La podcaster e poetessa Giulia Decina D'Orazio su VOCI.fm
ARTICOLO
Giulia Decina D’Orazio è poetessa, performer, podcaster e nei suoi podcast, per i quali cura particolarmente il suo tono di voce, la protagonista, assieme alla musica, è sempre la poesia. Patrizia Simonetti l’ha video intervistata per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Il podcast? “Una modalità di comunicazione di questo millennio che dovrebbe essere utilizzata anche a livello poetico”. Parola di Giulia Decina D’Orazio, poetessa, performer e podcaster, che abbiamo incontrato al Riva Portese, un locale di Roma che si affaccia sul Tevere, che per tutta l’estate ospita “Lemon Dinner Club”, una sorta di contenitore culturale, ideato e artisticamente diretto da DJ Giovannino, che offre ai suoi frequentatori, oltre che la consueta cucina doc di chef Andrea Misseri, musica, spettacoli e performance artistiche. Giulia ci ha subito colpito per la sua cordialità e per la semplicità con cui si è aperta con noi, raccontandoci della sua arte e quindi anche un po’di sé stessa. Si auto definisce una “curiosa esploratrice dell’anima” e abbiamo capito il perché chiacchierando con lei e assistendo poi alla sua suggestiva e toccante performance, fisica e spirituale, intitolata The Masks (Le Maschere), composta da musica d’atmosfera e dalle sue stesse coreografie.
E, soprattutto, dalla sua voce che è capace di trasformare in un richiamo davvero ipnotico. Si è trattato di una creazione ad hoc per la serata, nata dalla selezione di quattro brani che sintetizzano le sue altrettante opere poetiche intitolate a “Il Risveglio di Icaro”, dove “la parte del corpo è fondamentale”, come ci rivela lei stessa, ma la voce è a dir poco determinante. Eppure “viene da sola - ci rivela Giulia - trasportata dall’emozione della musica”. La sua prima esperienza con i podcast è stata una prova ed è iniziata nell’estate del 2021. “Ho provato a leggere alcuni brani di autori di cui sono appassionata - ci racconta - inserendo una musica molto particolare, elettronico-classico, che portasse un po’ di novità e soprattutto creasse un’esperienza non solo di contenuto, cioè di ascolto della lettura, ma un’esperienza a tutto tondo che portasse quindi l’ascoltatore ad entrare in una sorta di altra dimensione”. Poi però Giulia, essendo anche una poetessa, ha deciso di far diventare il suo podcast ancora più suo.
“A un certo punto, dato che scrivo molte poesie, e molte opere poetiche, come La danza di Orfeo ed Euridice, Adamo e Lilith e Il Risveglio di Icaro, ho deciso di registrarle in podcast. Dentro ci sono quindi le mie poesie e le musiche scelte personalmente da me”. La peculiarità dei podcast di Giulia Decina D’Orazio è che sono opere assolutamente live: nessuna post-produzione, sono cioè lette una sola volta per non intaccare la spontaneità e l’immediatezza del contenuto. Il tono della sua voce fa il resto, raggiungendo, magari metaforicamente, il suo obiettivo, e cioè trasportare l’ascoltatore in uno stato di trans, creando un movimento catartico. Ascoltando le opere podcast di Giulia, non si può restare indifferenti: è facile piangere, ma anche ridere, entrando quindi dentro sé stessi che poi, dice Giulia “è quello che per me è la poesia, che deve parlare di noi stessi”. E risvegliare le anime.
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Giulia Decina D’Orazio è poetessa, performer, podcaster e nei suoi podcast, per i quali cura particolarmente il suo tono di voce, la protagonista, assieme alla musica, è sempre la poesia. Patrizia Simonetti l’ha video intervistata per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Il podcast? “Una modalità di comunicazione di questo millennio che dovrebbe essere utilizzata anche a livello poetico”. Parola di Giulia Decina D’Orazio, poetessa, performer e podcaster, che abbiamo incontrato al Riva Portese, un locale di Roma che si affaccia sul Tevere, che per tutta l’estate ospita “Lemon Dinner Club”, una sorta di contenitore culturale, ideato e artisticamente diretto da DJ Giovannino, che offre ai suoi frequentatori, oltre che la consueta cucina doc di chef Andrea Misseri, musica, spettacoli e performance artistiche. Giulia ci ha subito colpito per la sua cordialità e per la semplicità con cui si è aperta con noi, raccontandoci della sua arte e quindi anche un po’di sé stessa. Si auto definisce una “curiosa esploratrice dell’anima” e abbiamo capito il perché chiacchierando con lei e assistendo poi alla sua suggestiva e toccante performance, fisica e spirituale, intitolata The Masks (Le Maschere), composta da musica d’atmosfera e dalle sue stesse coreografie.
E, soprattutto, dalla sua voce che è capace di trasformare in un richiamo davvero ipnotico. Si è trattato di una creazione ad hoc per la serata, nata dalla selezione di quattro brani che sintetizzano le sue altrettante opere poetiche intitolate a “Il Risveglio di Icaro”, dove “la parte del corpo è fondamentale”, come ci rivela lei stessa, ma la voce è a dir poco determinante. Eppure “viene da sola - ci rivela Giulia - trasportata dall’emozione della musica”. La sua prima esperienza con i podcast è stata una prova ed è iniziata nell’estate del 2021. “Ho provato a leggere alcuni brani di autori di cui sono appassionata - ci racconta - inserendo una musica molto particolare, elettronico-classico, che portasse un po’ di novità e soprattutto creasse un’esperienza non solo di contenuto, cioè di ascolto della lettura, ma un’esperienza a tutto tondo che portasse quindi l’ascoltatore ad entrare in una sorta di altra dimensione”. Poi però Giulia, essendo anche una poetessa, ha deciso di far diventare il suo podcast ancora più suo.
“A un certo punto, dato che scrivo molte poesie, e molte opere poetiche, come La danza di Orfeo ed Euridice, Adamo e Lilith e Il Risveglio di Icaro, ho deciso di registrarle in podcast. Dentro ci sono quindi le mie poesie e le musiche scelte personalmente da me”. La peculiarità dei podcast di Giulia Decina D’Orazio è che sono opere assolutamente live: nessuna post-produzione, sono cioè lette una sola volta per non intaccare la spontaneità e l’immediatezza del contenuto. Il tono della sua voce fa il resto, raggiungendo, magari metaforicamente, il suo obiettivo, e cioè trasportare l’ascoltatore in uno stato di trans, creando un movimento catartico. Ascoltando le opere podcast di Giulia, non si può restare indifferenti: è facile piangere, ma anche ridere, entrando quindi dentro sé stessi che poi, dice Giulia “è quello che per me è la poesia, che deve parlare di noi stessi”. E risvegliare le anime.











