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Il direttore di RMC Stefano Bragatto su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Con i suoi 1.392.000 ascoltatori nel giorno medio ((indagine TER anno 2018) e un canale nuovo di zecca sul digitale terrestre (772) attivo da ieri in tutta Italia, Radio Monte Carlo si conferma una delle emittenti leader nel nostro paese. Oggi sul #sitodellevoci l'intervista di Marco Picchio al suo direttore Stefano Bragatto

Intervista realizzata da  Marco Picchio


https://soundcloud.com/voci-fm/bragatto-radio-montecarlo

Amici di VOCI.fm, un saluto da Marco Picchio! Il tema dell'intervista di oggi è ancora la radio, l'ospite infatti – capirete di chi sto parlando – è a capo del network più chic ed elegante che abbiamo in Italia. È goriziano, laureato in farmacia, amante della musica e dello sport: al telefono ho il direttore di Radio Monte Carlo, Stefano Bragatto. Buongiorno Stefano, e benvenuto su VOCI.fm!
Buongiorno a te e buongiorno a tutti!

Mi piacerebbe ripercorrere velocemente la tua carriera nel mondo della radio, riavvolgiamo quindi questo nastro e torniamo a prima del 2001: il primo microfono davanti cui hai parlato?
Il primo microfono è stato quello di Radio Studio 105: avevo 13 anni, era il 1987 e la domenica pomeriggio c'era il programma “I primi della classe”. Era consuetudine mandare a Radio Studio 105 le proprie dieci canzoni preferite; presi carta e penna, ovviamente con una bella lista di canzoni, la mandai e mi chiamarono, in onda con Gianni Manuel Tovo. Era l'aprile del 1987 e quello fu il battesimo dell'aria per me, in via Turati 40 al sedicesimo piano. Da lì è partito l'amore per la radio.

È chiaro che l'avevi già nel DNA, no?
Sì, i miei genitori hanno detto che ero con le cuffie in testa già dai sei, sette anni d'età.

Chi fa radio nasce con le cuffie!
Sì, con questa meravigliosa malattia!

È vero, è una patologia dolcissima. Dunque, penso di non sbagliare dicendo che sei cresciuto professionalmente dentro Radio Monte Carlo: ne sei parte – correggimi se sbaglio – dal 2001 come speaker, e dal 2016 come direttore.
Esatto, e in tutti questi anni – anche grazie alla disponibilità dell'editore Alberto Hazan – ho avuto la possibilità di occuparmi di un sacco di cose (sempre dietro le quinte): ho fatto lo speaker nel weekend ma mi sono occupato anche del sito internet, dei social, ho segnalato i problemi relativi alle frequenze, insomma tutte cose che mi hanno permesso di capire bene cosa sia Radio Monte Carlo, che cosa si aspettano i suoi ascoltatori. E un giorno come per magia l'editore mi dice “guarda, mi piacerebbe moltissimo che tu diventassi direttore di questa radio”. Un ricordo bellissimo, era il 2 maggio 2015, però non accettai subito.

Come mai?
Beh, perché non avevo nessuna esperienza da direttore, quindi mi spaventava l'idea di ritrovarmi da un momento all'altro a dover dirigere una radio così importante con una tale storia, un tale prestigio. Allora feci una controproposta dicendo “se vuoi posso mettermi a disposizione tua e del direttore”, che all'epoca era Andrea Munari, per andare alla ricerca delle nuove voci, cosa che feci nel corso del 2015/2016: convocai moltissimi speaker dalle web radio, dalle radio locali, tanto che poi abbiamo inserito di fatto delle nuove voci da allora. Davvero, una cosa strana, ti propongono di diventare direttore di una radio e tu dici no, però è proprio quello che feci io.

Però posso capire, chiunque al posto tuo avrebbe avuto lo stesso timore! Anche perché comunque non è un network qualunque, bensì una radio con una storia unica, per esempio io da piccolino ascoltavo la radio e sognavo molto in onde medie sui mitici 701. Quali sono le difficoltà che incontra il direttore di una radio così?
Il rispetto nei confronti degli ascoltatori, e nei confronti del marchio e della sua storia. È una radio che definisco quasi leggendaria, con un'autorevolezza che tante altre radio non hanno; una cura quasi maniacale nel ricercare le notizie e nel veicolarle, perché non siamo una radio che abbraccia un grandissimo pubblico e neanche vogliamo esserlo, quindi siamo consapevoli del fatto che chi sceglie la nostra radio sceglie un prodotto specifico.

Una piccola élite!
Mah, un élite. Sì, cerchiamo di essere fedeli al marchio quindi è una radio che propone contenuti che non interessano a tutti.

