Da Radio Deejay: Nicola Vitiello
ARTICOLO
Una risata contagiosa quella di Nicola Vitiello nella notte di Radio Deejay, una voce che ci accompagna tutte le sere con entusiasmo tra le braccia di "Morfeo" e ci regala il sorriso che chiude la giornata appena trascorsa.
Intervista realizzata da Matteo Mattiacci
Attualmente conduttore, insieme al suo omonimo Gianluca Vitiello, del programma “Dee Notte”, in onda dalle 00.01 a 1.00, Nicola ci racconta il percorso che lo porta a trasmettere dai microfoni di una delle radio più seguite d'Italia. Non mancano i consigli rivolti ai più giovani, così come momenti più divertenti che lo vedono partecipare al nostro gioco "Passa la Voce".
Ma andiamo a scoprire di più...
Sei giornalista, speaker radiofonico e pubblicitario, ma anche vincitore all’età di 15 anni di 300 premi fedeltà su Radio Deejay!
Proprio da quei 300 premi fedeltà nasce la passione per il mondo della radio, ma soprattutto per la radio che da 24 anni mi ospita e che è Radio Deejay. C’è una cosa che ho raccontato pochissime volte in onda: mia madre vedendo che perdevo anni importanti di scuola per inseguire il sogno della radio e i premi fedeltà, disse la famosa frase “S’ha d’appiccià Radio Deejay”! . Fatto che avvenne nel 1992 quando ero qua da pochi mesi.
Qual è il percorso che hai fatto e le esperienze che ti hanno formato nel tempo?
Ho iniziato a 16-17 anni come ascoltatore di Radio Deejay e poi c’è stata la classica gavetta, che comunque sento di non aver terminato. Questo è un atteggiamento importante da tenere e mantenere, lo consiglio soprattutto ai più giovani che ci seguono e amano questo mestiere.
Il mio percorso radiofonico comincia con DRB che era la radio dei Navigli e che si trovava dietro casa mia, successivamente c’è stata Super Radio a Corsico, Nova Radio, fino ad arrivare a Radio Capital con Claudio Cecchetto. Da li il passo è stato breve perché Radio Deejay si trovava al piano sottostante.
Quali consigli daresti a chi oggi inizia a fare radio?
Come prima cosa consiglierei l’umiltà. Di questi tempi con i reality e con i talent dove il messaggio che passa è “sii te stesso”, si bruciano molti talenti. L’unico atteggiamento da avere, a mio parere, è quello di sentire e di pensare che la gavetta non finisce quasi mai. I veri improvvisatori in Italia sono veramente pochi. Ad esempio, un personaggio televisivo come David Letterman, scriveva o si faceva scrivere tantissime cose. C’è addirittura una massima che ci racconta che Letterman cambiasse i suoi autori cosi come i calzini; quindi non abbiate paura di scrivere anche “Buongiorno, benvenuti a tutti da Nicola Vitiello, state ascoltando Radio Deejay”. Io lo facevo e pensavo fosse un handicap, invece a 30 anni ho capito che lo facevano i più grandi nella mia radio. Poi un’altra cosa per quanto riguarda la simpatia: o c’è di natura o devi essere molto bravo/a ad imitarla.
Pensi sia più facile oggi riuscire a diventare un conduttore radiofonico oppure era più semplice in passato?
Credo che oggi, radiofonicamente parlando, ci siano delle grandi palestre rappresentate dalle web radio e che noi non avevamo. Con la web radio si può fare veramente tanto per cominciare a farsi ascoltare. L’importante è approcciarsi alla web radio con la stessa professionalità che utilizzeresti per fare la radio nazionale.
Quale aspetto della tua voce ti soddisfa di più e quale meno?
Alle volte ho come la sensazione di ridere troppo, però è anche vero che mi dicono sia una caratteristica. A me personalmente, quell’aspetto non piace, ma è anche vero che a Dee Notte alle volte è quasi impossibile non ridere.
Facciamo il nostro gioco “Passa la Voce”. A quale speaker passi la voce e qual è la domanda che dobbiamo portare con noi nell’ intervista che andremo a realizzare?
Passo la voce a Frank di Radio Deejay e potete chiedergli: ti porti ancora l’Ipad in onda con un vero e proprio atteggiamento da poser? Se si fai bene, perché adesso lo fanno tutti!
