necessario di collaborazione e confronto, abbassando da entrambe le parti gli elementi di roccaforte. Tutto questo per darsi obiettivi di sviluppo, ed è per questo che nel mio articolo che hai segnalato ho voluto mettere la liturgia, perché quello degli air-check è un percorso semplice ma non banale, che va realizzato in modo tale da avere efficacia solo positiva.

Un'ultima domanda: visto che in questo mestiere si è sempre oberati di lavoro, non abbiamo molto tempo per riascoltarci e fare un piccolo air-check personale. È utile farlo, anche da soli?
È fondamentale. Non ti nascondo che l'effetto che più gradisco degli air-check che conduco da molti anni per i clienti di cui sono consulente è proprio questo: l'instaurazione di una cultura del riascolto, perché l'air-check si basa sull'idea che il conduttore possa imparare molto di più dal riascolto che da quello che gli può essere comunicato da esterni. Se si fanno tanti riascolti e si trovano modi di migliorarsi, si è su una buonissima strada.

Come sempre esaustivo, Claudio! Grazie per esser stato con noi anche oggi, adesso ci tagliamo una fetta di panettone e ci facciamo gli auguri!
Serene feste e un radiosissimo 2022 a tutti voi. Viva VOCI.fm!


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Claudio Astorri: il "rito" dell'AIRCHECK per uno speaker

Il radio specialist Claudio Astorri ancora ospite di VOCI.fm e VOCI.fm RADIO. Nell'intervista video realizzata da Marco Picchio, questa volta si è parlato del "rito" dell'AIRCHECK, a cui ogni speaker dovrebbe periodicamente sottoporsi.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm eccoci di nuovo insieme, a pochi giorni dal Natale, per farci gli auguri! Con noi c'è l'amico e radio-specialist Claudio Astorri. Benvenuto!
Grazie per l'invito e un saluto a tutti gli utenti di VOCI.fm.

Le nostre interviste nascono dal fatto che io ti leggo spesso, e questa cosa è perfetta anche per la nostra community perché stavo leggendo il tuo articolo riguardante l'air-check, che è una cosa molto importante. In sunto, sarebbe un confronto sincero e sereno con il direttore dell'emittente con cui si collabora, perché lì spesso nasce il problema e non tutti riescono ad accettarlo. Puoi spiegarci meglio?
In realtà l'hai descritto benissimo: un momento di confronto tra il direttore (che spesso si arrocca dietro la direzione artistica e dietro al fatto che tutto debba andare bene secondo il suo insindacabile giudizio) e il conduttore. La parola “air-check” sembra un pò dura: un controllo, l'accettazione di un giudizio. È un confronto che ha bisogno di una sua ritualità quasi liturgica, perché ci sono alcuni valori che vanno rispettati: anzitutto si deve controllare tutto quello che è andato in onda, che può essere un'occasione per il conduttore stesso di segnalare cose che a suo parere possono essere cambiate o migliorate. Si parla di confronto perché non è un giudizio dall'alto ma uno scambio da entrambe le parti. Se è vero che la radio è esattamente la somma delle persone che la compongono, l'air-check è un momento di discussione e di crescita che è fondamentale in una stazione radio. La liturgia è la seguente: il conduttore sceglie la data. Perché dovrei sceglierla io per poi farmi dire dal conduttore “ah ma quel giorno avevo il mal di pancia” oppure un'altra scusa? A conferma dello spirito di confronto, caro conduttore, scegli tu la data! In quale giorno ti sei sembrato in gamba, o il programma ti è piaciuto? E tutto questo in serenità, senza turbamenti o dietrologie. La si sceglie, la si ascolta tutta, e alla fine avviene il confronto a iniziativa non del direttore bensì del conduttore, che ha l'onere di esprimere gli elementi positivi e negativi che egli stesso ha rintracciato. Quello che il conduttore dice dopo essersi riascoltato è indice di intelligenza e sensibilità, perché i più bravi a riconoscere sia i loro punti di forza che i loro punti deboli, sono quelli che crescono e diventano qualcuno, grazie alla loro consapevolezza di come servono il pubblico. Infatti hanno bisogno di air-check regolari ma non frequenti, magari a distanza di mesi invece che di settimane. L'air-check ha di bello questo: non si conclude con un giudizio o una pagella, ma con delle motivazioni e dei propositi per l'air-check successivo. Tutto deve confluire nell'operatività, e tutto deve essere strumento di crescita. La valutazione non è l'elemento più importante, perché è variabile in base a chi appartiene: il direttore, il conduttore, gli altri partecipanti; la valutazione deve essere solo una parte di un percorso di crescita. Senza motivazioni condivise, gli equivoci rimangono e si va in quello scenario drammatico delle urla, delle telefonate schiamazzanti, e così via; il rapporto tra direttore e conduttore deve essere invece non solo civile ma anche razionale, e l'air-check non deve allontanarli ma avvicinarli.

Quindi è importante che il conduttore sia abbastanza umile da ammettere di avere qualche limite che può essere tranquillamente risolto parlandone e lavorandoci sopra.
Però è anche il direttore a doversi sentire umile: occorre che si instauri quello spirito necessario di collaborazione e confronto, abbassando da entrambe le parti gli elementi di roccaforte. Tutto questo per darsi obiettivi di sviluppo, ed è per questo che nel mio articolo che hai segnalato ho voluto mettere la liturgia, perché quello degli air-check è un percorso semplice ma non banale, che va realizzato in modo tale da avere efficacia solo positiva.

Un'ultima domanda: visto che in questo mestiere si è sempre oberati di lavoro, non abbiamo molto tempo per riascoltarci e fare un piccolo air-check personale. È utile farlo, anche da soli?
È fondamentale. Non ti nascondo che l'effetto che più gradisco degli air-check che conduco da molti anni per i clienti di cui sono consulente è proprio questo: l'instaurazione di una cultura del riascolto, perché l'air-check si basa sull'idea che il conduttore possa imparare molto di più dal riascolto che da quello che gli può essere comunicato da esterni. Se si fanno tanti riascolti e si trovano modi di migliorarsi, si è su una buonissima strada.

Come sempre esaustivo, Claudio! Grazie per esser stato con noi anche oggi, adesso ci tagliamo una fetta di panettone e ci facciamo gli auguri!
Serene feste e un radiosissimo 2022 a tutti voi. Viva VOCI.fm!


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