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Barbara Marchand: la "Signora" della radio

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Le nostre interviste sul mondo della voce non potevano che incrociare la favolosa carriera di Barbara Marchand, vera “Signora” della radio già dagli esordi a fine anni '60, nonché primissima iscritta a VOCI.fm. L'ha incontrata per noi il blogger Marco Picchio.

Intervista realizzata da Marco Picchio





Amici di VOCI.fm, un saluto da Marco Picchio. L’intervista di oggi è ad un personaggio femminile che ha dato tanto (e sta ancora dando molto) alla radio. Lei ha una bellissima voce calda e rassicurante, con una “erre francese” veramente unica: signori e signore... Barbara Marchand!
Buongiorno, mi piace la “voce rassicurante” che non avevo 40 anni fa perché ero una Disc-Jockey come tutti quelli che iniziavano ed iniziano ancora oggi. Adesso, con l’età, sono ovviamente diventata più intimistica, pur non perdendo la verve; e soprattutto so ancora cazzeggiare benissimo anch'io :-)

La “erre” è rimasta comunque ahahah..
E’ “quasi” voluta, sai perché? Perché io ho studiato italiano all’Università quindi, quando voglio, parlo benissimo e con le “erre” giuste; ma siccome i miei fan e ascoltatori mi hanno detto che piace molto, a furia di usarla è diventato un automatismo e quando faccio discorsi lunghissimi la “erre francese” torna fuori.

Barbara, innanzitutto ti comunico che tu sei stata la prima iscritta alla nostra community, la numero uno su VOCI.fm!
Mi ricordo bene, parecchi anni fa, questo sito mi intrigava e ho detto: “perché no?” Se poi posso dare un contributo... volentieri!

Certo e ti ringraziamo. Adesso raccontaci come sei approdata in radio, parliamo di “Radio Montecarlo”, l'emittente elegante per antonomasia!
Ero all’Università e studiavo già lettere italiane; la mia professoressa del Liceo era la mia vicina di casa e un giorno ci incontrammo per comprare il pane. La Signora, felice nel sentirmi dire che frequentavo proprio Lettere, mi propose di candidarmi a Radio Montecarlo, dove stavano cercando persone brave con l'italiano e con il francese. Io non sapevo neanche cosa fossero i microfoni e ho detto subito di no. Dopo qualche tempo, “metabolizzando”, ho richiamata la prof per chiederle il numero da contattare; chiamai la segreteria di Radio Montecarlo per parlare con il direttore, presi un appuntamento e feci un provino... tra l'altro disastroso :-)

I provini sono sempre un problema, l’importante è quello che viene dopo dai…
Esatto…e quindi la settimana successiva ricevetti una lettera con l’intestazione “Radio Montecarlo” che mi ufficializzava la diretta dalla settimana successiva, ogni pomeriggio tra le 14.00 e le 16.00. Mi sono detta: “ma che vado a fare????” :-)

E invece vedi che poi è stata la tua fortuna!
Certamente è stata la mia fortuna! Mia madre voleva che insegnassi, io avevo fatto domanda al Liceo di Monaco ma mi risposero che non c’era posto. Mia mamma insisteva dicendo “la radio... che sarà mai?”; io in verità venivo già pagata all’epoca e le chiesi di lasciarmi stare: avevo solo vent’anni e mi sono laureata mentre lavoravo a Radio Montecarlo.

Tu sei stata tra le prime grandi voci di “Rai Stereo Uno”, nel 1982, quindi proprio lo spartiacque tra la radio “vecchia” e quella di oggi. Raccontaci di questa tua entusiasmante esperienza, dei collaboratori dell’epoca e di quel periodo bellissimo.
E' stata veramente un'esperienza gratificante. La RAI mi chiamò anche perché avevo già fatto qualcosa in televisione, ovvero “Giochi senza frontiere sulla neve”, per l’Eurovisione. Il dirigente dell’epoca era Fabio Brasile, con cui sono ancora in contatto anche se è in pensione; mi disse di essere adatta a questa nuova esperienza ed iniziammo in coppia con Federico Biagione su "Rai Stereo Due". Era l’8 novembre 1982, la sigla diceva “il primo giorno di primavera”. Era effettivamente così: abbiamo lavorato sempre con le t-shirt a manica corta, perchè quell'anno era caldissimo. Sono stata in onda per i primi sei mesi, poi all’epoca c'era una legge per cui non si poteva lavorare più di un certo periodo nello stesso ruolo e quindi abbiamo fatto una sosta e poi ricominciato. Così fu per quattro o cinque anni; avevamo un seguito straordinario. Pensa che ancora oggi grazie a Facebook ho ritrovato fan del tempo e loro hanno ritrovato me.

