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Leonardo Manera su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Ci ha strappato quattro sane risate a Zelig, a Colorado e a Paperissima. Lo abbiamo ascoltato in onda su Radio 2 e su Radio 24. Stiamo parlando del comico e cabarettista Leonardo Manera, che il nostro Angelo Oliva ha intervistato nel corso della presentazione del libro "Scrivi la tua voce" di Tina Venturi (di cui è molto amico)!

Intervista realizzata da Angelo Oliva


Leonardo Manera su VOCI.fm. Come mai qui con la voce e con la lettura?
Perché Tina Venturi è un'amica che conosco da trent'anni circa, e quando mi ha detto che aveva fatto questo libro (“Scrivi la tua Voce”) mi ha chiesto di partecipare. Sono venuto volentieri perché la voce e la lettura fanno parte del mio lavoro.

Quanto è importante la voce e la lettura per il tuo lavoro? Spiegaci in che modo sfruttiamo anche la dizione, perché un po’ abbiamo scherzato con la dizione oggi.
Beh! La voce è fondamentale perché, per chi fa il mio lavoro, quando sei senza voce, è un dramma ovviamente, perché non puoi lavorare. Quindi, devi comunque sforzarti. Fai gli aerosol, fai di tutto per averla. E poi riuscire in qualche modo a modulare la voce, giocare con la voce, ti permette di essere più attraente e attrattivo per chi ti ascolta. Non essere monotono. Quindi, bisogna imparare ad utilizzarla per chi fa lo spettacolo. E conoscere la dizione. Anche se è una cosa che si utilizza sempre meno, è importante sapere com’è.

Ti cimenti anche con la radio. Quanto è importante usare bene la voce al microfono di una Radio?
Nella radio e la cosa più importante, perché essendo l'unico strumento che hai a disposizione, devi farti comprendere bene. Soprattutto all'inizio, ci si sforza di far capire bene, quello che si sta dicendo.

Abbiamo parlato del fatto che i comici possono sfruttare le loro debolezze, le loro piccole carenze per dare un valore aggiunto. Quanto, questo valore aggiunto, deve esser cercato attraverso un corso piuttosto che impegnarsi in qualcosa, in questo caso, di artistico?
Io credo che tutte le forme artistiche, siano una forma di comunicazione. Quindi, qualcosa che tu trasmetti di te stesso alle altre persone. Nel caso della comicità, il ritorno è immediato, perché le persone o ridono o non ridono. Quindi, hai subito modo di percepire se, quello che stai dicendo, comunica qualcosa oppure no. Comunque in tutte le forme di spettacolo, c'è sempre comunicazione. Quindi, è importante per dare qualcosa di sé. In questo senso ho iniziato a fare il comico, come poi chi fa il pittore lo fa’ attraverso i quadri, chi scrive, come Tina, attraverso i libri e così via. Però io credo sia sempre un modo per comunicare.

Quanto utilizzi il social? Anche in maniera comica e leggera?
Io ho due pagine Facebook. Una quella, diciamo, dell'artista fra virgolette, ma non la utilizzo. Ho la mia privata che utilizzo per tutto. Alcune volte metto delle battute, altre volte cose serie. Altre volte mi dicono, chi risponde, delle cose terribili, ma io sono abituato. Mi insultano, altre volte mi fanno i complimenti. Secondo me, non bisogna, diciamo per chi li utilizza come me, quindi in modo non assiduo, non bisogna dare troppa importanza. Poi c'è invece chi li utilizza come forma di promozione. Quella è una cosa che dovrai fare anch'io, che ancora non faccio. In quel senso è utile. Però ecco, io non capisco quelli che passano la vita a insultare gli altri su Facebook. E’ una cosa per me, inconcepibile. Però, vedo che si va diffondendo sempre di più. Ci sarà un perché.

Quanto è importante la preparazione nel tuo campo, in questo caso, la parte comica?
Eh! Molti pensano che il comico dice: “vai su e dici due cazzate”. Invece non è così perché gli spettacoli comici, come tutti gli spettacoli, vanno preparati. Ti devi mettere lì, scrivere, provare, riprendere in mano la cosa, riscriverla. A volta ci vuole tanto tempo. A volte sei da solo anche a farlo, quindi ti passa la voglia. Certa non è come andare in fabbrica tutte le mattine, che è più pesante, però è un lavoro che ha comunque le sue difficoltà.

Che consiglio daresti a qualcuno che si vuole approcciare questo lavoro oggi?
Gli darei il consiglio di provare a farlo, perché se hai questa passione, vale la pena di coltivarla. Vale la pena di provare a vedere se, quello che dai tu sul palco, è una cosa che in qualche modo, in qualche momento, ti rende, non dico felice, ma ti rende inquieto. Perché alla fine l'inquietudine, secondo me, è il motore della vita. Quindi, devi trovare qualche cosa che ti dia la spinta.

Ho visto che hai in mano una bellissima maglietta :-)
Sono venuto qui solo nella speranza di poterla ricevere. Finalmente ce l'ho e questo darà un senso alla mia giornata. Saluto gli amici di Voci.fm, che non conoscevo, ma che da oggi comincerò a seguire!
 

