Lunetta Savino: la radio è il vero luogo della fantasia
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Elegante, talentuosa, ironica. L'ospite di oggi su VOCI.fm è Lunetta Savino, che inizia la sua lunga carriera proprio grazie alla voce, come speaker in radio, e poi diventa popolarissima in televisione interpretando Cettina in "Un medico in famiglia". Qualche aneddoto e un consiglio prezioso, nell'intervista a Patrizia Simonetti.
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Lunetta Savino su VOCI.fm! Attrice di teatro e televisione, hai fatto anche tanta radio: come si lavora con la voce?Per me la radio è stata una grande passione, parlo dei miei esordi poichè fa parte del mio periodo di gavetta; mi piacerebbe riprenderla, perché reputo la radio il “luogo della fantasia assoluto”, dove puoi immaginare qualsiasi cosa ascoltando una voce. Quindi per un attore è una bellissima esperienza, un bellissimo gioco. Poi c’è anche quello del cinema, eh!
E’ più facile, secondo te, utilizzare la propria voce per il cinema e la televisione oppure in radio? Perché si dice che la radio non avendo immagini ti costringe a darne con la tua voce...Si, certo. E' quella la sfida ma insomma, è proprio ciò che a me ha sempre appassionato, ovviamente giocare con la fantasia e immaginare.
Un consiglio a chi vuole fare teatro, l’attore o comunque vuol lavorare con la voce?Credo che chi ha questa curiosità, questo interesse e questa passione è giusto che ci provi, indipendentemente se poi diventerà o meno un professionista. Io dico sempre ai ragazzi che è giusto provarci, anche se poi non sarà un lavoro; va bene lo stesso. Ciao VOCI.fm
LUNETTA SAVINO: CENNI BIOGRAFICI
Lunetta Savino nasce a Bari il 2 Novembre 1957. E' nota al pubblico soprattutto per il ruolo di Cettina Gargiulo nella sit-com Rai "Un medico in famiglia" ed alterna televisione, cinema e teatro. Si forma professionalmente alla Scuola di Teatro di Bologna, diretta da Galante Garrone e si laurea a pieni voti al DAMS nel 1989. Debutta in teatro nel 1980 con il "Macbeth" di Shakespeare e nel 1982 debutta al cinema con "Grog" di Felice Laudadio. Fra le sue interpretazioni, "Mi manda Picone" di Nanni Loy del 1983, "Matrimoni" (1998) di Cristina Comencini, grazie al quale ottiene la candidatura ai Nastri d'Argento e al David di Donatello come migliore attrice non protagonista, "Liberate i pesci" (1999), ancora di Cristina Comencini, che le vale un'altra candidatura ai Nastri d'Argento come migliore attrice non protagonista.
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Lunetta Savino su VOCI.fm! Attrice di teatro e televisione, hai fatto anche tanta radio: come si lavora con la voce?Per me la radio è stata una grande passione, parlo dei miei esordi poichè fa parte del mio periodo di gavetta; mi piacerebbe riprenderla, perché reputo la radio il “luogo della fantasia assoluto”, dove puoi immaginare qualsiasi cosa ascoltando una voce. Quindi per un attore è una bellissima esperienza, un bellissimo gioco. Poi c’è anche quello del cinema, eh!
E’ più facile, secondo te, utilizzare la propria voce per il cinema e la televisione oppure in radio? Perché si dice che la radio non avendo immagini ti costringe a darne con la tua voce...Si, certo. E' quella la sfida ma insomma, è proprio ciò che a me ha sempre appassionato, ovviamente giocare con la fantasia e immaginare.
Un consiglio a chi vuole fare teatro, l’attore o comunque vuol lavorare con la voce?Credo che chi ha questa curiosità, questo interesse e questa passione è giusto che ci provi, indipendentemente se poi diventerà o meno un professionista. Io dico sempre ai ragazzi che è giusto provarci, anche se poi non sarà un lavoro; va bene lo stesso. Ciao VOCI.fm
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Lunetta Savino nasce a Bari il 2 Novembre 1957. E' nota al pubblico soprattutto per il ruolo di Cettina Gargiulo nella sit-com Rai "Un medico in famiglia" ed alterna televisione, cinema e teatro. Si forma professionalmente alla Scuola di Teatro di Bologna, diretta da Galante Garrone e si laurea a pieni voti al DAMS nel 1989. Debutta in teatro nel 1980 con il "Macbeth" di Shakespeare e nel 1982 debutta al cinema con "Grog" di Felice Laudadio. Fra le sue interpretazioni, "Mi manda Picone" di Nanni Loy del 1983, "Matrimoni" (1998) di Cristina Comencini, grazie al quale ottiene la candidatura ai Nastri d'Argento e al David di Donatello come migliore attrice non protagonista, "Liberate i pesci" (1999), ancora di Cristina Comencini, che le vale un'altra candidatura ai Nastri d'Argento come migliore attrice non protagonista.











