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Parliamo di voce con l'attrice Sara Serraiocco

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Sara Serraiocco è una delle attrici italiane del momento, giovane e naturale, scelta soprattutto per vestire i panni di ragazze fuori dal comune, sopra le righe, come è stato in “Non è un paese per giovani” di Giovanni Veronesi o in “Brutti e cattivi” di Cosimo Gomez. Ed eccola nel film “In viaggio con Adele” (regia di Alessandro Capitani) ad interpretare un ruolo stravagante, quello di un'orfana affetta da una forma di “neuro diversità”. Ma a stupirci in questo film è un’altra capacità di Sara, quella di aver imparato in poco tempo (e alla perfezione) il dialetto foggiano, nonostante sia abruzzese doc. Di questo e del suo modo di usare la voce, Patrizia Simonetti ha parlato direttamente con lei alla preapertura della Festa del Cinema di Roma.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Sara Serraiocco su VOCI.fm! Intanto complimenti, “In viaggio con Adele” è un film bellissimo, in cui sei un personaggio, una ragazza molto particolare.
Grazie mille, si, Adele è una personaggio speciale, è una ragazza che ama indossare questo pigiama a forma di coniglio che la isola dal mondo esterno. Ho voluto darle delle sfumature di grande comicità ma anche di drammaticità.


A proposito delle sfumature, a noi interessa moltissimo il fatto che tu, da abruzzese, sia riuscita a parlare un perfetto dialetto foggiano. Come hai fatto, chi ti ha aiutato?
Vero, per me questo film è stato un viaggio alla scoperta del foggiano, che è molto affascinante e che non avevo mai usato prima. Mi immaginavo la ragazza pugliese con un dialetto barese o comunque molto vicino, invece ha dei suoni completamente diversi. Sono stata seguita da un dialect-coach, Mimmo Padrone ed ho avuto il supporto di Alessandro Capitani, un regista di grandissima sensibilità ed anche se questa è la sua “opera prima”, lo considero già maturo. Poi Alessandro Haber e Isabella ferrari, due grandissimi attori che mi hanno dato una grande mano sul set.



Quanto è importante per un'attrice, soprattutto giovane, sapere diverse lingue, riuscire a modularsi sui vari dialetti e modi di parlare?
E' importantissimo, anche se la priorità resta quella di fare dei personaggi belli che sappiano emozionare. Però è un'abilità che è meglio avere; a me piace molto, tant'è che ho imparato ad usare l'inglese, conosco il francese e mi piacciono i dialetti, sperimentare tonalità della voce ecc.


Infatti anche la tonalità è importante, a seconda del personaggio tu te la giostri, ci lavori molto?
Si, assolutamente, mi piace anche andare in contrasto. Non è detta che un personaggio drammatico debba per forza avere una voce profonda... Sono tutti lavori di preparazione, poi sul set mi lascio andare al ruolo che interpreto.
Un saluto a VOCI.fm da Sara Serraiocco, un abbraccio.

 

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Parliamo di voce con l'attrice Sara Serraiocco

Sara Serraiocco è una delle attrici italiane del momento, giovane e naturale, scelta soprattutto per vestire i panni di ragazze fuori dal comune, sopra le righe, come è stato in “Non è un paese per giovani” di Giovanni Veronesi o in “Brutti e cattivi” di Cosimo Gomez. Ed eccola nel film “In viaggio con Adele” (regia di Alessandro Capitani) ad interpretare un ruolo stravagante, quello di un'orfana affetta da una forma di “neuro diversità”. Ma a stupirci in questo film è un’altra capacità di Sara, quella di aver imparato in poco tempo (e alla perfezione) il dialetto foggiano, nonostante sia abruzzese doc. Di questo e del suo modo di usare la voce, Patrizia Simonetti ha parlato direttamente con lei alla preapertura della Festa del Cinema di Roma.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Sara Serraiocco su VOCI.fm! Intanto complimenti, “In viaggio con Adele” è un film bellissimo, in cui sei un personaggio, una ragazza molto particolare.
Grazie mille, si, Adele è una personaggio speciale, è una ragazza che ama indossare questo pigiama a forma di coniglio che la isola dal mondo esterno. Ho voluto darle delle sfumature di grande comicità ma anche di drammaticità.


A proposito delle sfumature, a noi interessa moltissimo il fatto che tu, da abruzzese, sia riuscita a parlare un perfetto dialetto foggiano. Come hai fatto, chi ti ha aiutato?
Vero, per me questo film è stato un viaggio alla scoperta del foggiano, che è molto affascinante e che non avevo mai usato prima. Mi immaginavo la ragazza pugliese con un dialetto barese o comunque molto vicino, invece ha dei suoni completamente diversi. Sono stata seguita da un dialect-coach, Mimmo Padrone ed ho avuto il supporto di Alessandro Capitani, un regista di grandissima sensibilità ed anche se questa è la sua “opera prima”, lo considero già maturo. Poi Alessandro Haber e Isabella ferrari, due grandissimi attori che mi hanno dato una grande mano sul set.



Quanto è importante per un'attrice, soprattutto giovane, sapere diverse lingue, riuscire a modularsi sui vari dialetti e modi di parlare?
E' importantissimo, anche se la priorità resta quella di fare dei personaggi belli che sappiano emozionare. Però è un'abilità che è meglio avere; a me piace molto, tant'è che ho imparato ad usare l'inglese, conosco il francese e mi piacciono i dialetti, sperimentare tonalità della voce ecc.


Infatti anche la tonalità è importante, a seconda del personaggio tu te la giostri, ci lavori molto?
Si, assolutamente, mi piace anche andare in contrasto. Non è detta che un personaggio drammatico debba per forza avere una voce profonda... Sono tutti lavori di preparazione, poi sul set mi lascio andare al ruolo che interpreto.
Un saluto a VOCI.fm da Sara Serraiocco, un abbraccio.

 

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