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Valentina Favazza su VOCI.fm da "Voci nell'Ombra 2023"

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

"Voci nell'Ombra 2023": la doppiatrice Valentina Favazza, ha ricevuto il premio ANIMAZIONE "Le Voci di Cartoonia 2023". Ecco la videointervista di Barbara Kal per VOCI.fm

Intervista realizzata da Barbara Kal


Su VOCI.fm siamo al festival “Voci nell'Ombra” e incontriamo Valentina Favazza. Ciao Valentina.
Piacere mio.

Tu sei una giovane ma già affermata doppiatrice italiana, come sei arrivata a questo punto? È stato tutto casuale oppure una scelta?
Intanto grazie per la domanda. È stata sicuramente una scelta perché doppiare era una mia passione, fin da molto piccola. Io ho origini valdaostane, lì non ci sono molte occasioni per coltivare il doppiaggio, ma io ero innamorata del mondo delle voci, quindi ho studiato da autodidatta, ho fatto molto teatro per poi approdare appena ho avuto la maggiore età a Roma, dove c'era l'Olimpo, per quanto mi riguarda, del “grande doppiaggio”. Ho fatto la mia gavetta con tanta pazienza.

Questo tema mi piace molto, anche da comunicare ai più giovani. Secondo te, manca un pò il concetto di “gavetta”? Che cosa consiglieresti a un ragazzo, oppure a una ragazza, che vuole avvicinarsi a questo mondo?
E' vero, il concetto di gavetta manca un pò in ogni ambiente, mentre è importantissimo. Il doppiaggio, ad esempio, è un mestiere che insegna la pazienza e l'ascolto; paradossalmente, prima di iniziare ad esercitarsi con la voce, bisogna fare tanto silenzio... e ascoltare. Noi dobbiamo ascoltare qualcosa che è già stato fatto da un attore sullo schermo e restituire ciò che lui ha donato al cinema. Ma anche ascoltare i nostri colleghi, per imparare il mestiere. Io ho ascoltato tutti, fin da quando ero solo una fan del doppiaggio, partendo da Barbara De Bortoli e gli altri “big” del leggio. Bisogna allenare tanto l'orecchio, perché ascoltando si impara molto più che con qualunque scuola. Certo, per ascoltare bisogna avere la possibilità di accedere alle sale di doppiaggio ed oggi è un pò difficile, soprattutto dopo il covid. Io ho avuto questa possibilità, stavo nel mio angolino, ascoltavo i turni di doppiaggio prima di iniziare con le mie piccole parti, senza avere fretta di crescere, perché anche la fretta non è buona consigliera.

Un ruolo che ti ha particolarmente impegnata, che sia stato più difficile degli altri, magari per il discorso interpretativo o tecnico? E invece un altro che ti ha divertita sul serio?
Molto impegnativo è stato il doppiaggio di Alicia Vikander in “The Danish Girl”, emotivamente molto potente. Mi ha insegnato tantissimo. Un film stupendo a livello tecnico è stato “Blonde”, perché c'era tutto un discorso di arrivare a non imitare Marylin Monroe per come è conosciuta, ma renderle giustizia anche per come viene ricordata, quindi con la sua voce flautata e antica. Il più divertente è stato il ruolo di Midge Maisel ne “La fantastica signora Maisel”, che mi ha dato modo di lavorare sulle mie “note” più comiche, che ho sempre poco modo di mostrare, visto che di solito mi assegnano parti più drammatiche.

Grazie Valentina di essere stata su VOCI.fm
Grazie a voi.


 

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Valentina Favazza su VOCI.fm da "Voci nell'Ombra 2023"

"Voci nell'Ombra 2023": la doppiatrice Valentina Favazza, ha ricevuto il premio ANIMAZIONE "Le Voci di Cartoonia 2023". Ecco la videointervista di Barbara Kal per VOCI.fm

Intervista realizzata da Barbara Kal


Su VOCI.fm siamo al festival “Voci nell'Ombra” e incontriamo Valentina Favazza. Ciao Valentina.
Piacere mio.

Tu sei una giovane ma già affermata doppiatrice italiana, come sei arrivata a questo punto? È stato tutto casuale oppure una scelta?
Intanto grazie per la domanda. È stata sicuramente una scelta perché doppiare era una mia passione, fin da molto piccola. Io ho origini valdaostane, lì non ci sono molte occasioni per coltivare il doppiaggio, ma io ero innamorata del mondo delle voci, quindi ho studiato da autodidatta, ho fatto molto teatro per poi approdare appena ho avuto la maggiore età a Roma, dove c'era l'Olimpo, per quanto mi riguarda, del “grande doppiaggio”. Ho fatto la mia gavetta con tanta pazienza.

Questo tema mi piace molto, anche da comunicare ai più giovani. Secondo te, manca un pò il concetto di “gavetta”? Che cosa consiglieresti a un ragazzo, oppure a una ragazza, che vuole avvicinarsi a questo mondo?
E' vero, il concetto di gavetta manca un pò in ogni ambiente, mentre è importantissimo. Il doppiaggio, ad esempio, è un mestiere che insegna la pazienza e l'ascolto; paradossalmente, prima di iniziare ad esercitarsi con la voce, bisogna fare tanto silenzio... e ascoltare. Noi dobbiamo ascoltare qualcosa che è già stato fatto da un attore sullo schermo e restituire ciò che lui ha donato al cinema. Ma anche ascoltare i nostri colleghi, per imparare il mestiere. Io ho ascoltato tutti, fin da quando ero solo una fan del doppiaggio, partendo da Barbara De Bortoli e gli altri “big” del leggio. Bisogna allenare tanto l'orecchio, perché ascoltando si impara molto più che con qualunque scuola. Certo, per ascoltare bisogna avere la possibilità di accedere alle sale di doppiaggio ed oggi è un pò difficile, soprattutto dopo il covid. Io ho avuto questa possibilità, stavo nel mio angolino, ascoltavo i turni di doppiaggio prima di iniziare con le mie piccole parti, senza avere fretta di crescere, perché anche la fretta non è buona consigliera.

Un ruolo che ti ha particolarmente impegnata, che sia stato più difficile degli altri, magari per il discorso interpretativo o tecnico? E invece un altro che ti ha divertita sul serio?
Molto impegnativo è stato il doppiaggio di Alicia Vikander in “The Danish Girl”, emotivamente molto potente. Mi ha insegnato tantissimo. Un film stupendo a livello tecnico è stato “Blonde”, perché c'era tutto un discorso di arrivare a non imitare Marylin Monroe per come è conosciuta, ma renderle giustizia anche per come viene ricordata, quindi con la sua voce flautata e antica. Il più divertente è stato il ruolo di Midge Maisel ne “La fantastica signora Maisel”, che mi ha dato modo di lavorare sulle mie “note” più comiche, che ho sempre poco modo di mostrare, visto che di solito mi assegnano parti più drammatiche.

Grazie Valentina di essere stata su VOCI.fm
Grazie a voi.


 

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