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Pino Insegno: gli auguri dal G.P. del Doppiaggio

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Pino Insegno, intervistato per noi da Patrizia Simonetti, ci parla dell'importante compleanno del "Gran Premio del Doppiaggio" (giunto alla decima edizione) e della sua candidatura come doppiatore nel film "La Forma dell'acqua" dove da' la voce al perfido collonnello Strickland. Ovviamente sul #sitodellevoci.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Pino Insegno per il Gran Premio del Doppaggio numero 10! Buon compleanno!
Grazie, magari avessi solo dieci anni anch'io! Dieci anni è un traguardo stupendo, quando parlammo la prima volta di questo evento era solo un sogno che andava strutturato, e non era facile, però la cosa bella era gratificare l'intera categoria del mondo del doppiaggio, che è un vanto internazionale. Erroneamente si pensa che si doppi solo in Italia: no, in Italia siamo i migliori, che è diverso. Si doppia in tutto il mondo, magari qualcuno in Europa lascia più spazio alle versioni originali, ma vengono doppiati dappertutto. A parte nei paesi anglosassoni, dove infatti i film europei non vengono visti oppure hanno poco successo. È come un libro, una traduzione: quando uno si vanta, “Umberto Eco tradotto in centoventisei lingue!”, uguale un film, che viene tradotto in tante lingue per quanto è importante; poi in Italia, la patria del doppiaggio, negli anni Venti e Trenta per salvaguardare la lingua italiana si è deciso di chiamare non Johnny ma Giovanni, e in qualche modo da lì è nato tutto. 

Noi di VOCI.fm ci siamo sempre, la novità di questa decima edizione?
Di novità ce n'è una molto elegante, quest'anno siamo andati sulla qualità perché volevamo sottolineare l'importanza della qualità nel doppiaggio, che si sta perdendo perché in certi casi c'è troppa velocità d'esecuzione, bisogna essere onesti intellettualmente e riconoscere che certi prodotti sono fatti di fretta, male e non per colpa sempre nostra ma perché ti arriva una settimana prima la puntata di quella serie importante, e il venerdì la devi tradurre, adattare, doppiare, missare e mandare in onda, per cui certe volte si rischia il marasma vero, però puntiamo su questo e infatti c'è un'orchestra diretta da Paolo Vivaldi, e avremo tra gli ospiti grandi musicisti come Andrea Guerra, di cui faremo sentire “La finestra di fronte”, poi Micalizzi con lo splendido tema de “Lo chiamavano Trinità...”, che viene poi ripreso nel finale di Django Unchained in cui io ho doppiato Jamie Foxx, Stefano Mainetti, Claudio Simonetti dei Goblin, insomma si punta alla qualità. Si comincerà anche in maniera elegante facendo sentire una voce bella, antica; il sogno, la magia, la qualità: il leitmotiv di questa edizione. 

Poi c'è un'altra novità molto importante: quest'anno sei candidato come doppiatore! Miglior doppiatore protagonista per “La Forma dell'Acqua”, dove interpreti un colonnello molto cattivo.
Cattivo, acido: il colonnello Strickland non era facile, aveva mille sfaccettature nella sua cattiveria, non era il cattivo tipico, e siccome ogni anno c'è la commissione che si occupa delle nomination quest'anno mi è stato detto che non potevo continuare a non essere candidato, perché così facendo non avrei gratificato le persone con cui avevo lavorato. Ho detto va bene, fatelo, però io esco da qualsiasi commissione perché voglio che tutta la faccenda sia trasparente. Resta comunque una splendida festa, una scusa meravigliosa per sottolineare questo mondo che va dai traduttori agli adattatori, al fonico di mix, l'assistente, il direttore, insomma tutto un mondo straordinario che veicola i film e certe volte li rende anche migliori. Se dovessi vincere mi imbarazzerebbe un po', anche perché i miei concorrenti sono straordinari: c'è Francesco Pannofino per Denzel Washington, Stefano De Sando in “L'ora più buia” che ha fatto un lavoro meraviglioso su Churchill, Riccardo Rossi per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”. Accoglierei bene il premio perché il voto verrebbe dai miei colleghi, quindi sarebbe una gratificazione da parte loro, ma se non dovesse essere così, ah! Faccio un sospiro di sollievo e dico “ah, ok, consegno io il premio”, a me piace più fare i regali che riceverli. Per carità, sono uno che ha la faccia come quel che voi sapete, ma quando ricevo regali rimango sempre senza parole. 