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Da Radio Deejay: Nicola Vitiello
Una risata contagiosa quella di Nicola Vitiello nella notte di Radio Deejay, una voce che ci accompagna tutte le sere con entusiasmo tra le braccia di "Morfeo" e ci regala il sorriso che chiude la giornata appena trascorsa.
Intervista realizzata da Matteo Mattiacci
Attualmente conduttore, insieme al suo omonimo Gianluca Vitiello, del programma “Dee Notte”, in onda dalle 00.01 a 1.00, Nicola ci racconta il percorso che lo porta a trasmettere dai microfoni di una delle radio più seguite d'Italia. Non mancano i consigli rivolti ai più giovani, così come momenti più divertenti che lo vedono partecipare al nostro gioco "Passa la Voce".
Ma andiamo a scoprire di più...
Sei giornalista, speaker radiofonico e pubblicitario, ma anche vincitore all’età di 15 anni di 300 premi fedeltà su Radio Deejay!
Proprio da quei 300 premi fedeltà nasce la passione per il mondo della radio, ma soprattutto per la radio che da 24 anni mi ospita e che è Radio Deejay. C’è una cosa che ho raccontato pochissime volte in onda: mia madre vedendo che perdevo anni importanti di scuola per inseguire il sogno della radio e i premi fedeltà, disse la famosa frase “S’ha d’appiccià Radio Deejay”! . Fatto che avvenne nel 1992 quando ero qua da pochi mesi.
Qual è il percorso che hai fatto e le esperienze che ti hanno formato nel tempo?
Ho iniziato a 16-17 anni come ascoltatore di Radio Deejay e poi c’è stata la classica gavetta, che comunque sento di non aver terminato. Questo è un atteggiamento importante da tenere e mantenere, lo consiglio soprattutto ai più giovani che ci seguono e amano questo mestiere.
Il mio percorso radiofonico comincia con DRB che era la radio dei Navigli e che si trovava dietro casa mia, successivamente c’è stata Super Radio a Corsico, Nova Radio, fino ad arrivare a Radio Capital con Claudio Cecchetto. Da li il passo è stato breve perché Radio Deejay si trovava al piano sottostante.
Quali consigli daresti a chi oggi inizia a fare radio?
Come prima cosa consiglierei l’umiltà. Di questi tempi con i reality e con i talent dove il messaggio che passa è “sii te stesso”, si bruciano molti talenti. L’unico atteggiamento da avere, a mio parere, è quello di sentire e di pensare che la gavetta non finisce quasi mai. I veri improvvisatori in Italia sono veramente pochi. Ad esempio, un personaggio televisivo come David Letterman, scriveva o si faceva scrivere tantissime cose. C’è addirittura una massima che ci racconta che Letterman cambiasse i suoi autori cosi come i calzini; quindi non abbiate paura di scrivere anche “Buongiorno, benvenuti a tutti da Nicola Vitiello, state ascoltando Radio Deejay”. Io lo facevo e pensavo fosse un handicap, invece a 30 anni ho capito che lo facevano i più grandi nella mia radio. Poi un’altra cosa per quanto riguarda la simpatia: o c’è di natura o devi essere molto bravo/a ad imitarla.
Pensi sia più facile oggi riuscire a diventare un conduttore radiofonico oppure era più semplice in passato?
Credo che oggi, radiofonicamente parlando, ci siano delle grandi palestre rappresentate dalle web radio e che noi non avevamo. Con la web radio si può fare veramente tanto per cominciare a farsi ascoltare. L’importante è approcciarsi alla web radio con la stessa professionalità che utilizzeresti per fare la radio nazionale.
Quale aspetto della tua voce ti soddisfa di più e quale meno?
Alle volte ho come la sensazione di ridere troppo, però è anche vero che mi dicono sia una caratteristica. A me personalmente, quell’aspetto non piace, ma è anche vero che a Dee Notte alle volte è quasi impossibile non ridere.
Facciamo il nostro gioco “Passa la Voce”. A quale speaker passi la voce e qual è la domanda che dobbiamo portare con noi nell’ intervista che andremo a realizzare?
Passo la voce a Frank di Radio Deejay e potete chiedergli: ti porti ancora l’Ipad in onda con un vero e proprio atteggiamento da poser? Se si fai bene, perché adesso lo fanno tutti!











