Alessandro Rossi su VOCI.fm da "Voci nell'Ombra 2023"
ARTICOLO
"Voci nell'Ombra 2023": il direttore doppiaggio Alessandro Rossi ha ricevuto il premio per il miglior adattamento cinematografico 2023 per “Asteroid City”. Ecco la videointervista per VOCI.fm.
Intervista realizzata da Barbara Kal
Su VOCI.fm da “Voci nell'ombra”, siamo con Alessandro Rossi, premio per il miglior adattamento cinematografico 2023 per “Asteroid City”. Ciao Alessandro, grazie di essere con noi.
Ciao, grazie a voi.
Come sei entrato nel meraviglioso mondo del doppiaggio?
Io il doppiaggio l'ho iniziato tardi rispetto a quando sono partito come l'attore. Faccio l'attore da circa metà degli anni 70 e nel 1982 mi ritrovavo a lavorare su una cosa che un tempo gli attori facevano abbastanza spesso: registravo contenuti in Via Asiago a Roma, dove all'epoca c'era Vittoria Febbi, una delle grandi “signore” del doppiaggio italiano. Stavamo facendo questa cosa insieme e mentre lavoravamo lei mi ha detto: “Guarda Alessandro, hai una bella voce, sei bravo, perché non fai doppiaggio?”. Da lì è partito tutto.
Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole approcciarsi a questo mondo?
Il principio importante da cui partire è questo: sullo schermo di un film, di un telefilm, di un qualsiasi prodotto audiovisivo straniero, ci sono degli attori. Dall'altra parte, in sala, per fare la versione italiana devono esserci allo stesso modo altri attori, perché a un attore non può essere data una voce che non sia di un attore. Sono gli attori che possono fare il doppiaggio, non altri. Quindi un consiglio in quest'epoca in cui purtroppo non si può fare la gavetta che si faceva un tempo nelle sale, è di non ricorrere a scuole di doppiaggio, ma fare scuole per diventare degli attori, scuole di recitazione.
Direzione di doppiaggio e doppiaggio. Come si "evolve" un doppiatore per diventare anche direttore? Accade automaticamente oppure a un certo punto scatta qualcosa, un'opportunità o una volontà per fare anche la direzione?
Beh, si può tranquillamente restare a fare gli attori tutta la vita, come non è assolutamente scontato che un attore faccia anche il regista sul set. In realtà sono due mestieri diversi. Fare l'attore ti richiede un certo tipo di abilità e attenzione. Fare il direttore significa occuparsi della regia di una colonna sonora italiana. È chiaro che, come tanti attori passano dall'altra parte della macchina da presa e diventano registi o anche in teatro passano dal palcoscenico alla regia, così anche nel doppiaggio tanti attori iniziano, se ne hanno l'attitudine e diventano direttori di doppiaggio, ma in realtà sono due mestieri piuttosto diversi.
Alessandro, grazie di essere stato su VOCI.fm
Grazie a voi.
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Intervista realizzata da Barbara Kal
Su VOCI.fm da “Voci nell'ombra”, siamo con Alessandro Rossi, premio per il miglior adattamento cinematografico 2023 per “Asteroid City”. Ciao Alessandro, grazie di essere con noi.
Ciao, grazie a voi.
Come sei entrato nel meraviglioso mondo del doppiaggio?
Io il doppiaggio l'ho iniziato tardi rispetto a quando sono partito come l'attore. Faccio l'attore da circa metà degli anni 70 e nel 1982 mi ritrovavo a lavorare su una cosa che un tempo gli attori facevano abbastanza spesso: registravo contenuti in Via Asiago a Roma, dove all'epoca c'era Vittoria Febbi, una delle grandi “signore” del doppiaggio italiano. Stavamo facendo questa cosa insieme e mentre lavoravamo lei mi ha detto: “Guarda Alessandro, hai una bella voce, sei bravo, perché non fai doppiaggio?”. Da lì è partito tutto.
Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole approcciarsi a questo mondo?
Il principio importante da cui partire è questo: sullo schermo di un film, di un telefilm, di un qualsiasi prodotto audiovisivo straniero, ci sono degli attori. Dall'altra parte, in sala, per fare la versione italiana devono esserci allo stesso modo altri attori, perché a un attore non può essere data una voce che non sia di un attore. Sono gli attori che possono fare il doppiaggio, non altri. Quindi un consiglio in quest'epoca in cui purtroppo non si può fare la gavetta che si faceva un tempo nelle sale, è di non ricorrere a scuole di doppiaggio, ma fare scuole per diventare degli attori, scuole di recitazione.
Direzione di doppiaggio e doppiaggio. Come si "evolve" un doppiatore per diventare anche direttore? Accade automaticamente oppure a un certo punto scatta qualcosa, un'opportunità o una volontà per fare anche la direzione?
Beh, si può tranquillamente restare a fare gli attori tutta la vita, come non è assolutamente scontato che un attore faccia anche il regista sul set. In realtà sono due mestieri diversi. Fare l'attore ti richiede un certo tipo di abilità e attenzione. Fare il direttore significa occuparsi della regia di una colonna sonora italiana. È chiaro che, come tanti attori passano dall'altra parte della macchina da presa e diventano registi o anche in teatro passano dal palcoscenico alla regia, così anche nel doppiaggio tanti attori iniziano, se ne hanno l'attitudine e diventano direttori di doppiaggio, ma in realtà sono due mestieri piuttosto diversi.
Alessandro, grazie di essere stato su VOCI.fm
Grazie a voi.











