Maccio Capatonda: voce in "Pupazzi senza gloria"
ARTICOLO
A doppiare il pupazzo più irriverente del cinema non poteva che essere Maccio Capatonda: sua infatti la voce di Phil Phillips, ex-poliziotto “riciclatosi” in investigatore privato, protagonista di “Pupazzi senza gloria”, l’irriverente film di Brian Henson (figlio di Jim Henson che creò i Muppets), in sala dal 18 Ottobre 2018 con Lucky Red. Per l'attore e conduttore radiofonico Maccio Capatonda è la terza esperienza nel doppiaggio, dopo "South Park” e “Angry Birds - il film”. Videointervista di Patrizia Simonetti per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Maccio Capatonda in “Pupazzi senza gloria”, tu avevi già doppiato altre volte, però è la prima volta che dai voce ad un pupazzo, giusto?
Si, è molto bello perché il pupazzo si presta ad essere doppiato, lui non parla “di base”, non è un essere vivente e quindi ha bisogno della voce e mi ha chiesto di prestargliela. Io gliel’ho prestata... poi me l’ha ridata, ovviamente. È stato difficile perché il pupazzo non ha neanche espressività e quindi devi dargli attraverso la voce anche un’anima, un’emotività, uno spessore, una serie di cose di cui ha bisogno... il pupazzo :-)
Quanto ci hai messo di tuo in questo Phil Philips così dissacrante? Un poliziotto molto sopra le righe.
Ci ho messo il 62% di mio, forse anche il 69 / 70% e il resto è del pupazzo e del personaggio che interpreta il pupazzo.
Ma perché ti piace tanto il doppiaggio?
Perché mi piace molto lavorare con la voce, u pò come mi piace fare la regia, l’attore, è una parte di quello. Mi piace creare cose che non esistono, guardare la realtà e trasformarla attraverso l’arte della vocalizzazione.
Tu lavori con la voce, ma lavori anche con il linguaggio, ti inventi delle parole che non esistono…
Si, mi piace “destrutturare” le cose, dissacrarle, come a non voler accettare la realtà così com’è e quindi romperla, imporre il mio giudizio sulle strutture e sui linguaggi. I linguaggi, infatti, sono le cose più strutturate che abbiamo e io li voglio bruciare!
Quando ti sei accorto che volevi e potevi lavorare con la tua voce?
Io ho sempre voluto lavorare con la voce, fin da quando ero bambino. Ho doppiato anche “Ritorno al futuro”, da solo a casa mia, facendo la voce di Micheal J. Fox. Mi sono accorto di poterci lavorare più o meno nel 2000, quando mi chiesero di fare i doppiaggi delle interviste ai cantanti stranieri per un programma televisivo e lì mi sono detto: “Allora oltre che piacermi, riesco anche a farci qualcosa!” Un saluto a VOCI.fm da Maccio Capatonda… anzi... due saluti!
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A doppiare il pupazzo più irriverente del cinema non poteva che essere Maccio Capatonda: sua infatti la voce di Phil Phillips, ex-poliziotto “riciclatosi” in investigatore privato, protagonista di “Pupazzi senza gloria”, l’irriverente film di Brian Henson (figlio di Jim Henson che creò i Muppets), in sala dal 18 Ottobre 2018 con Lucky Red. Per l'attore e conduttore radiofonico Maccio Capatonda è la terza esperienza nel doppiaggio, dopo "South Park” e “Angry Birds - il film”. Videointervista di Patrizia Simonetti per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Maccio Capatonda in “Pupazzi senza gloria”, tu avevi già doppiato altre volte, però è la prima volta che dai voce ad un pupazzo, giusto?
Si, è molto bello perché il pupazzo si presta ad essere doppiato, lui non parla “di base”, non è un essere vivente e quindi ha bisogno della voce e mi ha chiesto di prestargliela. Io gliel’ho prestata... poi me l’ha ridata, ovviamente. È stato difficile perché il pupazzo non ha neanche espressività e quindi devi dargli attraverso la voce anche un’anima, un’emotività, uno spessore, una serie di cose di cui ha bisogno... il pupazzo :-)
Quanto ci hai messo di tuo in questo Phil Philips così dissacrante? Un poliziotto molto sopra le righe.
Ci ho messo il 62% di mio, forse anche il 69 / 70% e il resto è del pupazzo e del personaggio che interpreta il pupazzo.
Ma perché ti piace tanto il doppiaggio?
Perché mi piace molto lavorare con la voce, u pò come mi piace fare la regia, l’attore, è una parte di quello. Mi piace creare cose che non esistono, guardare la realtà e trasformarla attraverso l’arte della vocalizzazione.
Tu lavori con la voce, ma lavori anche con il linguaggio, ti inventi delle parole che non esistono…
Si, mi piace “destrutturare” le cose, dissacrarle, come a non voler accettare la realtà così com’è e quindi romperla, imporre il mio giudizio sulle strutture e sui linguaggi. I linguaggi, infatti, sono le cose più strutturate che abbiamo e io li voglio bruciare!
Quando ti sei accorto che volevi e potevi lavorare con la tua voce?
Io ho sempre voluto lavorare con la voce, fin da quando ero bambino. Ho doppiato anche “Ritorno al futuro”, da solo a casa mia, facendo la voce di Micheal J. Fox. Mi sono accorto di poterci lavorare più o meno nel 2000, quando mi chiesero di fare i doppiaggi delle interviste ai cantanti stranieri per un programma televisivo e lì mi sono detto: “Allora oltre che piacermi, riesco anche a farci qualcosa!” Un saluto a VOCI.fm da Maccio Capatonda… anzi... due saluti!











