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Mario Cordova su VOCI.fm da "Voci nell'Ombra 2023"

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

"Voci nell'Ombra 2023": il doppiatore Mario Cordova ha ricevuto il premio alla carriera “Carlo G.Fava”. Ecco la videointervista di Barbara Kal per VOCI.fm

Intervista realizzata da Barbara Kal


Su VOCI.fm siamo al festival “Voci nell'Ombra 2023” e incontriamo Mario Cordova, premio alla carriera “Carlo G.Fava”. Mario, vieni da intense giornate di presentazione del tuo romanzo “Gli uccelli non hanno vertigini”. Questo libro racconta anche molto del tuo vissuto!
Si, anche se meno di quanto avrei pensato. Perché poi succede così, che i romanzi sono un po' come i figli. Quando tu li aspetti ti fai un sacco di programmi, poi crescono e... Il romanzo è così: una volta che hai stabilito due tracce, poi comanda lui. Questa è una storia di abbandoni, dei quali purtroppo ho esperienza, avendone subiti diversi nella vita.

Siamo al festival “Voci nell'Ombra” per celebrare le eccellenze del doppiaggio italiano. Tu come sei arrivato a fare questo mestiere?
È stato casuale, ero a Roma e un attore straordinario dell'epoca - purtroppo scomparso - mi ha chiesto di passare a trovarlo in sala; poi ha messo in piedi una sceneggiata dicendo al direttore di doppiaggio che io ero un attore straordinario. Sta di fatto che ho improvvisato un provino... che è poi rimasto nel film. Tutto è partito da lì e il doppiaggio mi è piaciuto da subito e devo dire che a un certo punto della mia vita ho quasi smesso di fare l'attore per dedicarmi interamente al leggio. Trovo che sia un mestiere magnifico.

Comunque tu non hai mai abbandonato le sfaccettature di questa professione, perché un doppiatore è fondamentalmente un attore che incolla la sua voce, in parte anche la sua fisicità, ad un altro “collega”. E se dovessi dare un consiglio ad un giovane che vuole iniziare?
Dico sempre ai ragazzi che se ci credono devono andare avanti, provarci, perché realizzare il sogno è la cosa fondamentale della vita. Non c'è altro di più importante.

Tu hai dato la voce a tantissimi attori, ma se dovessi citare uno dei ruoli in cui è stato più difficile trovare la giusta chiave interpretativa e quello invece in cui ti sei divertito di più in assoluto?
Mi vengono in mente due personaggi particolarmente giocosi che sono stati Mr. Bean in “Quattro matrimoni e il dottor Egon Spengler nel film “Ghostbusters”. Due caratteri vocali lontani dalla mia voce originale, piuttosto “da fighetto”, ma che hanno rappresentato esperienze diverse e uniche, fra quelle che ricordo di più. Se parliamo invece di un doppiaggio “impegnativo”, di certo il ruolo di Vincent Van Gogh (Willem Dafoe) nella pellicola omonima del 2018. Ho detto: “io come posso interpretare una testa così diversa, così lontana da me?” e mi è venuta incontro una scena del film, in cui Van Gogh guardava tutto con l'entusiasmo e lo stupore di un bambino piccolo. Il pensarmi così è stata la chiave per riuscire a trovare la giusta interpretazione.

E ci sei riuscito! Grazie Mario per essere stato con VOCI.fm
Ciao, saluto a tutti e complimenti anche a voi.


 

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Mario Cordova su VOCI.fm da "Voci nell'Ombra 2023"

"Voci nell'Ombra 2023": il doppiatore Mario Cordova ha ricevuto il premio alla carriera “Carlo G.Fava”. Ecco la videointervista di Barbara Kal per VOCI.fm

Intervista realizzata da Barbara Kal


Su VOCI.fm siamo al festival “Voci nell'Ombra 2023” e incontriamo Mario Cordova, premio alla carriera “Carlo G.Fava”. Mario, vieni da intense giornate di presentazione del tuo romanzo “Gli uccelli non hanno vertigini”. Questo libro racconta anche molto del tuo vissuto!
Si, anche se meno di quanto avrei pensato. Perché poi succede così, che i romanzi sono un po' come i figli. Quando tu li aspetti ti fai un sacco di programmi, poi crescono e... Il romanzo è così: una volta che hai stabilito due tracce, poi comanda lui. Questa è una storia di abbandoni, dei quali purtroppo ho esperienza, avendone subiti diversi nella vita.

Siamo al festival “Voci nell'Ombra” per celebrare le eccellenze del doppiaggio italiano. Tu come sei arrivato a fare questo mestiere?
È stato casuale, ero a Roma e un attore straordinario dell'epoca - purtroppo scomparso - mi ha chiesto di passare a trovarlo in sala; poi ha messo in piedi una sceneggiata dicendo al direttore di doppiaggio che io ero un attore straordinario. Sta di fatto che ho improvvisato un provino... che è poi rimasto nel film. Tutto è partito da lì e il doppiaggio mi è piaciuto da subito e devo dire che a un certo punto della mia vita ho quasi smesso di fare l'attore per dedicarmi interamente al leggio. Trovo che sia un mestiere magnifico.

Comunque tu non hai mai abbandonato le sfaccettature di questa professione, perché un doppiatore è fondamentalmente un attore che incolla la sua voce, in parte anche la sua fisicità, ad un altro “collega”. E se dovessi dare un consiglio ad un giovane che vuole iniziare?
Dico sempre ai ragazzi che se ci credono devono andare avanti, provarci, perché realizzare il sogno è la cosa fondamentale della vita. Non c'è altro di più importante.

Tu hai dato la voce a tantissimi attori, ma se dovessi citare uno dei ruoli in cui è stato più difficile trovare la giusta chiave interpretativa e quello invece in cui ti sei divertito di più in assoluto?
Mi vengono in mente due personaggi particolarmente giocosi che sono stati Mr. Bean in “Quattro matrimoni e il dottor Egon Spengler nel film “Ghostbusters”. Due caratteri vocali lontani dalla mia voce originale, piuttosto “da fighetto”, ma che hanno rappresentato esperienze diverse e uniche, fra quelle che ricordo di più. Se parliamo invece di un doppiaggio “impegnativo”, di certo il ruolo di Vincent Van Gogh (Willem Dafoe) nella pellicola omonima del 2018. Ho detto: “io come posso interpretare una testa così diversa, così lontana da me?” e mi è venuta incontro una scena del film, in cui Van Gogh guardava tutto con l'entusiasmo e lo stupore di un bambino piccolo. Il pensarmi così è stata la chiave per riuscire a trovare la giusta interpretazione.

E ci sei riuscito! Grazie Mario per essere stato con VOCI.fm
Ciao, saluto a tutti e complimenti anche a voi.


 

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