Su VOCI.fm Perla Liberatori con Valerio
ARTICOLO
Oggi sul #sitodellevoci c'è l'intervista a Perla Liberatori, voce italiana di Scarlett Joahnsson, premiata all'ultimo G.P. del Doppiaggio come "miglior doppiatrice serie-tv (La Casa di carta)". Patrizia Simonetti l'ha incontrata per VOCI.fm alla presentazione del "Premio Tonino Accolla 2019" insieme al piccolo Valerio (figlio di Perla) che, nonostante la giovanissima età, vanta già esperienze al leggio.
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Perla Liberatori su VOCI.fm, benvenuta! Siamo qui per presentare il “Premio Tonino Accolla 2019”, tu sei stata ospite nella scorsa edizione a Siracusa: quale impressione hai avuto?
È stata una serata meravigliosa, ho avuto il grandissimo onore di essere stata premiata come voce eclettica, perché essere versatili significa poter spaziare da un personaggio all'altro, quindi è stato un riconoscimento grandissimo, e soprattutto perché prendo il premio con il nome di Tonino, che per me è stato un grande maestro. Mi ha insegnato molto e lo considero uno dei più grandi. Inoltre l'atmosfera a Siracusa è meravigliosa, le persone sono molto calorose, è stata davvero una bella edizione.
Una cosa utile, soprattutto per i giovani, no?
Sì, perché il Premio Tonino Accolla offre ai giovani l'opportunità di farsi conoscere. Ci sono delle scuole che aiutano questi ragazzi nella loro carriera, poi l'essere attori comprende tante cose, anche il doppiaggio che è una parte importantissima, quindi si dà la possibilità di mettersi in gioco e di affacciarsi a questo mestiere, poi come va va, però è una grandissima opportunità per loro e ce ne sono poche.
Tu dai voce a tantissime attrici, basta citare Scarlett Johansson per tutte, ma soprattutto fai cartoni animati. Come mai questa preferenza?
Beh, la Johansson che hai citato è una delle attrici, poi ho doppiato Christina Ricci, Michelle Rodriguez e tantissime altre. Vero è che non sono l'unica, ci sono molte mie colleghe bravissime che le doppiano altrettanto bene. Ci sono tante serie televisive che ho fatto, ho iniziato con “Sabrina, vita da strega”, “Lizzie McGuire”, che hanno cresciuto una generazione, e adesso lavoro in “La casa di carta”, che per me è un grandissimo successo. Per quanto riguarda la mia preferenza verso i cartoni animati, non saprei dire com'è nata: ho iniziato questo mestiere che avevo quattro anni e mezzo e all'epoca c'erano tantissimi anime in televisione, poi ho fatto “Il Re Leone”, quindi è stato un filone da cui sono stata accolta e che mi porto avanti anche adesso negli anni, con le Winx, le Superchicche, mi cresco un sacco di bambine che vengono da me e mi dicono “ma tu sei la voce di Stella delle Winx”! Infatti non a caso partecipo al Gran Galà del Doppiaggio Romics che è inserito in un contesto di cartoni animati. Forse c'è una parte di me che rimarrà sempre bambina, chissà, magari è per questo che mi riescono bene certi ruoli.
È più semplice doppiare un cartone, dal punto di vista tecnico, rispetto a una persona vera?
Direi di no. Hanno delle differenze, tutto è estremamente complicato: nel cartone giapponese a volta è difficile riuscire ad immedesimarsi, perché loro o ridono o piangono, invece un attore di fiction o di film americani ha più sfumature, poi il giapponese per noi è praticamente ostrogoto, quindi dici “vai a capire cosa sta dicendo, starò parlando nel momento giusto?”, e non è sempre facile. Anche i cartoni Disney e Pixar non sono facili, perché i personaggi sono disegnati come fossero esseri umani, quindi ogni battito di ciglia, ogni movimento di capelli o di mano, va seguito come se fosse un attore in carne ed ossa e non è per niente semplice.
Quanto è importante iniziare da bambini e quanto è importante, magari, nascere in una famiglia di doppiatori?
Sicuramente esserci nata o comunque avere iniziato da piccolissima è una fortuna, perché da bambini si è delle spugne, quindi si prendono pregi e difetti. Io ho avuto l'opportunità e la fortuna di conoscere i grandi e di lavorare con loro, Tonino Accolla in primis, Renato Izzo, Pino Locchi, Peppino Rinaldi, che sono stati delle icone per questo mestiere, i re! E quindi ho avuto l'opportunità di lavorare con loro, di essere trattata come un'adulta, quindi di imparare la disciplina in questo mestiere, la metodologia. Non è che si può dire “vado a fare doppiaggio”, così a caso. E mi hanno insegnato tutte le tecniche, tutto quello che conosco, poi magari le so fare, non le so fare, nel bene e nel male, però è stato tanto importante. Ciò non toglie che se si inizia da grandi, soprattutto grazie ad alcune scuole o a dei grandi direttori che ci sono anche adesso, che hanno la voglia e l'opportunità di investire e di provare, c'è spazio per tutti. Certo, quando si è grandi si ha più difficoltà, ma la cosa importante è avere sempre l'umiltà di affacciarsi a un mondo diverso, un mondo particolare che ha tante sfaccettature, e di fare la gavetta, che è quella che abbiamo fatto un pò tutti.