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Leonardo Manera su VOCI.fm

Ci ha strappato quattro sane risate a Zelig, a Colorado e a Paperissima. Lo abbiamo ascoltato in onda su Radio 2 e su Radio 24. Stiamo parlando del comico e cabarettista Leonardo Manera, che il nostro Angelo Oliva ha intervistato nel corso della presentazione del libro "Scrivi la tua voce" di Tina Venturi (di cui è molto amico)!

Intervista realizzata da Angelo Oliva


Leonardo Manera su VOCI.fm. Come mai qui con la voce e con la lettura?
Perché Tina Venturi è un'amica che conosco da trent'anni circa, e quando mi ha detto che aveva fatto questo libro (“Scrivi la tua Voce”) mi ha chiesto di partecipare. Sono venuto volentieri perché la voce e la lettura fanno parte del mio lavoro.

Quanto è importante la voce e la lettura per il tuo lavoro? Spiegaci in che modo sfruttiamo anche la dizione, perché un po’ abbiamo scherzato con la dizione oggi.
Beh! La voce è fondamentale perché, per chi fa il mio lavoro, quando sei senza voce, è un dramma ovviamente, perché non puoi lavorare. Quindi, devi comunque sforzarti. Fai gli aerosol, fai di tutto per averla. E poi riuscire in qualche modo a modulare la voce, giocare con la voce, ti permette di essere più attraente e attrattivo per chi ti ascolta. Non essere monotono. Quindi, bisogna imparare ad utilizzarla per chi fa lo spettacolo. E conoscere la dizione. Anche se è una cosa che si utilizza sempre meno, è importante sapere com’è.

Ti cimenti anche con la radio. Quanto è importante usare bene la voce al microfono di una Radio?
Nella radio e la cosa più importante, perché essendo l'unico strumento che hai a disposizione, devi farti comprendere bene. Soprattutto all'inizio, ci si sforza di far capire bene, quello che si sta dicendo.

Abbiamo parlato del fatto che i comici possono sfruttare le loro debolezze, le loro piccole carenze per dare un valore aggiunto. Quanto, questo valore aggiunto, deve esser cercato attraverso un corso piuttosto che impegnarsi in qualcosa, in questo caso, di artistico?
Io credo che tutte le forme artistiche, siano una forma di comunicazione. Quindi, qualcosa che tu trasmetti di te stesso alle altre persone. Nel caso della comicità, il ritorno è immediato, perché le persone o ridono o non ridono. Quindi, hai subito modo di percepire se, quello che stai dicendo, comunica qualcosa oppure no. Comunque in tutte le forme di spettacolo, c'è sempre comunicazione. Quindi, è importante per dare qualcosa di sé. In questo senso ho iniziato a fare il comico, come poi chi fa il pittore lo fa’ attraverso i quadri, chi scrive, come Tina, attraverso i libri e così via. Però io credo sia sempre un modo per comunicare.

Quanto utilizzi il social? Anche in maniera comica e leggera?
Io ho due pagine Facebook. Una quella, diciamo, dell'artista fra virgolette, ma non la utilizzo. Ho la mia privata che utilizzo per tutto. Alcune volte metto delle battute, altre volte cose serie. Altre volte mi dicono, chi risponde, delle cose terribili, ma io sono abituato. Mi insultano, altre volte mi fanno i complimenti. Secondo me, non bisogna, diciamo per chi li utilizza come me, quindi in modo non assiduo, non bisogna dare troppa importanza. Poi c'è invece chi li utilizza come forma di promozione. Quella è una cosa che dovrai fare anch'io, che ancora non faccio. In quel senso è utile. Però ecco, io non capisco quelli che passano la vita a insultare gli altri su Facebook. E’ una cosa per me, inconcepibile. Però, vedo che si va diffondendo sempre di più. Ci sarà un perché.

Quanto è importante la preparazione nel tuo campo, in questo caso, la parte comica?
Eh! Molti pensano che il comico dice: “vai su e dici due cazzate”. Invece non è così perché gli spettacoli comici, come tutti gli spettacoli, vanno preparati. Ti devi mettere lì, scrivere, provare, riprendere in mano la cosa, riscriverla. A volta ci vuole tanto tempo. A volte sei da solo anche a farlo, quindi ti passa la voglia. Certa non è come andare in fabbrica tutte le mattine, che è più pesante, però è un lavoro che ha comunque le sue difficoltà.

Che consiglio daresti a qualcuno che si vuole approcciare questo lavoro oggi?
Gli darei il consiglio di provare a farlo, perché se hai questa passione, vale la pena di coltivarla. Vale la pena di provare a vedere se, quello che dai tu sul palco, è una cosa che in qualche modo, in qualche momento, ti rende, non dico felice, ma ti rende inquieto. Perché alla fine l'inquietudine, secondo me, è il motore della vita. Quindi, devi trovare qualche cosa che ti dia la spinta.

Ho visto che hai in mano una bellissima maglietta :-)
Sono venuto qui solo nella speranza di poterla ricevere. Finalmente ce l'ho e questo darà un senso alla mia giornata. Saluto gli amici di Voci.fm, che non conoscevo, ma che da oggi comincerò a seguire!
 

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