Anche a Natale, immagino! Un'ultima cosa, visto che abbiamo parlato de “La Forma dell'Acqua”, un film splendido che penso sia piaciuto anche a te: quanto influenza il lavoro del doppiatore la sua considerazione dell'opera? Ti coinvolge oppure sei troppo concentrato tecnicamente quindi non te lo gusti più di tanto?
È vero, non te lo gusti molto però capisci che stai facendo una grandissima cosa. Poi quando vanno i colleghi a vederlo e dicono “ma chi l'ha doppiato?” è la soddisfazione più grande. Sono orgoglioso di un film che dovrà uscire tra poco e già è candidato a cinque Golden Globe, un Viggo Mortensen come non l'ho mai visto in questo “Green Book”, straordinario, idolo americano, parla siciliano, si è ingrassato di quindici chili, un Viggo Mortensen che non ha nulla a che vedere con niente di quello che ha fatto finora, grande difficoltà. Diretto da Mario Cordova, questo sarà una bella soddisfazione perché è venuto fuori qualcosa di inaspettato. Cerco sempre di modificare la mia voce a seconda di quello che faccio, lo stesso Viggo ne “Il Signore degli Anelli” ha una vocalità, ne “La promessa dell'assassino” in cui parla russo ne ha un'altra, sono sempre io ovviamente, però cerco di non rendere una voce simile come ho fatto per Sacha Baron Cohen in “Borat”, “Hugo Cabret”, e “Alice attraverso lo specchio”, o per Michael Shannon – che sto seguendo da qualche anno e mi piace molto – in “Elvis & Nixon”, “La Forma dell'Acqua”, “Fahrenheit 451”, un attore bellissimo e particolarissimo, che può fare tutto e il contrario di tutto, e in questo film è stato bravo e credo di avergli restituito quell'animo di acidità, di cattiveria, di sudditanza, di prosopopea, c'era un pò tutto. 

Allora in bocca al lupo, visto che stai per salire sul palco, sia per lo spettacolo sia per la tua candidatura!
Grazie a voi, grandissimi affezionati di VOCI.fm, auguri e buon Natale – detti da un Pino valgono, eh!


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Pino Insegno: gli auguri dal G.P. del Doppiaggio

Pino Insegno, intervistato per noi da Patrizia Simonetti, ci parla dell'importante compleanno del "Gran Premio del Doppiaggio" (giunto alla decima edizione) e della sua candidatura come doppiatore nel film "La Forma dell'acqua" dove da' la voce al perfido collonnello Strickland. Ovviamente sul #sitodellevoci.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Pino Insegno per il Gran Premio del Doppaggio numero 10! Buon compleanno!
Grazie, magari avessi solo dieci anni anch'io! Dieci anni è un traguardo stupendo, quando parlammo la prima volta di questo evento era solo un sogno che andava strutturato, e non era facile, però la cosa bella era gratificare l'intera categoria del mondo del doppiaggio, che è un vanto internazionale. Erroneamente si pensa che si doppi solo in Italia: no, in Italia siamo i migliori, che è diverso. Si doppia in tutto il mondo, magari qualcuno in Europa lascia più spazio alle versioni originali, ma vengono doppiati dappertutto. A parte nei paesi anglosassoni, dove infatti i film europei non vengono visti oppure hanno poco successo. È come un libro, una traduzione: quando uno si vanta, “Umberto Eco tradotto in centoventisei lingue!”, uguale un film, che viene tradotto in tante lingue per quanto è importante; poi in Italia, la patria del doppiaggio, negli anni Venti e Trenta per salvaguardare la lingua italiana si è deciso di chiamare non Johnny ma Giovanni, e in qualche modo da lì è nato tutto. 

Noi di VOCI.fm ci siamo sempre, la novità di questa decima edizione?
Di novità ce n'è una molto elegante, quest'anno siamo andati sulla qualità perché volevamo sottolineare l'importanza della qualità nel doppiaggio, che si sta perdendo perché in certi casi c'è troppa velocità d'esecuzione, bisogna essere onesti intellettualmente e riconoscere che certi prodotti sono fatti di fretta, male e non per colpa sempre nostra ma perché ti arriva una settimana prima la puntata di quella serie importante, e il venerdì la devi tradurre, adattare, doppiare, missare e mandare in onda, per cui certe volte si rischia il marasma vero, però puntiamo su questo e infatti c'è un'orchestra diretta da Paolo Vivaldi, e avremo tra gli ospiti grandi musicisti come Andrea Guerra, di cui faremo sentire “La finestra di fronte”, poi Micalizzi con lo splendido tema de “Lo chiamavano Trinità...”, che viene poi ripreso nel finale di Django Unchained in cui io ho doppiato Jamie Foxx, Stefano Mainetti, Claudio Simonetti dei Goblin, insomma si punta alla qualità. Si comincerà anche in maniera elegante facendo sentire una voce bella, antica; il sogno, la magia, la qualità: il leitmotiv di questa edizione. 

