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Domitilla D'Amico, voce di Barbie, su VOCI.fm

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ARTICOLO

Attesissimo, è arrivato al cinema “Barbie”, il film dedicato alla bambola più famosa del mondo. Ad interpretarla è Margot Robbie, doppiata, anche stavolta, da Domitilla D’Amico. Patrizia Simonetti l’ha videointervistata per VOCI.fm

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Quando si parla con Domitilla D’Amico, una delle migliori doppiatrici italiane che ci siano, non ci si limita a parlare del doppiaggio in sé, della tecnica usata, delle difficoltà riscontrate in questo o quel determinato caso. Con Domitilla D‘Amico si discute del film e del personaggio, della storia e del suo significato. Soprattutto se il film in questione permette di farlo. E “Barbie”, scritto, con il marito Noah Baumbach, e diretto Greta Gerwig e interpretato, appunto , da Margot Robbie (chi altra del resto?) e Ryan Goslin che fa Ken, lo permette, eccome. Operazione commerciale? Non esattamente, anche se indubbiamente gioverà alla ripresa delle vendite della fashion doll più famosa del mondo creata nel 1959 dalla Mattel, quella che fece capire alle bambine che imitare le mamme accudendo bambolotti-neonati, non era l’unico modo di giocare con le bambole… piuttosto lo definirei sarcastico, critico e… meraviglioso.


Siamo quindi a Barbieland, un mondo total pink fatto di auto cabriolet, rosa ovviamente, letti con spalliere a conchiglia, coperte di strass, specchi a cuore e abiti glamour ed è un po’ strano, all’inizio, scoprire che lì le donne, cioè le Barbie, ricoprono ruoli decisamente importanti mentre i maschi, ovvero i Ken, sono nulla più che una compagnia coreografica di poco conto. Tuttavia Barbie e le altre Barbie, e cioè la Barbie presidente degli USA (Issa Rae), la Barbie Corte Suprema (Ana Cruz Kayne), la Barbie Premio Nobel in fisica (Emma Mackey), la Barbie dottore (Hari Nef), la Barbie scrittrice (Alexandra Shipp), la Barbie avvocato (Shanon Rooney), la Barbie diplomatica (Nicola Caughlan), la Barbie Premio Pulitzer (Ritu Arya), e la Barbie Sirena (Dua Lipa), così come Ken e gli altri Ken, e cioè quello afro-americano (Kingsley Ben-Adir), quello orientale (Simu Liu) e tutti gli altri, fanno ogni giorno le stesse cose, e per lo più finte, proprio come se qualche ragazzina stesse giocando con loro nel mondo reale.


E nel caso della nostra protagonista, magari una ragazzina un po’ cresciuta, una mamma forse, insoddisfatta e nostalgica. Il che cambierà improvvisamente la vita di Barbie: i piedi si appiattiscono, i pensieri si oscurano e, come se non bastasse, sulle sue lunghissime gambe compare pure la cellulite. C’è solo una cosa da fare: varcare il portale tra Barbieland e il mondo reale e andare a cercare la responsabile umana di tutto questo. Accompagnata suo malgrado dal platinato, stupido e innamorato Ken, Barbie irromperà quindi nel nostro mondo scoprendo ben presto che non è esattamente come se lo era immaginato, e cioè a misura di donna, cosa che lei stessa, in quanto Barbie, credeva di aver contribuito a realizzare, ma tutto il contrario… Insomma, chi lo avrebbe mai immaginato che a darci lezioni di empowerment femminile, sarebbe stata proprio lei, Barbie, la bambola sorridente dalle gambe infinite, le tette prorompenti, i lunghi capelli biondi, i piedi bloccati in posizione tacco a spillo, vitino di vespa, pancia manco un filo? Tornando alle voci, Ryan Goslin è doppiato da Gianfranco Miranda mentre la narratrice fuori campo Helen Mirren è doppiata da Ada Maria Serra Zanetti.
 