Tu sei molto presente sui social e sei una grande provocatrice; so che c’è una cosa che non sopporti, ovvero i conduttori televisivi e gli speaker che commettono errori di dizione...
E’ vero, ma non per cattiveria, bensì per ignoranza di chi, con gli strumenti che ci sono oggi, non si sforza neanche di trovare la pronuncia andandola a cercare sul web. Ai miei tempi si doveva telefonare ai consolati o alle ambasciate per capire come dire per radio il nome di un nuovo politico, ad esempio. Ora con internet è tutto così facile che non capisco perchè qualcuno non lo fa!

Parliamo del presente, tu sei impegnata in un progetto sul web, ho visto che conduci una trasmissione su “Radio Video Music”, dico bene?
Certo, anche questa cosa nasce per caso, ma tu sai bene che il caso non esiste. Io ho una piscinetta a casa mia e me la sono fatta con tanto sudore; questa piscinetta ha un locale tecnico e io non ne capisco niente. I primi anni facevo venire una squadra ma mi costava un occhio della testa, così un giorno ne ho scritto su Facebook e mi si è presentato un signore che ha proprio una ditta di piscine. Si è offerto di aiutarmi, abbiamo lavorato con la presa diretta del telefono ed ho risolto il problema. Per sdebitarmi, visto che questo signore ha anche una piccola radio, mi sono resa disponibile per fargli dei jingle. Da lì è nato tutto e poi si è amplificato. Ora sto facendo una trasmissione bellissima, tra il culturale e il musicale, in lingua francese. Dura un'ora, la registro una volta ogni quattro settimane e va in onda il giovedì per tutto il mese. Poi non faccio solo questo: il martedì notte alle 02.00 sono on-air su “Border Nights Radio” con una rubrica che tratta di misteri; io amo molto la fantascienza e mi diverto molto.

Ringrazio Barbara Marchand per essere stata con noi qui su VOCI.fm, ce lo fai un saluto per tutti gli utenti?
Ma come no! Anzi, li invito a seguire VOCI.fm perché anche questo è un luogo deputato per la Radio con la “erre” maiuscola, realizzato da persone competenti. Faccio tanti auguri a chi si avvicina alla carriera radiofonica dicendo: “Fate attenzione, perché non è cosi facile come sembra!”

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Barbara Marchand: la "Signora" della radio

Le nostre interviste sul mondo della voce non potevano che incrociare la favolosa carriera di Barbara Marchand, vera “Signora” della radio già dagli esordi a fine anni '60, nonché primissima iscritta a VOCI.fm. L'ha incontrata per noi il blogger Marco Picchio.

Intervista realizzata da Marco Picchio





Amici di VOCI.fm, un saluto da Marco Picchio. L’intervista di oggi è ad un personaggio femminile che ha dato tanto (e sta ancora dando molto) alla radio. Lei ha una bellissima voce calda e rassicurante, con una “erre francese” veramente unica: signori e signore... Barbara Marchand!
Buongiorno, mi piace la “voce rassicurante” che non avevo 40 anni fa perché ero una Disc-Jockey come tutti quelli che iniziavano ed iniziano ancora oggi. Adesso, con l’età, sono ovviamente diventata più intimistica, pur non perdendo la verve; e soprattutto so ancora cazzeggiare benissimo anch'io :-)

La “erre” è rimasta comunque ahahah..
E’ “quasi” voluta, sai perché? Perché io ho studiato italiano all’Università quindi, quando voglio, parlo benissimo e con le “erre” giuste; ma siccome i miei fan e ascoltatori mi hanno detto che piace molto, a furia di usarla è diventato un automatismo e quando faccio discorsi lunghissimi la “erre francese” torna fuori.

Barbara, innanzitutto ti comunico che tu sei stata la prima iscritta alla nostra community, la numero uno su VOCI.fm!
Mi ricordo bene, parecchi anni fa, questo sito mi intrigava e ho detto: “perché no?” Se poi posso dare un contributo... volentieri!