Tu hai un figlio che si chiama Valerio, e sta iniziando anche lui a fare qualcosa. Ce lo vuoi presentare? Valerio, com'è tua mamma al doppiaggio?
V: Brava!
P: Beh, lui è di parte :-)
Valerio, che cosa hai doppiato ultimamente?
V: Il film di Michael Jackson.
P: Sì, è stata la prima grande cosa che ha fatto, poi lui al momento lo fa per gioco perché alla sua età comunque “deve” essere un gioco. Ha fatto il suo primo film, dove doppiava uno dei figli di Michael Jackson, ed è stata per me una cosa divertentissima perché comunque Jacko è un grande mito per tutti quanti, e adesso fa qualche volta dei cartoni animati con la mamma, in generale piccole cosine. Ti piace, Vale?
V: Sì!
E allora buon divertimento Valerio e grazie a Perla Liberatori!
P+V: Grazie a voi, un grandissimo saluto e un bacio a VOCI.fm
PERLA LIBERATORI: CENNI BIOGRAFICI
Perla Liberatori, nata a Roma nel 1981, è doppiatrice e direttrice del doppiaggio. È nota per aver prestato voce ad attrici come Scarlett Johansson in “Lost in Translation - L'amore tradotto”, “La ragazza con l'orecchino di perla”, “L'altra donna del re”; Anne Hathaway in “Ella Enchanted”, Kirsten Dunst in “Jumanji”, Anna Paquin in “Lezioni di piano”, “Jane Eyre”; nel campo dell'animazione è stata voce di Setsuko in “Una tomba per le lucciole”, Marlene ne “I pinguini di Madagascar”, Melody in “La sirenetta II - Ritorno agli abissi”, Revy in “Black Lagoon” e in tantissimi altri cartoni animati. E' anche la voce di Stella nelle Winx e di Nairobi (Alba Flores) nell'amatissima serie televisiva “La casa di carta”.
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Su VOCI.fm Perla Liberatori con Valerio
Oggi sul #sitodellevoci c'è l'intervista a Perla Liberatori, voce italiana di Scarlett Joahnsson, premiata all'ultimo G.P. del Doppiaggio come "miglior doppiatrice serie-tv (La Casa di carta)". Patrizia Simonetti l'ha incontrata per VOCI.fm alla presentazione del "Premio Tonino Accolla 2019" insieme al piccolo Valerio (figlio di Perla) che, nonostante la giovanissima età, vanta già esperienze al leggio.
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Perla Liberatori su VOCI.fm, benvenuta! Siamo qui per presentare il “Premio Tonino Accolla 2019”, tu sei stata ospite nella scorsa edizione a Siracusa: quale impressione hai avuto?
È stata una serata meravigliosa, ho avuto il grandissimo onore di essere stata premiata come voce eclettica, perché essere versatili significa poter spaziare da un personaggio all'altro, quindi è stato un riconoscimento grandissimo, e soprattutto perché prendo il premio con il nome di Tonino, che per me è stato un grande maestro. Mi ha insegnato molto e lo considero uno dei più grandi. Inoltre l'atmosfera a Siracusa è meravigliosa, le persone sono molto calorose, è stata davvero una bella edizione.
Una cosa utile, soprattutto per i giovani, no?
Sì, perché il Premio Tonino Accolla offre ai giovani l'opportunità di farsi conoscere. Ci sono delle scuole che aiutano questi ragazzi nella loro carriera, poi l'essere attori comprende tante cose, anche il doppiaggio che è una parte importantissima, quindi si dà la possibilità di mettersi in gioco e di affacciarsi a questo mestiere, poi come va va, però è una grandissima opportunità per loro e ce ne sono poche.
Tu dai voce a tantissime attrici, basta citare Scarlett Johansson per tutte, ma soprattutto fai cartoni animati. Come mai questa preferenza?