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Domitilla D'Amico, voce di Barbie, su VOCI.fm

Attesissimo, è arrivato al cinema “Barbie”, il film dedicato alla bambola più famosa del mondo. Ad interpretarla è Margot Robbie, doppiata, anche stavolta, da Domitilla D’Amico. Patrizia Simonetti l’ha videointervistata per VOCI.fm

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Quando si parla con Domitilla D’Amico, una delle migliori doppiatrici italiane che ci siano, non ci si limita a parlare del doppiaggio in sé, della tecnica usata, delle difficoltà riscontrate in questo o quel determinato caso. Con Domitilla D‘Amico si discute del film e del personaggio, della storia e del suo significato. Soprattutto se il film in questione permette di farlo. E “Barbie”, scritto, con il marito Noah Baumbach, e diretto Greta Gerwig e interpretato, appunto , da Margot Robbie (chi altra del resto?) e Ryan Goslin che fa Ken, lo permette, eccome. Operazione commerciale? Non esattamente, anche se indubbiamente gioverà alla ripresa delle vendite della fashion doll più famosa del mondo creata nel 1959 dalla Mattel, quella che fece capire alle bambine che imitare le mamme accudendo bambolotti-neonati, non era l’unico modo di giocare con le bambole… piuttosto lo definirei sarcastico, critico e… meraviglioso.


Siamo quindi a Barbieland, un mondo total pink fatto di auto cabriolet, rosa ovviamente, letti con spalliere a conchiglia, coperte di strass, specchi a cuore e abiti glamour ed è un po’ strano, all’inizio, scoprire che lì le donne, cioè le Barbie, ricoprono ruoli decisamente importanti mentre i maschi, ovvero i Ken, sono nulla più che una compagnia coreografica di poco conto. Tuttavia Barbie e le altre Barbie, e cioè la Barbie presidente degli USA (Issa Rae), la Barbie Corte Suprema (Ana Cruz Kayne), la Barbie Premio Nobel in fisica (Emma Mackey), la Barbie dottore (Hari Nef), la Barbie scrittrice (Alexandra Shipp), la Barbie avvocato (Shanon Rooney), la Barbie diplomatica (Nicola Caughlan), la Barbie Premio Pulitzer (Ritu Arya), e la Barbie Sirena (Dua Lipa), così come Ken e gli altri Ken, e cioè quello afro-americano (Kingsley Ben-Adir), quello orientale (Simu Liu) e tutti gli altri, fanno ogni giorno le stesse cose, e per lo più finte, proprio come se qualche ragazzina stesse giocando con loro nel mondo reale.


E nel caso della nostra protagonista, magari una ragazzina un po’ cresciuta, una mamma forse, insoddisfatta e nostalgica. Il che cambierà improvvisamente la vita di Barbie: i piedi si appiattiscono, i pensieri si oscurano e, come se non bastasse, sulle sue lunghissime gambe compare pure la cellulite. C’è solo una cosa da fare: varcare il portale tra Barbieland e il mondo reale e andare a cercare la responsabile umana di tutto questo. Accompagnata suo malgrado dal platinato, stupido e innamorato Ken, Barbie irromperà quindi nel nostro mondo scoprendo ben presto che non è esattamente come se lo era immaginato, e cioè a misura di donna, cosa che lei stessa, in quanto Barbie, credeva di aver contribuito a realizzare, ma tutto il contrario… Insomma, chi lo avrebbe mai immaginato che a darci lezioni di empowerment femminile, sarebbe stata proprio lei, Barbie, la bambola sorridente dalle gambe infinite, le tette prorompenti, i lunghi capelli biondi, i piedi bloccati in posizione tacco a spillo, vitino di vespa, pancia manco un filo? Tornando alle voci, Ryan Goslin è doppiato da Gianfranco Miranda mentre la narratrice fuori campo Helen Mirren è doppiata da Ada Maria Serra Zanetti.
 

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