Certo e ti ringraziamo. Adesso raccontaci come sei approdata in radio, parliamo di “Radio Montecarlo”, l'emittente elegante per antonomasia!
Ero all’Università e studiavo già lettere italiane; la mia professoressa del Liceo era la mia vicina di casa e un giorno ci incontrammo per comprare il pane. La Signora, felice nel sentirmi dire che frequentavo proprio Lettere, mi propose di candidarmi a Radio Montecarlo, dove stavano cercando persone brave con l'italiano e con il francese. Io non sapevo neanche cosa fossero i microfoni e ho detto subito di no. Dopo qualche tempo, “metabolizzando”, ho richiamata la prof per chiederle il numero da contattare; chiamai la segreteria di Radio Montecarlo per parlare con il direttore, presi un appuntamento e feci un provino... tra l'altro disastroso :-)

I provini sono sempre un problema, l’importante è quello che viene dopo dai…
Esatto…e quindi la settimana successiva ricevetti una lettera con l’intestazione “Radio Montecarlo” che mi ufficializzava la diretta dalla settimana successiva, ogni pomeriggio tra le 14.00 e le 16.00. Mi sono detta: “ma che vado a fare????” :-)

E invece vedi che poi è stata la tua fortuna!
Certamente è stata la mia fortuna! Mia madre voleva che insegnassi, io avevo fatto domanda al Liceo di Monaco ma mi risposero che non c’era posto. Mia mamma insisteva dicendo “la radio... che sarà mai?”; io in verità venivo già pagata all’epoca e le chiesi di lasciarmi stare: avevo solo vent’anni e mi sono laureata mentre lavoravo a Radio Montecarlo.

Tu sei stata tra le prime grandi voci di “Rai Stereo Uno”, nel 1982, quindi proprio lo spartiacque tra la radio “vecchia” e quella di oggi. Raccontaci di questa tua entusiasmante esperienza, dei collaboratori dell’epoca e di quel periodo bellissimo.
E' stata veramente un'esperienza gratificante. La RAI mi chiamò anche perché avevo già fatto qualcosa in televisione, ovvero “Giochi senza frontiere sulla neve”, per l’Eurovisione. Il dirigente dell’epoca era Fabio Brasile, con cui sono ancora in contatto anche se è in pensione; mi disse di essere adatta a questa nuova esperienza ed iniziammo in coppia con Federico Biagione su "Rai Stereo Due". Era l’8 novembre 1982, la sigla diceva “il primo giorno di primavera”. Era effettivamente così: abbiamo lavorato sempre con le t-shirt a manica corta, perchè quell'anno era caldissimo. Sono stata in onda per i primi sei mesi, poi all’epoca c'era una legge per cui non si poteva lavorare più di un certo periodo nello stesso ruolo e quindi abbiamo fatto una sosta e poi ricominciato. Così fu per quattro o cinque anni; avevamo un seguito straordinario. Pensa che ancora oggi grazie a Facebook ho ritrovato fan del tempo e loro hanno ritrovato me.

Tu sei molto presente sui social e sei una grande provocatrice; so che c’è una cosa che non sopporti, ovvero i conduttori televisivi e gli speaker che commettono errori di dizione...
E’ vero, ma non per cattiveria, bensì per ignoranza di chi, con gli strumenti che ci sono oggi, non si sforza neanche di trovare la pronuncia andandola a cercare sul web. Ai miei tempi si doveva telefonare ai consolati o alle ambasciate per capire come dire per radio il nome di un nuovo politico, ad esempio. Ora con internet è tutto così facile che non capisco perchè qualcuno non lo fa!

Parliamo del presente, tu sei impegnata in un progetto sul web, ho visto che conduci una trasmissione su “Radio Video Music”, dico bene?
Certo, anche questa cosa nasce per caso, ma tu sai bene che il caso non esiste. Io ho una piscinetta a casa mia e me la sono fatta con tanto sudore; questa piscinetta ha un locale tecnico e io non ne capisco niente. I primi anni facevo venire una squadra ma mi costava un occhio della testa, così un giorno ne ho scritto su Facebook e mi si è presentato un signore che ha proprio una ditta di piscine. Si è offerto di aiutarmi, abbiamo lavorato con la presa diretta del telefono ed ho risolto il problema. Per sdebitarmi, visto che questo signore ha anche una piccola radio, mi sono resa disponibile per fargli dei jingle. Da lì è nato tutto e poi si è amplificato. Ora sto facendo una trasmissione bellissima, tra il culturale e il musicale, in lingua francese. Dura un'ora, la registro una volta ogni quattro settimane e va in onda il giovedì per tutto il mese. Poi non faccio solo questo: il martedì notte alle 02.00 sono on-air su “Border Nights Radio” con una rubrica che tratta di misteri; io amo molto la fantascienza e mi diverto molto.

Ringrazio Barbara Marchand per essere stata con noi qui su VOCI.fm, ce lo fai un saluto per tutti gli utenti?
Ma come no! Anzi, li invito a seguire VOCI.fm perché anche questo è un luogo deputato per la Radio con la “erre” maiuscola, realizzato da persone competenti. Faccio tanti auguri a chi si avvicina alla carriera radiofonica dicendo: “Fate attenzione, perché non è cosi facile come sembra!”

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