Non è neanche da tutti andare in onda da uno studio da cui si vede il mare!
Quella è una vera magia, soprattutto quando si accendono le prime luci della sera e si riflettono sul mare del porto di Monte Carlo. Non ti nascondo che quando mi capita di vederle – di solito quando sono in onda nel weekend – il brivido lungo la schiena mi arriva sempre. È particolare anche per questo Radio Monte Carlo, è una radio che vuole regalare sempre belle emozioni, anche e soprattutto attraverso la sua musica.

Sei un direttore severo?
No, no, assolutamente no! La priorità, lo dico sempre a tutti, è la serenità all'interno del nostro ambiente, perché abbiamo la fortuna di aver fatto della nostra passione un lavoro, tutti quanti abbiamo questo punto in comune. Chi viene in radio deve divertirsi, solamente nella condizione in cui si sta bene e si è sereni si dà il massimo, perciò la priorità è quella per me. Ovvio che se vedo qualcuno che si comporta così male allora dico “attenzione”, ma sempre col sorriso, perché sono convinto che tutti quelli che lavorano alla radio siano degli ottimi professionisti. Inoltre non rientra nel mio stile alzare la voce, redarguire in malo modo le persone, anzi cerco sempre un confronto gentile, cordiale, garbato. Solamente in questo modo riesci a ottenere il massimo dalla tua squadra.

Ok, ultima domanda: la nostra community di VOCI.fm conta più di tremila iscritti e molti sono speaker radiofonici. Radio Monte Carlo cerca sempre voci nuove; che caratteristiche deve avere uno speaker per essere Radio Monte Carlo?
Siamo sempre alla ricerca di voci nuove, continuiamo il lavoro iniziato nel 2015, e io sono sempre all'ascolto di piccole radio, sono sempre in cerca della voce di radio Monte Carlo. Uno speaker deve essere se stesso in onda; certamente lo speaker di Radio Monte Carlo dovrà anche avere un tono garbato ed elegante, non utilizzare parole fuori luogo. Dev'essere una persona intelligente e curiosa, che sappia emozionare l'ascoltatore, e soprattutto una persona non banale, perché la banalità non è quello che i nostri ascoltatori cercano e vogliono.

Stefano, grazie da tutti noi di VOCI.fm per essere stato qua!
Grazie a voi, è stato un grandissimo piacere. Viva la radio!


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Il direttore di RMC Stefano Bragatto su VOCI.fm

Con i suoi 1.392.000 ascoltatori nel giorno medio ((indagine TER anno 2018) e un canale nuovo di zecca sul digitale terrestre (772) attivo da ieri in tutta Italia, Radio Monte Carlo si conferma una delle emittenti leader nel nostro paese. Oggi sul #sitodellevoci l'intervista di Marco Picchio al suo direttore Stefano Bragatto

Intervista realizzata da  Marco Picchio


https://soundcloud.com/voci-fm/bragatto-radio-montecarlo

Amici di VOCI.fm, un saluto da Marco Picchio! Il tema dell'intervista di oggi è ancora la radio, l'ospite infatti – capirete di chi sto parlando – è a capo del network più chic ed elegante che abbiamo in Italia. È goriziano, laureato in farmacia, amante della musica e dello sport: al telefono ho il direttore di Radio Monte Carlo, Stefano Bragatto. Buongiorno Stefano, e benvenuto su VOCI.fm!
Buongiorno a te e buongiorno a tutti!

Mi piacerebbe ripercorrere velocemente la tua carriera nel mondo della radio, riavvolgiamo quindi questo nastro e torniamo a prima del 2001: il primo microfono davanti cui hai parlato?
Il primo microfono è stato quello di Radio Studio 105: avevo 13 anni, era il 1987 e la domenica pomeriggio c'era il programma “I primi della classe”. Era consuetudine mandare a Radio Studio 105 le proprie dieci canzoni preferite; presi carta e penna, ovviamente con una bella lista di canzoni, la mandai e mi chiamarono, in onda con Gianni Manuel Tovo. Era l'aprile del 1987 e quello fu il battesimo dell'aria per me, in via Turati 40 al sedicesimo piano. Da lì è partito l'amore per la radio.

È chiaro che l'avevi già nel DNA, no?
Sì, i miei genitori hanno detto che ero con le cuffie in testa già dai sei, sette anni d'età.

Chi fa radio nasce con le cuffie!
Sì, con questa meravigliosa malattia!