Beh, la Johansson che hai citato è una delle attrici, poi ho doppiato Christina Ricci, Michelle Rodriguez e tantissime altre. Vero è che non sono l'unica, ci sono molte mie colleghe bravissime che le doppiano altrettanto bene. Ci sono tante serie televisive che ho fatto, ho iniziato con “Sabrina, vita da strega”, “Lizzie McGuire”, che hanno cresciuto una generazione, e adesso lavoro in “La casa di carta”, che per me è un grandissimo successo. Per quanto riguarda la mia preferenza verso i cartoni animati, non saprei dire com'è nata: ho iniziato questo mestiere che avevo quattro anni e mezzo e all'epoca c'erano tantissimi anime in televisione, poi ho fatto “Il Re Leone”, quindi è stato un filone da cui sono stata accolta e che mi porto avanti anche adesso negli anni, con le Winx, le Superchicche, mi cresco un sacco di bambine che vengono da me e mi dicono “ma tu sei la voce di Stella delle Winx”! Infatti non a caso partecipo al Gran Galà del Doppiaggio Romics che è inserito in un contesto di cartoni animati. Forse c'è una parte di me che rimarrà sempre bambina, chissà, magari è per questo che mi riescono bene certi ruoli.
È più semplice doppiare un cartone, dal punto di vista tecnico, rispetto a una persona vera?
Direi di no. Hanno delle differenze, tutto è estremamente complicato: nel cartone giapponese a volta è difficile riuscire ad immedesimarsi, perché loro o ridono o piangono, invece un attore di fiction o di film americani ha più sfumature, poi il giapponese per noi è praticamente ostrogoto, quindi dici “vai a capire cosa sta dicendo, starò parlando nel momento giusto?”, e non è sempre facile. Anche i cartoni Disney e Pixar non sono facili, perché i personaggi sono disegnati come fossero esseri umani, quindi ogni battito di ciglia, ogni movimento di capelli o di mano, va seguito come se fosse un attore in carne ed ossa e non è per niente semplice.
Quanto è importante iniziare da bambini e quanto è importante, magari, nascere in una famiglia di doppiatori?
Sicuramente esserci nata o comunque avere iniziato da piccolissima è una fortuna, perché da bambini si è delle spugne, quindi si prendono pregi e difetti. Io ho avuto l'opportunità e la fortuna di conoscere i grandi e di lavorare con loro, Tonino Accolla in primis, Renato Izzo, Pino Locchi, Peppino Rinaldi, che sono stati delle icone per questo mestiere, i re! E quindi ho avuto l'opportunità di lavorare con loro, di essere trattata come un'adulta, quindi di imparare la disciplina in questo mestiere, la metodologia. Non è che si può dire “vado a fare doppiaggio”, così a caso. E mi hanno insegnato tutte le tecniche, tutto quello che conosco, poi magari le so fare, non le so fare, nel bene e nel male, però è stato tanto importante. Ciò non toglie che se si inizia da grandi, soprattutto grazie ad alcune scuole o a dei grandi direttori che ci sono anche adesso, che hanno la voglia e l'opportunità di investire e di provare, c'è spazio per tutti. Certo, quando si è grandi si ha più difficoltà, ma la cosa importante è avere sempre l'umiltà di affacciarsi a un mondo diverso, un mondo particolare che ha tante sfaccettature, e di fare la gavetta, che è quella che abbiamo fatto un pò tutti.
Tu hai un figlio che si chiama Valerio, e sta iniziando anche lui a fare qualcosa. Ce lo vuoi presentare? Valerio, com'è tua mamma al doppiaggio?
V: Brava!
P: Beh, lui è di parte :-)
Valerio, che cosa hai doppiato ultimamente?
V: Il film di Michael Jackson.
P: Sì, è stata la prima grande cosa che ha fatto, poi lui al momento lo fa per gioco perché alla sua età comunque “deve” essere un gioco. Ha fatto il suo primo film, dove doppiava uno dei figli di Michael Jackson, ed è stata per me una cosa divertentissima perché comunque Jacko è un grande mito per tutti quanti, e adesso fa qualche volta dei cartoni animati con la mamma, in generale piccole cosine. Ti piace, Vale?
V: Sì!
E allora buon divertimento Valerio e grazie a Perla Liberatori!
P+V: Grazie a voi, un grandissimo saluto e un bacio a VOCI.fm
PERLA LIBERATORI: CENNI BIOGRAFICI
Perla Liberatori, nata a Roma nel 1981, è doppiatrice e direttrice del doppiaggio. È nota per aver prestato voce ad attrici come Scarlett Johansson in “Lost in Translation - L'amore tradotto”, “La ragazza con l'orecchino di perla”, “L'altra donna del re”; Anne Hathaway in “Ella Enchanted”, Kirsten Dunst in “Jumanji”, Anna Paquin in “Lezioni di piano”, “Jane Eyre”; nel campo dell'animazione è stata voce di Setsuko in “Una tomba per le lucciole”, Marlene ne “I pinguini di Madagascar”, Melody in “La sirenetta II - Ritorno agli abissi”, Revy in “Black Lagoon” e in tantissimi altri cartoni animati. E' anche la voce di Stella nelle Winx e di Nairobi (Alba Flores) nell'amatissima serie televisiva “La casa di carta”.











