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Daniele Giuliani e il caso Apple: la voce artificiale non ha cuore

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ARTICOLO

Riecco l’intelligenza artificiale a minare l’espressione delle nostre emozioni. Apple se n’è appena servita per farle leggere, per così dire, degli audiolibri, e l’Associazione Nazionale Attori Doppiatori (Anad) ha espresso subito le sue preoccupazioni per voce del presidente Daniele Giuliani, che Patrizia Simonetti ha video intervistato per VOCI.fm

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Era già accaduto qualcosa di simile e noi di VOCI.fm ve lo abbiamo raccontato nel 2021, anche chiedendo un commento a Francesco Pannofino. Allora si trattava dell’ipotesi di far doppiare i film all’intelligenza artificiale ed era insorta anche “Vix Vocal” lanciando una campagna di protesta ad hoc da parte di attori e doppiatori. Oggi si tratta di Apple che ha lanciato degli audiolibri doppiati dall’intelligenza artificiale. Il colosso tecnologico statunitense ha infatti presentato il primo catalogo di audiolibri in inglese, le cui voci narranti sono state create attraverso l’utilizzo di un software di intelligenza artificiale che, di fatto, sostituisce l’impiego di attori doppiatori a favore della campionatura vocale realizzata in digitale.

Un metodo alternativo che conferma i progressi tecnologici ma che al contempo, mina alla base il settore del doppiaggio, partendo dalle letture artificiali che sostituiranno anche i narratori degli audiolibri. E, soprattutto, dimenticando la caratteristica essenziale della professione di attore e di doppiatore che è quella di trasmettere emozioni. L’azione di Apple di usare una voce sintetizzata da un computer attraverso l’I.A., ha dunque generato un sentimento negativo nel panorama dei doppiatori, le cui preoccupazioni sono state raccolte da ANAD – Associazione Nazionale Attori Doppiatori e rilanciate dal suo Presidente, Daniele Giuliani che in una nota ha dichiarato: “L’evoluzione tecnologica è da sempre parte del processo umano, il problema nasce nel momento in cui si pensa che possa sostituire una forma artistica.

Credo fortemente che l’arte sia meravigliosa nelle sue imperfezioni. Un assolo di batteria campionato non sarà mai emozionante quanto un batterista che suona dal vivo. Se le aziende credono davvero di poter sostituire la figura dell’attore doppiatore con un algoritmo vocale, allora vorrà dire che non hanno mai davvero capito il valore artistico di quello che facciamo per i loro prodotti. Un giorno forse decideranno di sostituire anche gli stessi attori americani. E allora andremo a vedere al cinema solo una sequenza di pixel svuotati di ogni tipo di emozione. Per evitare che ciò accada dobbiamo velocemente e brillantemente riportare in auge il nostro mestiere.

Facendolo con qualità e professionalità estreme, così da non dare adito a nessuno (a partire dai fan da tastiera) di poter preferire una voce artificiale. Iniziando a valorizzare non tanto le corde vocali e i suoni (replicabili), ma tutto ciò che un attore mette in campo a prescindere dal suo timbro”. Abbiamo voluto farci dire di più da Daniele Giuliani, che ha dato voce, tra gli altri, da Timothee Chalamet e a Kit Harington anche ne Il Trono di Spade, e nonostante sia molto impegnato, è stato così gentile da concederci il tempo di una chiacchierata nella sua pausa tra un turno e l’altro di doppiaggio.

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Daniele Giuliani e il caso Apple: la voce artificiale non ha cuore

Riecco l’intelligenza artificiale a minare l’espressione delle nostre emozioni. Apple se n’è appena servita per farle leggere, per così dire, degli audiolibri, e l’Associazione Nazionale Attori Doppiatori (Anad) ha espresso subito le sue preoccupazioni per voce del presidente Daniele Giuliani, che Patrizia Simonetti ha video intervistato per VOCI.fm

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Era già accaduto qualcosa di simile e noi di VOCI.fm ve lo abbiamo raccontato nel 2021, anche chiedendo un commento a Francesco Pannofino. Allora si trattava dell’ipotesi di far doppiare i film all’intelligenza artificiale ed era insorta anche “Vix Vocal” lanciando una campagna di protesta ad hoc da parte di attori e doppiatori. Oggi si tratta di Apple che ha lanciato degli audiolibri doppiati dall’intelligenza artificiale. Il colosso tecnologico statunitense ha infatti presentato il primo catalogo di audiolibri in inglese, le cui voci narranti sono state create attraverso l’utilizzo di un software di intelligenza artificiale che, di fatto, sostituisce l’impiego di attori doppiatori a favore della campionatura vocale realizzata in digitale.

Un metodo alternativo che conferma i progressi tecnologici ma che al contempo, mina alla base il settore del doppiaggio, partendo dalle letture artificiali che sostituiranno anche i narratori degli audiolibri. E, soprattutto, dimenticando la caratteristica essenziale della professione di attore e di doppiatore che è quella di trasmettere emozioni. L’azione di Apple di usare una voce sintetizzata da un computer attraverso l’I.A., ha dunque generato un sentimento negativo nel panorama dei doppiatori, le cui preoccupazioni sono state raccolte da ANAD – Associazione Nazionale Attori Doppiatori e rilanciate dal suo Presidente, Daniele Giuliani che in una nota ha dichiarato: “L’evoluzione tecnologica è da sempre parte del processo umano, il problema nasce nel momento in cui si pensa che possa sostituire una forma artistica.

Credo fortemente che l’arte sia meravigliosa nelle sue imperfezioni. Un assolo di batteria campionato non sarà mai emozionante quanto un batterista che suona dal vivo. Se le aziende credono davvero di poter sostituire la figura dell’attore doppiatore con un algoritmo vocale, allora vorrà dire che non hanno mai davvero capito il valore artistico di quello che facciamo per i loro prodotti. Un giorno forse decideranno di sostituire anche gli stessi attori americani. E allora andremo a vedere al cinema solo una sequenza di pixel svuotati di ogni tipo di emozione. Per evitare che ciò accada dobbiamo velocemente e brillantemente riportare in auge il nostro mestiere.

Facendolo con qualità e professionalità estreme, così da non dare adito a nessuno (a partire dai fan da tastiera) di poter preferire una voce artificiale. Iniziando a valorizzare non tanto le corde vocali e i suoni (replicabili), ma tutto ciò che un attore mette in campo a prescindere dal suo timbro”. Abbiamo voluto farci dire di più da Daniele Giuliani, che ha dato voce, tra gli altri, da Timothee Chalamet e a Kit Harington anche ne Il Trono di Spade, e nonostante sia molto impegnato, è stato così gentile da concederci il tempo di una chiacchierata nella sua pausa tra un turno e l’altro di doppiaggio.

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