È vero, è una patologia dolcissima. Dunque, penso di non sbagliare dicendo che sei cresciuto professionalmente dentro Radio Monte Carlo: ne sei parte – correggimi se sbaglio – dal 2001 come speaker, e dal 2016 come direttore.
Esatto, e in tutti questi anni – anche grazie alla disponibilità dell'editore Alberto Hazan – ho avuto la possibilità di occuparmi di un sacco di cose (sempre dietro le quinte): ho fatto lo speaker nel weekend ma mi sono occupato anche del sito internet, dei social, ho segnalato i problemi relativi alle frequenze, insomma tutte cose che mi hanno permesso di capire bene cosa sia Radio Monte Carlo, che cosa si aspettano i suoi ascoltatori. E un giorno come per magia l'editore mi dice “guarda, mi piacerebbe moltissimo che tu diventassi direttore di questa radio”. Un ricordo bellissimo, era il 2 maggio 2015, però non accettai subito.

Come mai?
Beh, perché non avevo nessuna esperienza da direttore, quindi mi spaventava l'idea di ritrovarmi da un momento all'altro a dover dirigere una radio così importante con una tale storia, un tale prestigio. Allora feci una controproposta dicendo “se vuoi posso mettermi a disposizione tua e del direttore”, che all'epoca era Andrea Munari, per andare alla ricerca delle nuove voci, cosa che feci nel corso del 2015/2016: convocai moltissimi speaker dalle web radio, dalle radio locali, tanto che poi abbiamo inserito di fatto delle nuove voci da allora. Davvero, una cosa strana, ti propongono di diventare direttore di una radio e tu dici no, però è proprio quello che feci io.

Però posso capire, chiunque al posto tuo avrebbe avuto lo stesso timore! Anche perché comunque non è un network qualunque, bensì una radio con una storia unica, per esempio io da piccolino ascoltavo la radio e sognavo molto in onde medie sui mitici 701. Quali sono le difficoltà che incontra il direttore di una radio così?
Il rispetto nei confronti degli ascoltatori, e nei confronti del marchio e della sua storia. È una radio che definisco quasi leggendaria, con un'autorevolezza che tante altre radio non hanno; una cura quasi maniacale nel ricercare le notizie e nel veicolarle, perché non siamo una radio che abbraccia un grandissimo pubblico e neanche vogliamo esserlo, quindi siamo consapevoli del fatto che chi sceglie la nostra radio sceglie un prodotto specifico.

Una piccola élite!
Mah, un élite. Sì, cerchiamo di essere fedeli al marchio quindi è una radio che propone contenuti che non interessano a tutti.

Non è neanche da tutti andare in onda da uno studio da cui si vede il mare!
Quella è una vera magia, soprattutto quando si accendono le prime luci della sera e si riflettono sul mare del porto di Monte Carlo. Non ti nascondo che quando mi capita di vederle – di solito quando sono in onda nel weekend – il brivido lungo la schiena mi arriva sempre. È particolare anche per questo Radio Monte Carlo, è una radio che vuole regalare sempre belle emozioni, anche e soprattutto attraverso la sua musica.

Sei un direttore severo?
No, no, assolutamente no! La priorità, lo dico sempre a tutti, è la serenità all'interno del nostro ambiente, perché abbiamo la fortuna di aver fatto della nostra passione un lavoro, tutti quanti abbiamo questo punto in comune. Chi viene in radio deve divertirsi, solamente nella condizione in cui si sta bene e si è sereni si dà il massimo, perciò la priorità è quella per me. Ovvio che se vedo qualcuno che si comporta così male allora dico “attenzione”, ma sempre col sorriso, perché sono convinto che tutti quelli che lavorano alla radio siano degli ottimi professionisti. Inoltre non rientra nel mio stile alzare la voce, redarguire in malo modo le persone, anzi cerco sempre un confronto gentile, cordiale, garbato. Solamente in questo modo riesci a ottenere il massimo dalla tua squadra.

Ok, ultima domanda: la nostra community di VOCI.fm conta più di tremila iscritti e molti sono speaker radiofonici. Radio Monte Carlo cerca sempre voci nuove; che caratteristiche deve avere uno speaker per essere Radio Monte Carlo?
Siamo sempre alla ricerca di voci nuove, continuiamo il lavoro iniziato nel 2015, e io sono sempre all'ascolto di piccole radio, sono sempre in cerca della voce di radio Monte Carlo. Uno speaker deve essere se stesso in onda; certamente lo speaker di Radio Monte Carlo dovrà anche avere un tono garbato ed elegante, non utilizzare parole fuori luogo. Dev'essere una persona intelligente e curiosa, che sappia emozionare l'ascoltatore, e soprattutto una persona non banale, perché la banalità non è quello che i nostri ascoltatori cercano e vogliono.

Stefano, grazie da tutti noi di VOCI.fm per essere stato qua!
Grazie a voi, è stato un grandissimo piacere. Viva la radio!


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