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Fabrizio Temperini su VOCI.fm da "Voci nell'Ombra 2023"

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

"Voci nell'Ombra 2023": il doppiatore Fabrizio Temperini, ha ricevuto il premio per il "Miglior Doppiaggio Generale TV" per la serie Sky “Succession” (stagione 4). Ecco la videointervista di Barbara Kal per VOCI.fm

Intervista realizzata da Barbara Kal


Su VOCI.fm siamo al festival “Voci nell'Ombra” e incontriamo Fabrizio Temperini, premiato per il “Miglior Doppiaggio Generale”, sezione TV, per la serie Sky “Succession” (stagione 4). Benvenuto Fabrizio.
Ciao, grazie.

Come sei arrivato a fare questo mestiere?
Io ho frequentato l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, facevo teatro ed ero scritturato dallo Stabile di Genova, dove c'era un collega, Ugo Maria Morosi, che faceva parte di una cooperativa di doppiaggio a Roma e mi disse: “Ma quando finiamo la tournée perché non vieni a provare il doppiaggio?”. Da lì, magicamente, è partito tutto.

Che cosa consiglieresti ad un giovane che vuole entrare in questo mondo?
Non deve fidarsi solo del fatto di avere una bella voce, perché tanto al direttore di doppiaggio servono tutti i tipi di voce, non solo quella “da protagonista”; serve soprattutto affinare le proprie capacità attoriali. Sicuramente, poi, vanno studiate anche le tecniche del doppiaggio che sono particolari, perché è chiaro che un attore si esprime con il corpo, con la gestualità, mentre al leggio bisogna restituire tutto utilizzando solo la voce. E la tecnica serve.

Il doppiatore diventa spesso “direttore di doppiaggio”, come nel tuo caso. Cosa scatta in questo passaggio? E trovi più soddisfazione nel doppiare o nel dirigere altri attori?
Io credo sia un processo naturale, perché dopo tanti anni di doppiaggio continuo ancora ad amare il leggio e a doppiare bei personaggi. Sono la voce di Negan, il cattivo di “Walking Dead”, ma anche quella di Benjamin Linus (Michael Emerson) in “Lost”. Quindi, tengo ancora a questi ruoli, ma adoro anche dirigere i miei colleghi, portarli nell'intensità di una lavorazione, scegliere le voci giuste in base alle loro caratteristiche attoriali. È un bel gioco.

Qual è stato il personaggio più complicato, a cui hai dato voce? E quello più divertente?
Come difficoltà, sicuramente Daniel Day-Lewis ne “Il mio piede sinistro” (1989), ma anche tutta la lavorazione de “Il posto delle fragole”, in cui si studiavano i mezzi fiati. Mi sono divertito tantissimo in “Attila flagello di Dio”, con Diego Abatantuono, in cui davo voce ad un personaggio milanese. Io, essendo di Roma, dovetti imparare a “giocare” con l'accento meneghino... e fu davvero esilarante.

Grazie di essere stato su VOCI.fm
A voi, grazie infinite.


 

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Fabrizio Temperini su VOCI.fm da "Voci nell'Ombra 2023"

"Voci nell'Ombra 2023": il doppiatore Fabrizio Temperini, ha ricevuto il premio per il "Miglior Doppiaggio Generale TV" per la serie Sky “Succession” (stagione 4). Ecco la videointervista di Barbara Kal per VOCI.fm

Intervista realizzata da Barbara Kal


Su VOCI.fm siamo al festival “Voci nell'Ombra” e incontriamo Fabrizio Temperini, premiato per il “Miglior Doppiaggio Generale”, sezione TV, per la serie Sky “Succession” (stagione 4). Benvenuto Fabrizio.
Ciao, grazie.

Come sei arrivato a fare questo mestiere?
Io ho frequentato l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, facevo teatro ed ero scritturato dallo Stabile di Genova, dove c'era un collega, Ugo Maria Morosi, che faceva parte di una cooperativa di doppiaggio a Roma e mi disse: “Ma quando finiamo la tournée perché non vieni a provare il doppiaggio?”. Da lì, magicamente, è partito tutto.

Che cosa consiglieresti ad un giovane che vuole entrare in questo mondo?
Non deve fidarsi solo del fatto di avere una bella voce, perché tanto al direttore di doppiaggio servono tutti i tipi di voce, non solo quella “da protagonista”; serve soprattutto affinare le proprie capacità attoriali. Sicuramente, poi, vanno studiate anche le tecniche del doppiaggio che sono particolari, perché è chiaro che un attore si esprime con il corpo, con la gestualità, mentre al leggio bisogna restituire tutto utilizzando solo la voce. E la tecnica serve.

Il doppiatore diventa spesso “direttore di doppiaggio”, come nel tuo caso. Cosa scatta in questo passaggio? E trovi più soddisfazione nel doppiare o nel dirigere altri attori?
Io credo sia un processo naturale, perché dopo tanti anni di doppiaggio continuo ancora ad amare il leggio e a doppiare bei personaggi. Sono la voce di Negan, il cattivo di “Walking Dead”, ma anche quella di Benjamin Linus (Michael Emerson) in “Lost”. Quindi, tengo ancora a questi ruoli, ma adoro anche dirigere i miei colleghi, portarli nell'intensità di una lavorazione, scegliere le voci giuste in base alle loro caratteristiche attoriali. È un bel gioco.

Qual è stato il personaggio più complicato, a cui hai dato voce? E quello più divertente?
Come difficoltà, sicuramente Daniel Day-Lewis ne “Il mio piede sinistro” (1989), ma anche tutta la lavorazione de “Il posto delle fragole”, in cui si studiavano i mezzi fiati. Mi sono divertito tantissimo in “Attila flagello di Dio”, con Diego Abatantuono, in cui davo voce ad un personaggio milanese. Io, essendo di Roma, dovetti imparare a “giocare” con l'accento meneghino... e fu davvero esilarante.

Grazie di essere stato su VOCI.fm
A voi, grazie infinite.


 

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