Poi c'è un'altra novità molto importante: quest'anno sei candidato come doppiatore! Miglior doppiatore protagonista per “La Forma dell'Acqua”, dove interpreti un colonnello molto cattivo.
Cattivo, acido: il colonnello Strickland non era facile, aveva mille sfaccettature nella sua cattiveria, non era il cattivo tipico, e siccome ogni anno c'è la commissione che si occupa delle nomination quest'anno mi è stato detto che non potevo continuare a non essere candidato, perché così facendo non avrei gratificato le persone con cui avevo lavorato. Ho detto va bene, fatelo, però io esco da qualsiasi commissione perché voglio che tutta la faccenda sia trasparente. Resta comunque una splendida festa, una scusa meravigliosa per sottolineare questo mondo che va dai traduttori agli adattatori, al fonico di mix, l'assistente, il direttore, insomma tutto un mondo straordinario che veicola i film e certe volte li rende anche migliori. Se dovessi vincere mi imbarazzerebbe un po', anche perché i miei concorrenti sono straordinari: c'è Francesco Pannofino per Denzel Washington, Stefano De Sando in “L'ora più buia” che ha fatto un lavoro meraviglioso su Churchill, Riccardo Rossi per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”. Accoglierei bene il premio perché il voto verrebbe dai miei colleghi, quindi sarebbe una gratificazione da parte loro, ma se non dovesse essere così, ah! Faccio un sospiro di sollievo e dico “ah, ok, consegno io il premio”, a me piace più fare i regali che riceverli. Per carità, sono uno che ha la faccia come quel che voi sapete, ma quando ricevo regali rimango sempre senza parole. 

Anche a Natale, immagino! Un'ultima cosa, visto che abbiamo parlato de “La Forma dell'Acqua”, un film splendido che penso sia piaciuto anche a te: quanto influenza il lavoro del doppiatore la sua considerazione dell'opera? Ti coinvolge oppure sei troppo concentrato tecnicamente quindi non te lo gusti più di tanto?
È vero, non te lo gusti molto però capisci che stai facendo una grandissima cosa. Poi quando vanno i colleghi a vederlo e dicono “ma chi l'ha doppiato?” è la soddisfazione più grande. Sono orgoglioso di un film che dovrà uscire tra poco e già è candidato a cinque Golden Globe, un Viggo Mortensen come non l'ho mai visto in questo “Green Book”, straordinario, idolo americano, parla siciliano, si è ingrassato di quindici chili, un Viggo Mortensen che non ha nulla a che vedere con niente di quello che ha fatto finora, grande difficoltà. Diretto da Mario Cordova, questo sarà una bella soddisfazione perché è venuto fuori qualcosa di inaspettato. Cerco sempre di modificare la mia voce a seconda di quello che faccio, lo stesso Viggo ne “Il Signore degli Anelli” ha una vocalità, ne “La promessa dell'assassino” in cui parla russo ne ha un'altra, sono sempre io ovviamente, però cerco di non rendere una voce simile come ho fatto per Sacha Baron Cohen in “Borat”, “Hugo Cabret”, e “Alice attraverso lo specchio”, o per Michael Shannon – che sto seguendo da qualche anno e mi piace molto – in “Elvis & Nixon”, “La Forma dell'Acqua”, “Fahrenheit 451”, un attore bellissimo e particolarissimo, che può fare tutto e il contrario di tutto, e in questo film è stato bravo e credo di avergli restituito quell'animo di acidità, di cattiveria, di sudditanza, di prosopopea, c'era un pò tutto. 

Allora in bocca al lupo, visto che stai per salire sul palco, sia per lo spettacolo sia per la tua candidatura!
Grazie a voi, grandissimi affezionati di VOCI.fm, auguri e buon Natale – detti da un Pino valgono, eh!


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